::

ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Le reti organizzative tra nuove forme di lavoro e ingegneria sociale

La spinta emergenziale causata dalla pandemia ha costretto molte organizzazioni, pubbliche e private, ad adottare modelli di lavoro definiti smart o agili che tuttavia sono state sperimentati in una logica di “prova-e-sbaglia”. Il tiro è stato aggiustato man mano che le settimane di lockdown passavano, sino a giungere a soluzioni talmente soddisfacenti che oggi molte aziende si dicono pronte a stabilizzare forme di lavoro ibride, combinando al meglio le soluzioni tradizionali e quelle innovative emerse durante la pandemia.

Presenti e lontani: quale sarà il futuro del lavoro?

Il futuro del lavoro era già in arrivo quando Covid-19 ha premuto il tasto fast-forward. Tra i tanti cambiamenti che ci hanno travolto, quelli che riguardano direttamente o che influenzano le dinamiche relazionali, oltre a essere i più evidenti, hanno implicazioni importanti e durature per individui e organizzazioni.

Gli effetti della pandemia sui comportamenti individuali e collettivi: le implicazioni su comunità e lavoro

La pandemia di Covid-19, da quando si è manifestata, sta generando reazioni adattive a livello individuale, istituzionale e collettivo, la cui variabilità è legata ad una molteplicità di fattori e sta delineando percorsi non lineari.

La ricetta di Google per la gestione del lavoro durante la pandemia e dopo

Quando la pandemia si è manifestata con tutti i suoi risvolti, pur trattandosi di una situazione avversa completamente nuova, Google Cloud aveva già strumenti e modalità di lavoro che consentivano una certa flessibilità, il che ha permesso di contenere le difficoltà nella gestione del lavoro da remoto. Il nuovo contesto ha portato a un nuovo modo di lavorare.

Le promesse della fusione per un nucleare sostenibile

L'obiettivo principale delle ricerche sulla fusione nucleare a confinamento magnetico nel mondo è di produrre energia elettrica (kWh) a partire dalla reazione esotermica fra i nuclei di due isotopi dell’idrogeno (deuterio D e trizio T). Tale reazione produce un neutrone (n) e un nucleo di elio (particella a)

 mimando analoghi processi che avvengono naturalmente nelle stelle. Dei due prodotti di reazione, l’n serve in ultima analisi alla produzione della potenza elettrica, mentre l’a a mantenere intrinsecamente calda la miscela DT, e questo idealmente senza immissione di potenza dall’esterno (concetto di ignizione).

Come funziona la fusione termonucleare a confinamento magnetico?

Stelle artificiali, confinate all’interno di un involucro metallico, in grado di contribuire al fabbisogno energetico della popolazione mondiale. Nome in codice: fusione termonucleare a confinamento magnetico. Potrebbe sembrare fantascienza, ma non per i ricercatori e gli addetti ai lavori, né tantomeno per chi ne beneficerà in un futuro sempre più prossimo.

 

ITER: uno sforzo globale verso l’energia da fusione

La consapevolezza che per evitare le catastrofi legate ai cambiamenti climatici bisogna eliminare i gas serra e che per sopperire alle richieste di energia - che cresceranno inevitabilmente col crescere della popolazione (si prevede una necessità doppia nei prossini 30 anni)  le rinnovabili da sole molto difficilmente saranno sufficienti ha stimolato una accelerazione dell’impegno mondiale per rendere l’energia da fusione una realtà.

Eni e CFS: raggiunto un traguardo fondamentale sulla fusione a confinamento magnetico

Lo scorso 8 settembre Eni ha annunciato che CFS (Commonwealth Fusion Systems), società spin-out del Massachusetts Institute of Technology di cui Eni è azionista di maggioranza, ha condotto con successo il primo test al mondo del magnete con tecnologia superconduttiva HTS (HighTemperature Superconductors) che assicurerà   il confinamento del plasma nel processo di fusione magnetica.

Un quadro analitico sulla transizione energetica

Mentre il dibattito sulla politica climatica cresce d’intensità, ci concentriamo sui dettagli rischiando di perdere di vista il quadro d’insieme. Più che parlare di rendimenti dei pannelli fotovoltaici o del capacity factor delle turbine eoliche sarebbe opportuno inquadrare la transizione energetica in una cornice analitica e strategica. Una volta spogliata da tutte le narrative, infatti, la transizione energetica prende la forma di un gigantesco riorientamento del sistema energetico globale dal campo delle materie prime a quello della medium & high tech.

Accumulo di idrogeno: stato solido e grafene

La Commissione Europea, in risposta agli obiettivi della Sostenibilità indicati dall’ONU e discussi nel contesto della Conferenza delle Parti, ha adottato un piano ambizioso di transizione ecologica ed energetica, rappresentato dal Green Deal e dagli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e 2050. Per raggiungere tali target, abbiamo bisogno di mediatori, necessari per poter integrare quote sempre maggiori di fonti rinnovabili all’interno del nostro sistema energetico e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Per fornire una risposta che mantenga tutte le caratteristiche della sostenibilità e permetta di garantire la fornitura di energia ai consumi finali non abbiamo molte soluzioni che possano essere implementate.

Page 1 of 15 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »
Execution time: 283 ms - Your address is 54.173.214.227