::

FONTI RINNOVABILI | 17 ARTICOLI

Decreto FER1: chi vince e chi perde?

Il cosiddetto “Decreto FER 1”, sottoscritto l’8 luglio 2019 e attualmente in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale a seguito del vaglio della Corte dei Conti, è il risultato dello sforzo congiunto dei Ministeri dello Sviluppo Economico (MISE) e dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare (MATTM). Il provvedimento è da annoverarsi tra le iniziative volte ad attuare il Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima (PNIEC), disponendo un set coeso di misure incentivanti indirizzate alla produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Nuove decreto rinnovabili: intervista a Crippa

Lo scorso 8 luglio, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Ambiente hanno firmato il decreto FER1. Come ci si è arrivati? Quali le principali novità? Possiamo definirlo un decreto strategico per il futuro dell’Italia e se sì perchè?

Il decreto FER1 nasce da un importante lavoro che è iniziato sin dai primi giorni dalla data di insediamento del Governo. A seguito della firma da parte dei Ministri Di Maio e Costa, il decreto è stato inviato per la registrazione alla Corte dei Conti prima della definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

Green energy vuol dire green jobs?

Grazie alla pubblicazione, a fine 2018, dello Special Report dell’IPCC, l’organo tecnico a supporto della Convenzione quadro sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, i Governi di tutto il mondo dispongono adesso di una roadmap chiara per le proprie emissioni di gas serra, in grado di rispondere al commitment dell’Accordo di Parigi del 2015: arrivare entro la metà del secolo a emissioni nette pari a zero, ossia la tanto agognata carbon neutrality.

Decarbonizzare la mobilità: il biometano può chiudere il cerchio

Nella transizione verso un’economia a basso contenuto di carbonio diventa cruciale il ruolo delle fonti rinnovabili (FER) anche nel settore dei trasporti, dove, con la Direttiva 2009/28/CE – cosiddetta RED, Renewable Energy Directive – si è fissato un obiettivo obbligatorio e uguale per tutti gli Stati membri del 10% per il 2020. Questo obiettivo è stato di recente aggiornato con la nuova Direttiva sulla promozione dell’uso dell’energia rinnovabile (RED II), in corso di emanazione: il target di impiego delle FER sale al 14% per il 2030 per il trasporto su strada e ferroviario (sono esclusi i trasporti marittimi ed aerei).

Micro-cogenerazione a biogas: i tempi sono maturi?

L’evoluzione della generazione distribuita guarda sempre a nuovi modelli; in questi, lo sviluppo della micro-cogenerazione rappresenta un ambito di grande interesse potenziale per le utenze di piccola e media taglia. Molti sono i temi connessi a questo sviluppo: tra tutti spicca quello della modalità di alimentazione green delle installazioni.

A livello mondiale, si registra un enorme sviluppo di impianti di micro-cogenerazione alimentati a biogas soprattutto localizzati in aree rurali:

Rilanciare il fotovoltaico italiano per centrare gli obiettivi al 2030

Il fotovoltaico, dopo la brusca frenata degli ultimi anni, seguita alla spettacolare crescita precedente, sta tornando ai blocchi di partenza per un nuovo straordinario scatto in avanti.  Questo impongono i target europei al 2030 che, per puntare al 32% complessivo di rinnovabili (62% della generazione elettrica per l’Italia), chiedono al fotovoltaico italiano di passare da circa 20 GW attuali a 68 entro i prossimi 12 anni.

Rinnovabili e tutela del territorio: un binomio imprescindibile

Il revamping degli impianti da fonti rinnovabili rappresenta una sfida imprescindibile per lo scenario energetico dei prossimi anni in Italia. Fino ad oggi il tema era relegato agli addetti ai lavori, ma è evidente che assume tutt’altro valore se lo si guarda dentro la prospettiva di un Paese che da qui al 2030 dovrà come minimo triplicare le installazioni di fotovoltaico e aggiungere almeno altri 6.000-7.000 MW di eolico.

Rinnovare l’esistente e sbloccare il nuovo: il commento di Elettricità Futura

1.    Quali sono le prospettive del settore eolico nel nostro Paese e quali le cause del periodo di rallentamento che si è verificato dopo il 2013?

Lo sviluppo del settore eolico in Italia ha registrato un trend di crescita del 3%-4% nell’ultimo triennio, ancorché accompagnato da una generale riduzione delle ore annue di produzione. In particolare, fino al 2012 la crescita della filiera eolica ha ricoperto un ruolo importante, con valori medi di installazione nell’ordine di 1.000/1.200 MW/anno.

Il fotovoltaico nella SEN e nel decreto rinnovabili: obiettivi, incentivi e sviluppi futuri

Il settore fotovoltaico italiano è in procinto di vivere una nuova fase molto importante del suo percorso di crescita, proiettato ormai verso uno stadio di completa maturazione. I target europei appena definiti per le fonti rinnovabili (32%) dal recente trilogo comunitario richiederanno molti sforzi su diversi fronti, e il fotovoltaico avrà sicuramente un ruolo da protagonista.

Prosumer fotovoltaico: il consumatore è davvero protagonista?

La star è il consumatore. Il consumatore finale è il grande protagonista di questa nuova stagione del settore energetico: lo sottolinea senza ambiguità il ‘Clean Energy Package’ recentemente pubblicato dalla Commissione Europea; lo ripetono costantemente, magari con qualche ambiguità in più, politici di ogni schieramento; ed è uno dei temi che ricorre più frequentemente nei media sia generalisti sia specialistici. Qual è, però, la situazione reale, in Italia e negli altri Paesi europei? Il consumatore/produttore di energia da fonti rinnovabili è davvero padrone delle sue scelte? Ancora di più, possono le sue scelte essere correttamente monetizzate, vale a dire esiste la possibilità di fornire al mercato energetico dei servizi il cui valore venga riconosciuto?

Page 1 of 2 1 2 »
Execution time: 348 ms - Your address is 18.207.136.184
Software Tour Operator