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Un futuro rinnovabile per l'Africa, tra opportunità e ostacoli

Il continente africano è il secondo più popoloso dopo l’Asia, con una popolazione in continua crescita ed economie in costante espansione. Il fabbisogno energetico segue di pari passo questa tendenza, mentre la disponibilità stabile e affidabile di elettricità rappresenta una condizione necessaria per la crescita. Purtroppo, solo la metà dell’intera popolazione africana ha accesso all’energia elettrica, con punte di gran lunga inferiori nelle zone rurali dove, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, circa un terzo gode di questo servizio. 

Cina e India spostano in Asia il baricentro delle fonti rinnovabili

L’Asia è destinata a fungere da pivot energetico delle rinnovabili nel futuro prossimo. Già il rapporto del 2013 della International Energy Agency (IEA), la cui tendenza è stata confermata nel rapporto 2016, segnalava come la traslazione del centro di gravità della domanda energetica dai paesi occidentali verso l’Asia stesse coinvolgendo anche il settore delle rinnovabili.

Verso quale politica per le rinnovabili in Europa?

Il nuovo Quadro per il Clima e l’Energia, approvato nel 2016 dal Parlamento Europeo, prevede di raggiungere una quota pari ad almeno il 27% del consumo energetico finale soddisfatto da fonti rinnovabili all’orizzonte 2030. Tale obiettivo dà continuità a quello che dovrebbe essere raggiunto entro il 2020, secondo il Pacchetto per il Clima e l’Energia del 2009, vale a dire il 20% di energia rinnovabile nei consumi.

2016: un anno di assestamento istituzionale per le FER

L’Italia, con ben sei anni di anticipo rispetto alla scadenza del 2020, ha conseguito l’obiettivo fissato in sede europea della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili superando nel 2014 la soglia del 17% dei consumi finali di energia coperti da FER. Il 2015 ha confermato il raggiungimento di questo obiettivo, con consumi coperti da rinnovabili per 21,1 milioni di tep (Mtep) a fronte del totale di consumi finali lordi pari a circa 122,2 Mtep, determinando di conseguenza una quota di FER pari al 17,3%.

Biometano, biocarburante made in Italy

Il biometano, definito dall’articolo 2 del Dlgs 28/2011 come quel “gas ottenuto a partire da fonti rinnovabili avente caratteristiche e condizioni di utilizzo corrispondenti a quelle del gas metano e idoneo all’immissione nella rete del gas naturale”, risulta essere un vettore bioenergetico dall’enorme potenziale, utilizzabile senza alcuna miscelazione e senza dover in alcun modo modificare le apparecchiature attualmente alimentate a gas naturale.

A breve, ma purtroppo con almeno vent’anni di ritardo, anche nel nostro paese potremmo assistere ad uno sviluppo del settore biometano simile a quello degli altri paesi Europei dove, alla fine del 2014, risultavano operativi 367 impianti, con una capacità di trattamento installata pari a circa 310.000 Nm3 di biogas/ora.

L'importanza del gas nel processo di decarbonizzazione

il punto di vista di Anigas 

I cambiamenti climatici e la necessità di costruire un sistema energetico a basso impatto ambientale pongono da diverso tempo al centro della politica europea e nazionale il tema del percorso verso la decarbonizzazione. Il settore dei trasporti ha un ruolo strategico in quanto le relative emissioni a livello europeo rappresentano oltre il 26% del totale di COemessa e il trasporto su strada, specialmente l’autotrazione, ha un peso preponderante. La mobilità sostenibile è oggi un obiettivo prioritario e occorre mettere in campo tutte le soluzioni disponibili affinché siano raggiunti efficacemente i target europei.

Combustibili alternativi: analisi della direttiva DAFI. Un passo dal recepimento

Manca ormai poco al recepimento della direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi (c.d. direttiva DAFI). Sarebbe stata il 18 novembre scorso la data ultima per il recepimento da parte degli Stati membri, tuttavia è stata concessa una proroga.

La direttiva, emanata il 22 ottobre 2014, è sorta dall’esigenza di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti. Essa stabilisce requisiti minimi per la costruzione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricerca per veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale (gas naturale liquefatto - GNL e gas naturale compresso - GNC) e idrogeno, 

Le fonti rinnovabili nel World Energy Outlook 2016: potenzialità di sviluppo e scelte di integrazione alla luce dell’Accordo di Parigi

Come noto, lo scorso 4 novembre è entrato in vigore l'Accordo di Parigi sul clima attraverso il quale i 190 paesi formalmente firmatari si sono impegnati a mantenere l’aumento medio della temperatura globale “ben al di sotto di 2 gradi Celsius” rispetto ai livelli preindustriali e a cercare di limitare tale crescita a 1,5 gradi, valore che dovrebbe ridurre in misura significativa le perdite e i danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Il raggiungimento di questi obiettivi passa inevitabilmente per una modifica radicale dei processi di produzione e di consumo di energia, attualmente responsabili di almeno i due terzi delle emissioni a livello globale, all’interno della quale l’impiego delle fonti rinnovabili (FER) è destinato ad occupare un ruolo via via crescente.

Le virtù del gas

Gli studi Innovhub ed Enea aiutano a fare scelte consapevoli sulle soluzioni per il riscaldamento. Al di là dei luoghi comuni. Due domande alle associazioni del Gpl (Assogasliquidi) e del metano (Anigas)

 

Anigas

Come il gas naturale può rappresentare una scelta a valenza ambientale per il cittadino e il consumatore?

 

Il gas naturale è il vettore energetico che più di altri può ridurre l’inquinamento atmosferico nel settore del riscaldamento domestico soprattutto in termini di particolato e sostanze cancerogene contenute in primis il particolato (PT) e il benzo-pirene soprattutto in aree, segue...

Assogasliquidi

Il riscaldamento domestico è ormai universalmente riconosciuto come la prima causa di inquinamento da polveri sottili. Come può il singolo cittadino fare una scelta sostenibile in termini di sistema di riscaldamento?

Il tema dell’inquinamento atmosferico nel settore del riscaldamento è da tempo all’attenzione di Assogasliquidi, per gli impatti che esso ha in un comparto in cui il GPL si pone come prodotto energetico a disposizione soprattutto delle aree più svantaggiate del nostro territorio. segue...

Come si riscaldano gli italiani

L’Italia, si sa, è il paese dei mille borghi e dei mille campanili. Mille diversità che sono sparse su una lunga penisola, due isole molto grandi e molte altre minori: territori e insediamenti urbani diversi, caratterizzati da condizioni meteo-climatiche anche molto differenti. Basti pensare, ad esempio, che solo 3 famiglie italiane su 10 sono in possesso di sistemi per il raffrescamento, con un’accentuata variabilità a livello territoriale: 40% per il Nord-Est, 32% nel Mezzogiorno e poco meno del 25% per Nord-Ovest e Centro. A livello regionale si va dall’1,5% della Valle d’Aosta a fino a quasi il 50% della Sardegna.

Ma come e cosa consumano in materia di energia le famiglie italiane? segue...

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