FONTI RINNOVABILI | 91 ARTICOLI
Nel giro di due anni il nucleare è tornato con forza nell’agenda italiana. A spingerlo, da un lato, la rinnovata attenzione europea alla sicurezza degli approvvigionamenti; dall’altro, la necessità di affiancare alle rinnovabili fonti davvero programmabili. La Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile ha chiuso i lavori nell’ottobre 2024 e, nel 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato i rapporti dei sette gruppi di lavoro: fissione, fusione, sicurezza e regole, rifiuti e dismissioni, competenze e accettabilità sociale.
Se c’è una cosa che non ha mai abbandonato l’impiego dell’energia nucleare per la produzione elettrica è il conflitto tra oppositori e sostenitori. Ed è così anche oggi, anche se con toni meno aspri. Nei primi venticinque anni del suo sviluppo (1954-1979) prevalevano nettamente i sostenitori che vedevano nel nucleare l’energia del futuro per soddisfare la crescente domanda elettrica mondiale.
Negli ultimi anni, l’urgenza di affrontare il cambiamento climatico e la dipendenza energetica estera si sono fatte sempre più pressanti, portando governi e organizzazioni internazionali a fissare obiettivi ambiziosi per la Transizione Energetica. In Italia, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) rappresenta il principale strumento di pianificazione per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e sviluppo delle energie rinnovabili al 2030.
Il repowering fotovoltaico ha ormai superato la dimensione dell’intervento tecnico. Per il Gruppo Sorgenia è una scelta strategica per il sistema Paese: significa aumentare la produzione di energia rinnovabile senza utilizzare nuovo suolo, valorizzando quanto è già stato realizzato e trasformando l’esperienza maturata in un investimento concreto sul futuro.
Direttrice strategica del piano industriale di ERG orientato allo sviluppo del suo portafoglio rinnovabile, il repowering eolico è un intervento tecnologico di ammodernamento dei parchi esistenti, di cui il Gruppo è pioniere. Consiste nella sostituzione di turbine obsolete con aerogeneratori di ultima generazione, più potenti e performanti, dimezzandone il numero, raddoppiando la capacità installata dell’impianto e triplicandone la produzione, a parità di suolo occupato.
In Italia ENGIE ha definito un piano di investimenti ambizioso per rafforzare il proprio ruolo nel percorso di transizione energetica del Paese. Sul fronte delle energie rinnovabili, puntiamo a raggiungere 1,6 GW di capacità installata entro il 2030, con il repowering degli impianti – in particolare quelli eolici – che riveste un ruolo strategico.
Delos Power è una delle principali società italiane specializzate nell’Asset Management e nelle attività di O&M di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’azienda gestisce oggi oltre 370 impianti fotovoltaici ed eolici per una potenza complessiva di circa 784 MW, distribuiti su gran parte del territorio nazionale.
L’Italia dispone oggi di un potenziale di crescita delle rinnovabili che può essere attivato in tempi relativamente brevi: 21 GW di nuova capacità installata intervenendo sugli impianti eolici e fotovoltaici a terra già presenti sul territorio. Una capacità che si aggiungerebbe agli 80,8 GW attualmente in esercizio e che, in termini di produzione, si tradurrebbe in quasi 40 TWh di elettricità pulita all’anno in aggiunta ai 58 TWh che nel 2024 sono stati prodotti da eolico e fotovoltaico.
Le Hydrogen Valley rappresentano un tassello strategico per la transizione energetica dell’Italia, ma il loro sviluppo è ostacolato da una serie di criticità. Nonostante il PNRR abbia stanziato oltre 2,5 miliardi di euro per l’idrogeno, una quota rilevante delle risorse rischia di rimanere inutilizzata a causa della scarsa partecipazione ai bandi e delle difficoltà nell'attuazione dei progetti.
Sulla base della necessità di coniugare la produzione energetica con un adeguato livello di tutela delle aree interessate dalle produzioni agroalimentari di pregio, la diffusione della tecnologia agrivoltaica costituisce una soluzione utilmente percorribile. Il concetto di agrivoltaico mira, infatti, a conciliare la presenza degli impianti in area agricola e la tutela della funzione primaria del suolo.