A maggio 2026, la capacità di accumulo BESS esistente in Italia ammonta a circa 19 GWh, costituiti al 60% da risorse distribuite small-scale e da una quota crescente di impianti utility-scale, sostenuti da schemi di remunerazione a lungo termine (Capacity Market), cui si aggiungono altri 14 GWh non ancora realizzati ma già contrattualizzati sotto MACSE e Capacity Market.
Gli impegni assunti dal nostro paese per il raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia da fonte non fossile (il PNIEC aggiornato punta a 85 GW di nuova capacità elettrica da FER entro il 2030) e la difficoltà di garantire un approvvigionamento energetico costante ed economico a causa dell’attuale incertezza geo-politica, hanno spinto il Legislatore a dare ulteriore impulso al compimento della transizione energetica, anche attraverso l’introduzione di una normativa più chiara, sistematica e valorizzante dei sistemi di accumulo, i Battery Energy Storage Systems (BESS) e le tecnologie correlate.
La transizione energetica non consiste soltanto nel sostituire impianti alimentati da fonti fossili con impianti rinnovabili. Richiede anche un cambiamento nel modo in cui il sistema energetico viene progettato e reso flessibile. Fotovoltaico ed eolico producono quando la risorsa naturale è disponibile, mentre la domanda segue profili diversi: il picco elettrico può concentrarsi in alcune ore, il fabbisogno termico dipende dalla stagione e dai processi industriali, la mobilità elettrica introduce nuovi carichi distribuiti.
La transizione energetica europea sta entrando in una fase in cui il tema centrale è diventato la capacità di gestire l'energia, oltre che di produrla. Le recenti tensioni geopolitiche lungo lo Stretto di Hormuz hanno riportato al centro una fragilità strutturale dei sistemi energetici contemporanei: la loro esposizione alle dinamiche dei mercati internazionali e agli shock che possono improvvisamente alterarne gli equilibri.