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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Strait of Hormuz – What is next?

The closure of the Strait of Hormuz has emerged as the central flashpoint of the Iran war and the recently signed agreement between Washington and Tehran. Before the war started in late February approximately 25 percent of seaborne oil and 20 percent of global liquified natural gas passed through the strategic waterway. 

Stretto di Hormuz – cosa succederà ora?

La chiusura dello Stretto di Hormuz si è rivelata come il punto nevralgico della guerra in Iran e del recente accordo firmato tra Washington e Teheran. Prima dell'inizio della guerra, alla fine di febbraio, circa il 25% del petrolio trasportato via mare e il 20% del gas naturale liquefatto mondiale transitavano attraverso questa strategica via d'acqua. 

Il MOU tra Iran e USA e gli impatti sul settore cisterniero

Il memorandum of understanding (MOU) firmato da Washington e Teheran ha cambiato la cornice, ma non ha fermato il braccio di ferro in corso tra i due contendenti. Infatti, quel memorandum equivale a null’altro che a una stretta di mano alla quale si è giunti solo per risolvere i problemi contingenti delle parti in conflitto e per verificare se la sospensione delle ostilità può favorire il loro mettersi d’accordo.

Stati Uniti e Iran: da uno stallo all’altro?

Dopo oltre tre mesi di guerra, la firma del Memorandum of Understanding (MoU) fra Stati Uniti e Iran è sembrata, in un primo momento, avere portato a un allentamento delle tensioni in Medio Oriente e nell’area del Golfo. L’annuncio dell’impegno delle parti a garantire la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz e a ripristinare il traffico alla sua piena capacità entro trenta giorni è stato accolto con favore dai mercati e ha spinto a rivedere al ribasso le previsioni sull’andamento dei prezzi interni. 

Il rebus di Hormuz: perché l'accordo USA-Iran non risolve la crisi

L’accordo tra Iran e Stati Uniti firmato dal Presidente Trump a Versailles il 18 giugno scorso prevede la completa riapertura dello stretto di Hormuz al traffico marittimo, ma solo per 60 giorni. Durante questo periodo, i negoziati dovrebbero proseguire per risolvere tutti gli spinosi problemi rimasti irrisolti, il che sembra difficilmente realizzabile. Se, come minimo, si faranno dei progressi, il periodo di 60 giorni potrebbe essere esteso, ma per quanto?

Data centers from every angle: AIE's Opinion

Talking about data centers from every angle. This is what we attempted to do with Davide D'Ambrosio xxx of the IEA, author of several publications dedicated to the sector. The world of data centers is constantly evolving; the number of infrastructures is growing, as are consumption and efficiency. This rapidly growing sector is increasingly important for the global economy and an undisputed player in the energy landscape for the coming

The data center map is becoming a power map

As of November 2025, the United States had 5,427 data centers, close to 45% of the roughly 12,000 worldwide and almost ten times more than any other country. Germany is next, with 529. Italy is thirteenth, with 168 and UK with 423. China, this time, only ranks fourth. The full ranking goes country by country.

I mille aspetti dei data center: la parola all’AIE

Parlare di datacenter a 360 gradi. Questo abbiamo provato a fare con Davide D'Ambrosio, (Senior Energy Analyst, International Energy Agency dell'AIE, nonché autore di diverse pubblicazioni dedicate al settore. Il mondo dei datacenter è in continua evoluzione, cresce il numero delle infrastrutture, così come crescono i consumi e l'efficienza. Un settore dalla forte crescita via via più importante per l'economia mondiale e attore indiscusso degli scenari energetici dei prossimi anni.

Una mappatura dei datacenter a livello mondiale

A novembre 2025, gli Stati Uniti contavano 5.427 data center, pari a quasi il 45% dei 12.000 circa presenti in tutto il mondo e quasi dieci volte di più rispetto a qualsiasi altro paese. Segue, un paese europeo la Germania, con 529 e UK con 423. La Cina, questa volta si posiziona solo alla quarta posizione. L’Italia è tredicesima, con 168 unità. Qui la classifica completa.

Data center: l'Asia cresce, la Cina corre

Negli ultimi anni, ogni volta che si è parlato di data center, l’attenzione pubblica si è concentrata sugli Stati Uniti, spinta dai massicci piani di espansione degli operatori hyperscale. Tuttavia, l’Asia-Pacifico (APAC) sta emergendo sempre più come il prossimo grande polo mondiale.

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