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FONTI FOSSILI | 146 ARTICOLI

Meteo e rinnovabili: prevedere per investire meglio

Il contributo delle fonti rinnovabili nel mix energetico europeo è cresciuto in maniera significativa nel corso degli ultimi 5-10 anni, tanto che durante i “giorni favorevoli” la domanda di energia elettrica tedesca potrebbe essere interamente soddisfatta da eolico, fotovoltaico e idroelettrico. Indubbiamente, il clima e le sue variazioni iniziano a giocare un ruolo fondamentale, dal momento che determinano la volatilità e gli andamenti della produzione elettrica e non solo.

Ravenna Green Port: verso un porto più sostenibile

I porti giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo economico del territorio e il loro stato di salute ha importanti ricadute anche sull’economia nazionale. Il porto di Ravenna è uno dei principali motori di sviluppo socio-economico del territorio ravennate e regionale, essendo sia un porto industriale sia un luogo di aggregazione per lo svolgimento di molteplici attività con ricadute sociali. Da questi presupposti è nato il Ravenna Green Port, un progetto che coinvolge ricerca, istituzioni e industria per tracciare una rotta condivisa di azioni partendo da tre temi strategici: mobilità e sostenibilità energetica nell’area portuale, ecosistema porto-città.

Batterie a flusso: la soluzione organica di Green Energy Storage

Cleantech, climate change, green economy.  In passato queste parole hanno significato soprattutto energie rinnovabili, pannelli fotovoltaici, impianti eolici, geotermico e chi più ne ha più ne metta.

Parlarne oggi significa però parlare soprattutto di sistemi di storage, sistemi cioè che consentono di accumulare l’energia prodotta attraverso fonti rinnovabili così da poterla utilizzare con flessibilità, riducendo i costi di sistema e consentendo l’indipendenza energetica dalla rete.

Quale futuro per l'Idroelettrico in Italia?

L’idroelettrico, con 18,5 GW installati al 2015, fornisce circa il 20% della generazione nazionale di elettricità e in media oltre il 40% di quella rinnovabile, contribuendo al buon posizionamento dell’Italia rispetto ai target climatici europei. Il nostro Paese si colloca al quarto posto per energia idroelettrica generata in Europa (terzo nell’Unione) dopo Norvegia, Svezia e Francia.

La potenza installata è aumentata con passo costante seppur lento nel tempo, oltre il 10% in quindici anni, mentre il numero delle installazioni è salito del 78%.

L'eolico in Italia spiegato bene. Quanto è, chi lo fa e perché ha un futuro

Quanto è

L’eolico, nell’anno 2016, ha coperto, con 17,5 TWh di energia prodotta poco meno del 6% del totale dei consumi di energia elettrica italiana, posizionandosi – in una ipotetica classifica tra fonti rinnovabili – al terzo posto dopo l’idroelettrico (14%) e il fotovoltaico (7,3%).

La quasi totalità degli impianti eolici in esercizio è stata realizzata nel nuovo millennio, con una crescita divenuta molto sostenuta (circa 1 GW all’anno) dal 2007 al 2012, quando sono stati installati – grazie al sistema dei Certificati Verdi – circa i due terzi della potenza oggi in esercizio (9,5 GW). La maggior parte degli impianti è di grande taglia (media 20 MW), mentre il mini-eolico è decollato solo dopo il 2012 ma è rimasto una nicchia di mercato.

Fotovoltaico, crescita lenta e lacune della SEN

"Investors need certainty & clarity of rules from policy makers..." sono le parole di Fatih Birol, segretario generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), a margine di un convegno sulle Rinnovabili in Italia lo scorso anno.

A monte, una visione energetica nazionale condivisa, figlia del proprio sistema economico e degli obiettivi ambientali, che produce nel breve, medio e lungo termine azioni (normative ed attuative) e comportamenti.

Il quadro del mercato 'primario' delle rinnovabili in Italia

In Italia, la nuova potenza installata da rinnovabili nel corso del 2016 è stata di 778 MW, circa 112 MW in meno di quella installata nello stesso periodo del 2015 (-12%) ma superiore di 78 MW a quella del 2014. Complessivamente, la potenza installata da FER ha superato la soglia dei 51 GW (33 GW se si esclude l’idroelettrico “storico” già installato nel nostro Paese prima degli anni ‘00). È il fotovoltaico a guidare la classifica delle nuove installazioni con +369 MW, seguito dall’eolico con 290 MW; con soli 40 MW chiudono la classifica le biomasse.

Intervista al Prof. Federico Testa, Presidente dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)

Negli ultimi tempi sembra che in Italia si preferisca parlare di efficienza energetica piuttosto che di energie rinnovabili. Perché?

Fino a poco tempo fa in Italia si parlava quasi esclusivamente di fonti rinnovabili e solo di recente l’efficienza energetica è entrata a pieno titolo nei temi rilevanti dello scenario energetico. Credo però che non debbano esserci contrapposizioni ma, piuttosto, che occorre valorizzare le qualità dell’efficienza, ovvero di essere energia ‘non consumata’ e di poggiare su tecnologie che a differenza di altre fonti per le quali siamo debitori verso l’estero, sono made in Italy. L’efficienza, quindi, è un potente motore di sviluppo per filiere industriali e produttive nazionali, di occupazione, reddito e benessere per il Paese.

SEN e decarbonizzazione: il punto di vista di Elettricità Futura

A cura dell'Ufficio Comunicazione di Elettricità Futura

La definizione di una nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN) è soprattutto un’occasione per individuare gli elementi più critici del settore energetico - in particolare del comparto elettrico - e mettere in chiaro le azioni necessarie per affrontarli correttamente. L’obiettivo principale della Strategia deve essere la decarbonizzazione dell’economia del paese, obiettivo che può essere raggiunto agendo lungo tre direttici.

In primo luogo, proseguendo con la decarbonizzazione della produzione di elettricità, attraverso lo sviluppo armonico e efficiente di fonti rinnovabili con meccanismi concorrenziali che consentano investimenti a costi sempre più competitivi. 

La SEN e la sfida del settore non-ETS

La bozza di Strategia Energetica Nazionale (SEN) recentemente presentata dal MiSE e dal MATTM, come era prevedibile, è fortemente raccordata con gli obiettivi che l’Europa si è data al 2030 con il Piano Clima Energia nell’ambito dell’Unione per l’Energia, in termini di riduzione di CO2, percentuale di impiego di fonti rinnovabili e riduzione del consumo grazie a misure di efficienza energetica.

In particolare, per quanto riguarda la riduzione di CO2, il Piano fissa uno specifico obiettivo sia sulle emissioni dei settori ETS (-43% rispetto al 2005) sia sulle emissioni del non-ETS (-30%).

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