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MONDO ENERGIA | 74 ARTICOLI

Rinnovabili, nucleare e carbone: la ricetta cinese per la transizione

A fine luglio dello scorso anno a conclusione del G20 Ambiente, John Kerry e Roberto Cingolani avevano espresso la delusione per la mancata adesione di Cina e India alla proposta del phase out del carbone a partire dal 2025.

Cina e India avevano confermato quanto già messo in evidenza nei programmi nazionali per l’attuazione dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici: la transizione verso emissioni zero delle due economie emergenti ha bisogno del supporto del carbone come “back up per lo sviluppo delle fonti alternative senza compromettere la sicurezza energetica.

La necessaria alleanza fra rinnovabili e finanza per eliminare il carbone

La finestra temporale entro la quale evitare i peggiori impatti della crisi climatica e contenere il riscaldamento globale a 1,5° si sta chiudendo velocemente. Così come è evidente che le comunità dall’India all’Italia stiano subendo le conseguenze del cambiamento climatico: da mortali ondate di calore ad alluvioni record.

Il gas feedstock per la produzione di idrogeno blu

Quando si parla di transizione energetica e di nuovi “vettori” di energia non si può fare a meno di menzionare l’idrogeno, che riveste un ruolo di primo piano sia a livello nazionale nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sia a livello europeo con la Strategia Europea per l’Idrogeno.

CSP: la dispacciabilità potrebbe essere la chiave del successo

La tecnologia CSP (acronimo di Concentrating Solar Power) denominata anche Solare Termodinamico, sfrutta il principio fisico della concentrazione della radiazione solare mediante specchi, per convertirla dapprima in energia termica e in seguito in energia elettrica mediante un ciclo termodinamico. All’aumentare del fattore di concentrazione (FC), ovvero del rapporto tra la superficie del campo specchi e quella del ricevitore, si ottiene un incremento della temperatura di esercizio del ciclo termodinamico, che consente di raggiungere elevati rendimenti di conversione (il record di conversione solar-to-electricity di 31,3% è attualmente detenuto da un impianto CSP).

ISWEC e le grandi potenzialità del moto ondoso

Le sfide poste dall’incedere del cambiamento climatico necessitano di risposte precise e articolate da parte dei singoli attori coinvolti ma soprattutto da parte dei grandi regolatori internazionali. Gli obiettivi contenuti all’interno dell’Agenda 2030 dell’ONU, sintetizzati nei punteggi SDGs (Sustainable Development Goals), sono ormai largamente condivisi a livello mondiale e soprattutto europeo. Con l’adozione del nuovo pacchetto climatico Fit for 55, infatti, l’Unione Europea ha tracciato un percorso chiaro per raggiungere la neutralità di carbonio in un tempo accettabile.

La crisi delle materie prime colpisce l’industria eolica

Tira una brutta aria per l’industria eolica, ma potrebbe essere una fase transitoria. Il condizionale è d’obbligo per due ragioni. La prima e che fa propendere per scenari più ottimistici, è il potenziale ancora sopito del comparto. Ad oggi, i parchi eolici off-shore rappresentano solo lo 0,5% dell’energia elettrica mondiale, ma questa quota potrebbe moltiplicarsi per sette volte e addirittura di 50 volte entro il 2050. A dirlo è l’ultimo rapporto del Global Wind Energy Council (GWEC).

Caro energia, le posizioni dei partiti e le scelte del Governo

Il 23 settembre scorso il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge “taglia bollette” per calmierare gli aumenti attesi su luce e gas a partire dal prossimo primo ottobre. Il provvedimento è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. In vista della conversione in legge da parte delle Camere, è possibile fare il punto sulle posizioni dei partiti in materia basandosi sul dibattito di giovedì scorso alla Camera sulle mozioni di maggioranza e opposizione.

Caro energia: le rinnovabili sono la soluzione, non il problema

In queste settimane, molta attenzione si è concentrata sul rischio di un incremento significativo del prezzo delle bollette di luce e gas. Il Governo è giustamente intervenuto con misure urgenti per contenere l’impatto di questo aumento su famiglie e imprese.  Si è intervenuti sull’IVA, portata per tutti al 5%, nonché sugli oneri di sistema, ovvero quei costi di gestione indipendenti dal consumo degli utenti, a beneficio di circa 29 milioni di clienti domestici e circa 6 milioni di piccole e piccolissime imprese.

Rispondere al caro bollette disegnando un nuovo scenario di politica energetica e industriale

L’Ocse stima per l’Italia una crescita del 5,9% nel 2021 e non è l’unica previsione che attesta il nostro Pil intorno al +6% a fine anno. Segno che cittadini e imprese possono guardare con maggiore fiducia ai prossimi mesi dopo i pesanti danni causati dal Coronavirus. La crescita globale porta però con sé anche il forte incremento dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Le bollette di elettricità e gas avrebbero subito un aumento generalizzato, già dal mese di ottobre, che non potevamo consentire. Il Movimento 5 Stelle è la prima forza politica ad aver acceso i riflettori sulla necessità di un intervento immediato.

Dov’è finita l’energia made in Italy

Nelle ultime settimane, l’opinione pubblica è stata sensibilizzata sul reale rischio dell’aumento considerevole delle bollette elettriche ascrivibile ai forti rincari delle materie prime. Il problema, purtroppo, era già noto agli “addetti ai lavori” ma, come spesso accade, era stato accantonato considerandolo non prioritario nel dibattito politico attuale. L’uomo talvolta, nel suo cammino, inciampa nella Verità ma si rialza immediatamente per continuare la propria strada…

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