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Cosa prevede il Decreto Cura Italia per il settore energia?

Risposta: praticamente niente. Così, con 19 caratteri, spazio e punto inclusi, il compito di un analista chiamato a commentare le misure previste dal Decreto Cura Italia potrebbe ritenersi, senza timore di correzioni, assolto (lungi da noi ogni intento polemico o sarcastico: la drammatica situazione in cui è precipitato il paese per la diffusione del Coronavirus non consente divagazioni di questa natura).

Nessuno sconto sulle bollette: e adesso?

L’emergenza Covid-19 detta le regole della nuova quotidianità per il nostro Paese: è per far fronte a quella che ha recentemente assunto i caratteri di una pandemia globale che il Governo italiano ha varato nei giorni scorsi il decreto-legge c. d. “Cura Italia” (DL n. 18 del 17 marzo 2020). In particolare, l’articolato è primariamente volto a disegnare un insieme coeso e coerente di misure di sostegno a famiglie ed imprese, al fine di mitigare gli effetti economici dell’emergenza. Sono infatti molti i nuclei familiari e gli operatori di mercato costretti a pagare il prezzo altissimo in termini di (in-)sostenibilità socio-economica, oltre che sanitaria, della crisi.

Il nuovo Coronavirus contagia anche i consumi energetici

La terribile, inimmaginata e inimmaginabile tragedia provocata dal dilagare dell’epidemia da coronavirus sta esercitando significativi impatti sull’andamento dell’economia italiana con la riduzione di innumerevoli consumi di beni e servizi. Tra questi, quelli energetici non fanno eccezione.

Del nuovo temibile virus, sconosciuto al nostro sistema immunitario e purtroppo anche alla scienza, dopo una serie di polmoniti anomale, si è iniziato a parlare in Cina a inizio gennaio e solo il 10/01 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ne dava notizia al mondo.

Pianura Padana: i primi effetti della quarantena sulla qualità dell’aria

Il panorama della quarantena forzata che gli italiani stanno vivendo, se da un lato è il riflesso della crisi sanitaria che il Paese sta affrontando, dall’altro offre spunti di analisi interessanti, specie per quanto riguarda la qualità dell’aria che i cittadini della Pianura padana sono abituati a respirare. Il primo dato che emerge dalle analisi elaborate da un team di esperti del Sistema nazionale di protezione ambientale (SNPA) riguarda il biossido di azoto (NO2), che tra gli inquinanti dell’aria, è quello che più rapidamente risponde alle variazioni delle emissioni e viene prodotto da tutti i processi di combustione, compresi quelli derivanti dal traffico veicolare.

Salute dei lavoratori e sicurezza della rete: come si sta muovendo Terna

Terna è in prima linea nell’affrontare l’emergenza che si è venuta a creare in seguito al diffondersi del Coronavirus. In quanto soggetto responsabile dell’erogazione di un servizio pubblico essenziale, quello della trasmissione dell’energia elettrica su tutto il territorio nazionale, il TSO italiano deve garantirne la continuità in piena sicurezza, 24 ore al giorno, tutti i giorni, ancora di più in una situazione di emergenza come quella che sta vivendo oggi l’Italia.

Green Deal Europeo: Messner sull’Everest

Che cos’è il Green Deal europeo? Null’altro che l’atto finale di una storia di difesa del clima iniziata più di venti anni fa. Nel 1996 l’Unione Europea propone un obiettivo di contenimento della temperatura di 2°C: occorrerà attendere venti anni prima che gli altri paesi, con il Paris Agreement, adottino lo stesso traguardo; poi nel 1997 a Kyoto, propone un target di riduzione delle emissioni del 15%, fantascienza per l’epoca.

Il Green Deal, ovvero della difficoltà di separarsi dai fossili (e dalla mucca)

Dice l’Europa che (rispetto al 1990) entro il 2030 dovremo diminuire le nostre emissioni del 55% ed arrivare ad emissioni azzerate entro il 2050. Dice che per questo molto bisognerà investire e lancia per questo un European Green Deal. Che basti quello che prevede di investire, che i soldi si trovino e che gli investimenti siano canalizzati nella direzione giusta è agenda che ha già scatenato letteratura copiosa. Qui giusto qualche nota sul fossile e sulle difficoltà che il Green Deal (o equivalente) potrebbe incontrare.

Green Deal europeo: elettrificare o decarbonizzare?

Il Green Deal europeo, presentato l’11 Dicembre 2019 dalla nuova Commissione Europea presieduta da Ursula von der Leyden, è la nuova strategia di crescita pulita e inclusiva dell’UE, con l’ambizione di rendere l’Unione la prima area completamente decarbonizzata del pianeta entro il 2050. Il percorso di approvazione del Green Deal ha tuttavia evidenziato significative divergenze di visione, radicate nel carattere variegato del sistema elettrico europeo e nell’incertezza sui meccanismi di condivisione dei costi sociali che deriveranno inevitabilmente dalla transizione.

La mobilità del Green Deal sarà immobile

Se non fosse per il COVID-19 saremmo tutti a parlare del Green Deal dell’Unione Europea. Non avendo più voce in capitolo sulle grandi questioni internazionali, l’UE ha trovato una nuova ragione per esistere: decidere come fra 30 anni dovrà essere il mondo. 30 anni fa il petrolio costava 24 doll/bbl ed era proibito costruire centrali elettriche funzionanti a metano perché si temeva che non ci fosse abbastanza gas naturale. L’UE voleva allora che il “70-75%” dell’elettricità fosse prodotta da nucleare e carbone! Non esisteva neanche la Convenzione delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Questi riferimenti storici dovrebbero indurci ad essere modesti nel pretendere di definire il mondo di domani. Il mondo evolve non come lo decreta l’UE ma come lo creano la scienza e la tecnologia.

Coronavirus: mercati positivi al contagio

I numeri crescenti nel contagio del coronavirus hanno spinto le istituzioni a dichiarare nei fatti priorità alla salute pubblica e all’emergenza sanitaria. Contemporaneamente ci sono altri numeri e virus in corso di incubazione che, ragionevolmente, potrebbero creare una emergenza economica. Stimare gli effetti del Covid-19 sull’economia mondiale è sicuramente prematuro perché le variabili decisive sono la portata e l’estensione del contagio a livello internazionale.

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