The closure of the Strait of Hormuz has emerged as the central flashpoint of the Iran war and the recently signed agreement between Washington and Tehran. Before the war started in late February approximately 25 percent of seaborne oil and 20 percent of global liquified natural gas passed through the strategic waterway.
La chiusura dello Stretto di Hormuz si è rivelata come il punto nevralgico della guerra in Iran e del recente accordo firmato tra Washington e Teheran. Prima dell'inizio della guerra, alla fine di febbraio, circa il 25% del petrolio trasportato via mare e il 20% del gas naturale liquefatto mondiale transitavano attraverso questa strategica via d'acqua.
In mid-October the Paris-based International Energy Agency (IEA) published its flagship publication – World Energy Outlook (WEO). This annual report came at a perfect time, just a few weeks before the United Nations climate change conference (COP), to be held in Baku, Azerbaijan, 11-22 November and in the midst of two major wars, one in Ukraine and the other in the Middle East.
A metà ottobre, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha pubblicato il suo più importante documento annuale, il World Energy Outlook (WEO). Questo rapporto è uscito in un momento perfetto, a poche settimane da COP29, organizzata dalle Nazioni Unite e che quest’anno si terrà a Baku, in Azerbaijan, dall’11 al 22 novembre.
Russia’s invasion of Ukraine in February 2022 brought major disruptions to the global energy system and heightened Europe’s vulnerability to disruption of gas supplies. The transition to renewables has had the effect of pushing up demand for gas – often viewed by governments and energy analysts as a medium-term bridging fuel between the eras of hydrocarbons and renewables.
L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, nel febbraio 2022, ha determinato sconvolgimenti profondi nel sistema energetico globale e ha accresciuto la vulnerabilità dell'Europa di fronte all'interruzione delle forniture di gas. Il tutto va letto in un processo di trasformazione ormai decennale che vede da un lato, un percorso verso la decarbonizzazione e un utilizzo via via più marcato delle fonti rinnovabili ma che, dall’altro, ha determinato un maggior ricorso al gas, visto dai governi e dagli analisti energetici come una fonte ponte sul medio termine tra l'era degli idrocarburi e quella delle fonti green.
Dal 31 ottobre al 12 novembre, si è tenuta nella città di Glasgow, in Scozia, la conferenza ONU sui cambiamenti climatici, descritta come l'ultima possibilità per salvare il pianeta. Ciò che muove queste conferenze è la consapevolezza che il riscaldamento climatico abbia origine antropica e che urge un’azione decisa per contrastarlo.
Una delle più importanti trasformazioni dalla fine del ventesimo secolo è stata la diffusione globale di internet. Fino a pochi decenni fa, internet era appannaggio di pochi milioni di persone. Nella prima parte del ventunesimo secolo, invece, si stima che il mondo virtuale raggiunga più della metà della popolazione globale. Questo significa che in tutto il mondo, persone di diverse classi sociali, razze e religioni utilizzano questo strumento per svolgere attività quotidiane come operazioni bancarie, votazioni, istruzione e intrattenimento, così come organizzazioni pubbliche e private, istituzioni e agenzie governative.
Le risorse di idrocarburi (petrolio, gas naturale e carbone) hanno due caratteristiche chiave correlate. Innanzitutto, non sono equamente distribuite a livello globale. Ad esempio, le riserve provate di petrolio sono localizzate per il 13,3% in Nord America, per il 19,5% in Centro America, per lo 0,5% in Europa, per l’8,5% nella Comunità degli Stati Indipendenti, per il 47,6% in Medio Oriente, per il 7,5% in Africa e per il 2,3% in Asia e nel Pacifico.
Il fabbisogno mondiale di energia dipende in larga parte dalle fonti fossili, condizione che non si modificherà nel prossimo futuro. Nel World Energy Outlook 2016, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) afferma che i combustibili fossili “continueranno ad essere l’asse portante del sistema energetico mondiale per diversi decenni a venire”. Il BP Energy Outlook formula previsioni similari.