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MONDO ENERGIA | 141 ARTICOLI

Liberarsi dal gas russo è possibile?

La crisi russo-ucraina ha giustamente fatto emergere il grave problema della nostra dipendenza energetica ed in particolare dalla Russia. Mentre stenta ad avviarsi una riflessione di fondo sul problema energetico nazionale, sembra essere diventata quasi ossessiva la ricerca di canali di approvvigionamento di gas alternativi nel più breve tempo possibile. Quello che si legge sulla stampa appare, tuttavia, come un assemblaggio di idee raccogliticce prive di analisi di fattibilità reale, in linea con quella tradizione nazionale che ha sempre caratterizzate le scelte di politica energetica.

Decarbonizzazione e crisi: la chiave è diversificare

La drammaticità delle giornate che stiamo vivendo e la recente dichiarazione del MITE sullo stato di pre- allarme per il sistema energetico nazionale rende quasi inopportuna qualunque riflessione che non sia incentrata sulla gravità della situazione attuale e sulle possibili linee di intervento.

Eppure, proprio per provare a gestire le grandi preoccupazioni di questi giorni, per trovare la lucidità che serve per affrontare situazioni così difficili abbiamo un disperato bisogno di parlare di futuro, di immaginarlo realizzabile e soprattutto vicino. Facendo nostro l’auspicio che anche da questa grave crisi si possa uscire con nuove consapevolezze, magari meno sereni, ma forse più responsabili.

Le utilities e il caro energia

Intervista a Cristian Fabbri, Direttore Centrale Mercato del Gruppo Hera

Ne parliamo con Cristian Fabbri, Direttore Centrale Mercato del Gruppo Hera, che con oltre 3,4 milioni di clienti energy, è il terzo player nazionale per vendita di gas ed energia elettrica.

Prezzi elevati dell’energia e caro bollette

Intervista a Massimo Ricci, Direttore Divisione Energia di ARERA

Il tema più caldo del momento è di certo il caro energia. Ne abbiamo ampiamente parlato con Massimo Ricci, Direttore Divisione Energia di ARERA, mettendo a fuoco le misure attivate da ARERA per contenere gli effetti collaterali di questa fase e ragionando a 360° sia sulle cause che possono aver determinato l’escalation dei prezzi sia sulle possibili soluzioni. Si evidenzia una condizione critica che coinvolge tutto il settore, dai consumatori alle società di vendita.

Tendenze e peculiarità del sistema energetico italiano

Nonostante l’aumento senza precedenti dei prezzi del gas e dell’elettricità (concentrato però nella seconda parte dell’anno) il 2021 è stato l’anno del grande rimbalzo dei consumi energetici italiani dopo il calo del 9,5% registrato nel 2020, senza precedenti in tempi di pace. A dimostrazione della relativa rigidità dei consumi di energia ai prezzi, almeno nel breve periodo. Secondo una stima preliminare ENEA su dati in parte parziali e provvisori, nel 2021 i consumi di energia primaria sono aumentati di oltre l’8%. Si stima che siano stati “recuperati” circa l’80% dei consumi di energia “persi” nel 2020.

Il caro energia mette a rischio il settore della ceramica

L’industria ceramica italiana, che negli ultimi 5 anni precedenti la pandemia ha investito 2,2 miliardi di euro in impianti nuovi e più efficienti, ha chiuso il 2021 con una crescita del fatturato nell’ordine del +12% rispetto al 2019, arrivando a superare i 6 miliardi di euro. Si tratta di una crescita reale, verificatasi sia in Italia che all’estero, trainata soprattutto dalle peculiarità della piastrella di ceramica.

Kazakistan: tra materie prime e intrecci geopolitici

La prima tempesta geopolitica che ha colpito il mondo – e i mercati – nel 2022 è stata quella che ha interessato il Kazakistan. Nel gigante geografico ed energetico centro asiatico, a inizio gennaio, si sono infatti registrate partecipatissime mobilitazioni di piazza, scoppiate per il rincaro del carburante. Che nulla ha avuto a che vedere con il ricatto geopolitico di Putin nei confronti dell’Europa, ma molto con l’autoritarismo e le disuguaglianze interne.

Gas e nucleare: una riflessione oltre l’ideologia

Ho sempre ritenuto che un’eventuale esclusione del gas naturale e del nucleare dalla tassonomia UE che definisce le regole per la finanza cosiddetta sostenibile, sarebbe stato un madornale errore che avrebbe finito per impattare negativamente proprio sulla transizione energetica che si vorrebbe implementare. Un involontario effetto boomerang come sempre accade quando le decisioni sono offuscate dall’ideologia.

Come impatterà la tassonomia UE sulle PMI italiane?

La Tassonomia UE per le attività sostenibili è uno degli strumenti principali con cui l’Unione Europea intende canalizzare gli investimenti verso le attività sostenibili e, in questo modo, supportare l’obiettivo di un’economia a zero emissioni entro il 2030. Non sarà un processo semplice: alcune aziende, soprattutto tra le PMI, potrebbero non avere la forza finanziaria per i necessari investimenti; per molte altre sarà l’occasione per un salto tecnologico che potrebbe proiettare la nostra economia in una nuova fase.

La tassonomia degli investimenti verdi? Una delusione

Il 7 dicembre è diventato legge il primo di alcuni Atti Delegati della Commissione europea, contenente una lista di attività definite “green”. Una serie inspiegabile di commenti positivi si sono susseguiti alla notizia: l’approvazione è stata definita un momento storico, un punto di riferimento per orientare i capitali verso investimenti verdi, un modello seguito dai leader illuminati del mondo (come Putin e Xi Jinping), mentre i suoi (indefiniti) autori sono stati indicati addirittura come "eroi" verdi.

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