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ARCHIVIO | 4 ARTICOLI

Distribuzione gas: gare e aggregazioni non sono inconciliabili

Nel panorama della liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas, il segmento della distribuzione del metano è forse quello nel quale le cose sono andate più diversamente rispetto alle attese. Dei progressi ci sono stati: oggi la verità contabile dei bilanci rispecchia la verità industriale dei gestori, che sono passati dai quasi 800 di fine anni ’90 a poco più di 200 oggi. Tuttavia, l’obbligo legislativo di individuarli attraverso procedure competitive è andato del tutto disatteso.

La riforma del settore idrico che sfascia tutto per non cambiare niente

Sfasciare tutto per non cambiare niente. La proposta di legge sull’acqua, che ha come prima firmataria la deputata Federica Daga, ha un obiettivo dichiarato: riportare in mani pubbliche il sistema idrico. Per raggiungerlo si affida a tre strumenti: la cessazione anticipata delle concessioni in essere, l’obbligo per i soggetti gestori di assumere una forma giuridica pubblicistica (ente pubblico o azienda speciale), e il trasferimento dei poteri in materia tariffaria dall’ARERA al Ministero dell’Ambiente, nonché del finanziamento degli investimenti dalla tariffa alla finanza pubblica.

Il dilemma della neutralità tecnologica

In teoria non c’è differenza tra teoria e pratica, ma in pratica c’è differenza. La battuta erroneamente attribuita a Yogi Berra si applica perfettamente, rovesciandola, alla distinzione tra politica ambientale e politica industriale. In teoria tra le due c’è una differenza molto netta, ma in pratica l’una sovente sfuma nell’altra.

In principio, la politica ambientale dovrebbe occuparsi di “correggere” il funzionamento del mercato in modo tale da imporre l’internalizzazione dei costi esterni, allineando il costo “privato” e quello “sociale” della produzione e consumo di energia.

Roma senza diesel: che senso ha?

Per parafrasare Roberto Benigni in “Johnny Stecchino”, Roma ha una piaga terribile: il traffico. Tutti i sindaci che sono saliti al Campidoglio si sono trovati alle prese con la congestione delle strade della Capitale, disegnate per accogliere bighe e lettighe, ma un po’ meno adatte a pullman e tir. Tra divieti alla circolazione e domeniche ecologiche, la Sindaca Raggi, però, si è sforzata di superare in ambizione tutti i suoi predecessori.

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