MONDO ENERGIA | 106 ARTICOLI
For the first time since 2021, the share of EU citizens unable to keep their homes adequately warm registered a downward trajectory, dropping to 9.2% in 2024 from a peak of 10.6% in 2023. The European Commission attributes this improvement to a combination of falling energy retail prices, the implementation of national energy efficiency measures, and better-targeted policy interventions.
Le recenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente – e in particolare il conflitto in Iran – hanno riportato al centro del dibattito una criticità strutturale del sistema energetico europeo: la sua esposizione agli shock esterni. Il rialzo dei prezzi del gas, dell’energia elettrica e dei carburanti registrato nelle ultime settimane non costituisce un episodio isolato; si inserisce – piuttosto – in una dinamica ormai ricorrente, in cui fattori geopolitici si traducono rapidamente in aumenti dei costi per famiglie e imprese.
Per la prima volta dal 2021, la percentuale di cittadini dell’UE che non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni ha registrato un calo: 9,2% nel 2024, in calo rispetto al dato di picco del 10,6% del 2023. La Commissione europea attribuisce questo miglioramento a una combinazione di fattori quali il calo dei prezzi al dettaglio dell’energia, l’attuazione di misure nazionali di efficienza energetica e interventi politici più mirati.
La povertà energetica è una situazione in cui un individuo non riesce ad accedere o permettersi i servizi energetici essenziali — come riscaldamento, climatizzazione, illuminazione o utilizzo di elettrodomestici — a livelli adeguati a garantire una vita dignitosa e la salute. Il fenomeno è spesso causato da una combinazione di fattori che tendono a rafforzarsi a vicenda: bassi redditi, costi dell’energia elevati e scarsa efficienza energetica degli edifici e degli elettrodomestici.
La transizione energetica non è soltanto una necessità ambientale, ma rappresenta un’opportunità industriale ed economica sempre più concreta. In questo scenario, le Cleantech rappresentano per l’Italia una delle opportunità più rilevanti per coniugare decarbonizzazione, competitività e sviluppo territoriale.
Che ne sarà del 2026? In che modo cambierà il panorama energetico? Ci saranno novità in grado di immettere il mondo dell'energia su sentieri nuovi? Queste domande, certo, sono ingenue perché l'energia è un fenomeno che evolve nel lungo periodo e quindi è irrealistico aspettarsi cambiamenti significativi da un anno all’altro.
Il settore fotovoltaico sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda. Mentre i sistemi fotovoltaici ricoprono un ruolo sempre più importante nella transizione energetica, un'altra rivoluzione sta prendendo forma dietro le quinte: l'intelligenza artificiale sta gettando le basi per ridisegnare l'intero ciclo di vita dell'energia solare, dalla produzione dei moduli alla gestione degli impianti.
In queste settimane Autostrade per l’Italia celebra al MAXXI di Roma i cento anni dalla costruzione della prima autostrada italiana. L’autostrada non è solo un’infrastruttura: è il filo che intreccia modernità e memoria, connettendo luoghi, imprese, persone e storie.
Dai dati forniti dal GSE nel “Rapporto statistico 2023 sul solare fotovoltaico” risulta che gli impiantì con potenza superiore a 1 MW, per la maggior parte presumibilmente installati a terra, erano 1.360 nel 2022 e 1.664 nel 2023. In un solo anno se ne sono aggiunti 304. Poiché in totale a fine 2023 erano in esercizio 1.597.447 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 30.319 MW, senza alcun dubbio le installazioni fotovoltaiche hanno modificato il panorama italiano.
Traditionally, citizens were perceived as consumers or passive recipients of energy services. Their engagement with energy systems was limited to consumption, and decision-making was confined to policymakers, industries, and large corporations.