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Il Green Deal darà nuovo slancio alle rinnovabili?

Mai come oggi la sostenibilità economica e ambientale è in cima alle priorità dell’agenda politica dell’Unione europea. Per la prima volta la Commissione europea, nominata il 27 novembre 2019, ha istituito una delega ad-hoc per il clima e previsto un piano da 1.000 miliardi di Euro per rendere l’Europa un continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, attraverso jl programma “European Green Deal”.

Rinnovabili: ripartire dall’offshore?

Oltre a una crisi sanitaria senza precedenti e al baratro della conseguente crisi economica la pandemia da Covid-19 ha aperto una parentesi che, dal punto di vista squisitamente ambientale, sembra invece contenere risultati più che incoraggianti. Nel secondo trimestre del 2020 i consumi di energia italiani sono calati del 22% rispetto al 2019 (mentre su base semestrale segnano -14%) e «anche nell’ipotesi ottimistica di un ritorno alla normalità nella seconda parte dell’anno, a fine 2020 la flessione sarà probabilmente superiore al record negativo del 2009 (-6%)», spiega Francesco Gracceva, il ricercatore che ha curato l’ultima Analisi trimestrale del sistema energetico italiano di Enea.

Cinquant'anni di raffinazione italiana

L’Italia ha una lunga tradizione nella raffinazione e per molti anni è stata considerata il “raffinatore d’Europa”. Nell’immediato dopoguerra molti nuovi attori si affacciarono sul mercato grazie ad una restituita libertà di azione che, in primo luogo, interessò proprio l’industria della lavorazione e trasformazione del petrolio, sia attraverso interventi di potenziamento dell’esistente che con nuove realizzazioni (Augusta, Genova, Ravenna). Nel 1950 erano già in attività 22 impianti rispetto ai 10 del 1938, per una capacità di lavorazione di 7 milioni di tonnellate, a fronte di consumi intorno ai 4 milioni di tonnellate.

La sfida della decarbonizzazione per il settore della raffinazione

Guardando al passato, lo sviluppo tecnologico dell’industria della raffinazione è stato graduale e costante. Quando si sono presentate sfide, la capacità di riposizionamento è stata determinata soprattutto dalla disponibilità di risorse finanziare e dalla capacita di giustificare investimenti.

Ora va profilandosi una nuova importante sfida ed è quella della decarbonizzazione, vista anche come una sfida tra sviluppi tecnologici, alcuni dei quali porterebbero alla produzione di forme di energia che bypassano completamente il sistema della raffinazione.

Il tempo della raffinazione volge al sereno

Negli ultimi mesi due grandi fattori hanno condizionato le strategie future del mondo della raffinazione: la guerra dei prezzi all'interno dell’“Opec plus” ed il calo drastico dei consumi per effetto della pandemia.

Nel primo caso, come è noto, l'altalena sui prezzi, le influenze geopolitiche, la poca chiarezza e trasparenza sulle posizioni statunitensi e russe, hanno pesantemente condizionato le quotazioni ed i conseguenti margini di raffinazione.

Raffinazione tra produttività e sostenibilità: la strategia di Sonatrach

Il settore della raffinazione, una filiera strategica dal punto di vista economico e occupazionale, vive da alcuni anni una profonda crisi, imputabile a diversi fattori e aggravata dalla diffusione del COVID-19. Questo comparto, così come gli altri settori industriali, è chiamato a rispondere ad un’ulteriore sfida, che è quella della decarbornizzazione dell’economia e lo sta facendo con senso di responsabilità. Come si conciliano rispetto dell’ambiente e produttività? Lo abbiamo chiesto all’Ing. Rosario Pistorio Amministratore Delegato Sonatrach Raffineria Italiana.

Superbonus e edilizia sostenibile: ricostruire bene per ripartire meglio

Per rilanciare la ripresa economica dell’Italia dopo gli effetti della crisi pandemica, il Governo ha puntato di nuovo sul settore delle costruzioni, ma questa volta in maniera coraggiosa. Scartata l’ipotesi di un condono edilizio, che, come accaduto in passato, avrebbe restituito un’edilizia di pessima qualità, le politiche di risanamento sono state orientate verso misure più sostenibili. Se ben progettate e realizzate, i relativi interventi potrebbero determinare non solo l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio nazionale, ma un vero e proprio “rinnovamento” del settore, assicurando la qualità del processo edilizio dalla progettazione fino ad arrivare al cantiere, così come previsto nei protocolli CasaClima.

Quanto si risparmia investendo in efficienza? Il caso di Quarto Oggiaro

Il recente Superbonus al 110% riguardante le riqualificazioni energetiche inserito all’interno del D.L. n.34/2020 (Decreto Rilancio) è solo l’ultimo dei provvedimenti inerenti la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare nazionale. Le detrazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio risalgono ormai al 1997 quando, per la prima volta, fu introdotto in Italia il principio della detrazione del 41% delle spese con successive rimodulazioni e rinvii di anno in anno.

Se la normativa sull’efficienza avanza a suon di bonus

Gli strumenti che sostengono l’efficienza energetica e la messa in sicurezza degli edifici oggi a disposizione di privati, imprese e pubbliche amministrazioni sono molteplici. Si va dalle detrazioni fiscali ormai note - ecobonus e sismabonus - agli incentivi a fondo perduto quali il conto termico e i certificati bianchi. La domanda, tuttavia, dovrebbe essere “perché esistono questi strumenti e perché è fondamentale sostenere questo mercato con contributi pubblici?”.

Condomini, industrie, settore pubblico: la riqualificazione secondo il Gruppo Hera

L’efficienza energetica è tra le più importanti sfide globali. Lo sa bene il Gruppo Hera che da sempre ne fa una leva fondamentale della sua strategia. Tanto da rendicontare ogni anno nel report ‘Valore all’Energia’ le azioni di miglioramento energetico messe in campo dalla multiutility con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale. Tramite le società controllate Hera Servizi Energia (Hse) e AcegasApsAmga Servizi Energetici (Ase), il Gruppo è attivo nei settori dell’efficienza energetica come operatore multiregionale nei territori dell’Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Marche e Sardegna, offrendo servizi personalizzati per industria, Pubblica amministrazione e condomini. La possibilità di fruire dello sconto in fattura abbinato al nuovo ecobonus al 110% per la riqualificazione dei condomini rappresenta un’opportunità per accelerare la riqualificazione energetica e sismica delle abitazioni private, già caratterizzata da numeri record negli ultimi anni grazie ad incentivi fiscali. Ne parliamo con Giorgio Golinelli, Amministratore Delegato Hera Servizi Energia (Hse) e AcegasApsAmga Servizi Energetici (Ase).

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