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La resilienza delle FER nella generazione elettrica in Italia

In modo ancor più evidente rispetto a quanto già avvenuto nella crisi economica del 2008, l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19 e le conseguenti limitazioni agli spostamenti e alle attività produttive hanno determinato il risultato apparentemente positivo di un incremento della quota dei fabbisogni energetici coperta dalle fonti rinnovabili di energia (FER). In particolare, nel settore elettrico le FER hanno raggiunto un nuovo massimo storico coprendo, sulla base delle stime dell’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’ENEA, oltre il 50% dei consumi finali lordi complessivi nel mese di maggio. Si tratta di un dato di poco inferiore al target settoriale del 55% al 2030 recentemente definito nell’ambito del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

UK: l’elettricità alle prese con prezzi negativi e tariffe flessibili

Durante il lockdown imposto per contenere la diffusione della pandemia, il sistema elettrico britannico è stato interessato da una drastica riduzione dei consumi e da un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili che ha determinato prezzi negativi e posto l’accento sull’importanza di tariffe flessibili. Lato domanda, il fatto che una grossa porzione della popolazione sia dovuta rimanere a casa senza recarsi al lavoro ha determinato un aumento dei consumi domestici, anche se quest’ultimo è stato più che compensato dalla riduzione della domanda da parte di industria e servizi.

La crescita dell’insoluto ed i rischi sui venditori della filiera energetica

L’emergenza epidemiologica da COVID-19 attualmente in corso avrà un impatto sul sistema economico italiano diretto e indiretto per la sua connessione alle economie di altri paesi, di dimensioni ragguardevoli e, ad oggi, non misurabili. La stima indicata nel recente DEF di una riduzione del PIL nel 2020 dell’8% viene da molti ritenuta ampiamente sottostimata: un valore, considerate la predominanza di scenari avversi e la probabile debolezza anche della domanda estera, del 15% potrebbe, per quanto severo, essere più realistico.

L’impatto del COVID-19 sui venditori di energia: effetti di breve e lungo termine

La crisi generata dal COVID-19 può avere un impatto significativo sui venditori di energia elettrica o gas, sia dal punto di vista economico che finanziario. Dal punto di vista economico, ad esempio, il crollo dei consumi dei clienti riforniti, combinato con quello dei prezzi all’ingrosso, danneggia i venditori che hanno stabilizzato, con acquisti a termine, il costo di approvvigionamento di volumi che si rivelano di gran lunga superiori a quelli effettivamente forniti ai propri clienti.

Venditori di energia o erogatori di welfare?

“Ci sono troppi venditori al dettaglio di gas e luce”. Quante volte ce lo siamo sentiti dire? Anche, purtroppo, da associazioni di consumatori che dovrebbero invece nutrire lo stesso mio interesse verso una concorrenza più vasta possibile. Chiedersi come mai i venditori siano così tanti in un settore con margini bassi e rischi alti ha certamente un senso intellettuale, così come lo ha chiedersi perché alcuni facciano prezzi apparentemente da margini negativi o quasi.

Bolletta gas: cosa contiene e quanto pesano davvero gli oneri di sistema?

La bolletta dei consumi di gas naturale ricevuta dagli utenti, meglio definita dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) “bolletta sintetica”, è il documento di fatturazione valido ai fini fiscali che sintetizza le principali informazioni sui consumi effettuati nel periodo di riferimento e sulle modalità di gestione del contratto, includendo altresì un prospetto sistematico degli importi fatturati e delle modalità di pagamento. Conoscerne e comprenderne la struttura è elemento imprescindibile per una corretta gestione del rapporto di fornitura.

La fine della Maggior Tutela: avanti, piano

“Le parole: «a decorrere dal 1° luglio 2020» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1° gennaio 2022»”: così – con la tipica agilità di un Milleproroghe – il Parlamento ha ufficialmente posticipato la fine della Maggior Tutela. Non è il primo rinvio - la Legge 108/2018, modificando la Legge 124/2017, aveva spostato la fine della Maggior Tutela dal 1° luglio 2019 al 1° luglio 2020 - ma sarà l’ultimo? Non è facile esprimere certezze in relazione ad una riforma che pizzica molte corde sensibili e che si presta a molteplici piani di discussione.

Diteci se questa liberalizzazione “s’ha da fare”

30 giugno 2015 per il gas e per le sole imprese del settore elettrico, e 30 giugno 2016 per i domestici. Erano queste le prime date inserite nel disegno di legge 2085, il cosiddetto “Ddl concorrenza”, diventato legge solo nell’agosto 2017, curato dal Governo Renzi, col Ministro Guidi prima e con Calenda poi. Queste date sono cambiate tre volte prima dell’approvazione definitiva della Legge e anche la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non ha impedito il posticipo cronico dei governi successivi. In particolare, l’ultima proroga, che vedrà la luce in questi giorni, addirittura sposta tutto in avanti di due anni: gennaio 2022.

Il consumatore merita chiarezza: il punto di vista di Federconsumatori

Oggi viviamo in un contesto in cui l’energia, la sua produzione ed il suo consumo sono diventati un tema cruciale, a maggior ragione alla luce delle recenti tensioni internazionali. Per questo appare quanto mai necessario consentire ai cittadini di capirne i cambiamenti e permettere loro di effettuare scelte consapevoli, motivate e mirate.

È stato confermato, con un correttivo inserito nel maxi-emendamento alla Legge di Bilancio 2020, l’ennesimo slittamento dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022 della fine del mercato tutelato, creando così sempre maggiore confusione tra i cittadini utenti.

Regno Unito: il ritorno delle tariffe regolamentate?

Nel Regno Unito, i prezzi dell'energia sono stati nell'occhio del ciclone per un certo periodo di tempo. Le settimane che hanno preceduto le elezioni del giugno 2019 hanno visto entrambi i partiti politici promettere di non modificare i cosiddetti price cap a beneficio dei consumatori. Ciò ha allarmato parecchi analisti ed economisti energetici, poiché questi cap potrebbero, secondo molti, reprimere la concorrenza e disincentivare l’entrata di nuovi attori nel mercato.

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