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Carbosulcis: dalla tradizione all’innovazione

L’ultima miniera di carbone ed il piano di chiusura: il 31 dicembre 2018 si è voltato pagina dopo oltre 70 anni di storia e di lavoro

Quando si parla di miniere in Italia si pensa al Sulcis-Iglesiente e riferendosi al carbone viene spontaneo parlare del polo industriale di PortoVesme a Portoscuso (SU) e della limitrofa miniera di carbone.

Il percorso di decarbonizzazione del gas all’orizzonte 2050

Il 18 dicembre 2019 l'impianto "La Castellana" ha iniziato a produrre biometano e ad iniettarlo nella rete gas italiana. La struttura è situata in un'azienda agricola lombarda che ha adottato il modello “Biogas Fatto Bene” che consiste nella produzione di biometano da residui agricoli e colture stagionali, utilizzando gli scarti della digestione anaerobica come fertilizzante biologico. La Castellana è solo uno dei primi impianti di biometano in Italia, a cui ne faranno seguito molti altri negli anni a venire. Si stima, in particolare, che nei prossimi decenni la quantità di biometano prodotta su scala nazionale e trasportata, immagazzinata e distribuita attraverso l'infrastruttura gas esistente potrebbe attestarsi a 15 miliardi di metri cubi.

Gas Decarbonisation Pathways from today to 2050

On 18 December 2019 the ‘La Castellana’ biomethane plant started to produce biomethane and inject it in the Italian gas grid. The facility is located on a farm in Lombardy which adopted the Biogasdoneright model for sustainable agriculture. Biomethane is produced from agricultural residues and sustainable sequential crops and biogas digestive is being fed back to the field, avoiding the use of chemical fertilisers. La Castellana is one of the first biomethane plants in Italy, and many similar facilities are planned to be build in the coming years.

Metano auto, sfruttare i segnali di ripresa

Dopo aver chiuso il 2019 con un incoraggiante +3%, in gennaio le immatricolazioni di auto a metano hanno fatto registrare un aumento del 136% rispetto a gennaio 2019, con un totale di 4.114 unità e una quota di mercato più che doppia rispetto alle auto elettriche pure. Segnali di ottimismo per il comparto, dopo anni difficilissimi – in particolare il biennio orribile 2016-17.

Segnali corroborati dalla crescita delle immatricolazioni di mezzi pesanti a GNL, grazie soprattutto alle politiche di incentivazione confermate anche quest’anno dal Governo: nel 2019 si sono venduti in Italia oltre mille Tir a gas liquefatto, con un aumento di quasi il 50% rispetto al 2018.

Mobilità alternativa: quale ruolo per il gas naturale?

Quattro anni fa, alla conclusione dei lavori del “tavolo Tiscar” sulla mobilità sostenibile, un membro della commissione, “elettrizzato” dalle conclusioni, auspicava lo shift in favore dell’alimentazione elettrica già a partire dal 2020, ipotizzando che la cosa fosse non solo plausibile ma anche facilmente realizzabile. Non teneva però conto del fatto che trasformare il parco circolante di un Paese dai carburanti tradizionali ad alimentazioni alternative è un processo complesso e che ha un costo molto elevato.

GPL e Metano: il segmento “gassoso” tiene e rilancia

L’auto a GPL o a Metano esiste in Italia da almeno 7 decenni. Forse, proprio per questo, non è “di moda”, a differenza di altre tecnologie che, guarda caso, lo sono diventate soprattutto in risposta allo scandalo dieselgate del settembre 2015. Eppure, ancora nel 2019, sono state immatricolate nel Belpaese oltre 135.000 vetture a GPL e quasi 40.000 a Metano, per una quota di mercato complessiva che ha superato il 9%, in crescita rispetto all’8,5% dell’anno precedente. Dunque, pochi ne parlano, ma molti la scelgono.

L’Italia e la mobilità a gas: il punto di vista di NGV Italy

L’utilizzo del gas nel settore dei trasporti ha conosciuto negli ultimi anni una crescita significativa. Si può quantificare la portata di questa crescita?

In Italia lo scorso anno, sono stati immatricolati 44.871 nuovi veicoli leggeri (autovetture e furgoni) , 1.049 autocarri alimentati a gas naturale liquefatto (GNL) e 421 alimentati a Gas naturale compresso (GNC). Ho ritenuto opportuno fornire i valori assoluti perché solo essi sono in grado di fornire un’idea precisa dello stato dell’arte.

Riscaldamento e raffreddamento: le nuove tecnologie a gas per una decarbonizzazione immediata

La Comunicazione della Commissione Europea sul ‘Green New Deal’, riforma imponente che con le sue quasi cinquanta iniziative legislative si configura come la più grande azione mai intrapresa a livello europeo, chiede il sostegno appassionato e convinto di tutti i cittadini per realizzare l’ambizioso progetto della neutralità climatica al 2050 promettendo di ‘trasformare l’UE in una società giusta e prospera, dotata di un’economia moderna ed efficiente’.

Gas, un supporto indispensabile per gli obiettivi climatici dell’Europa

Con la recente pubblicazione dello “European Green Deal”, la nuova Commissione europea a guida von der Leyen ha ribadito il proprio obiettivo numero uno: il raggiungimento di un’economia “net zero” entro il 2050 e decarbonizzata al 50% già a partire dal 2030. Lo scenario al 2050 prevede un total phase out” dai combustibili fossili da ottenersi anche grazie a politiche di sostegno ad un’economia circolare, alla digitalizzazione, alla mobilità sostenibile e così via.

Il ruolo della microcogenerazione a gas nella transizione energetica

Raggiungere gli obiettivi di politica energetica ed ambientale dell’Unione europea richiederà uno sforzo congiunto. Facendo leva su tecnologie innovative ed efficienti, il gas naturale darà un contributo strategico alla decarbonizzazione della produzione di energia. La cogenerazione ad alto rendimento, ovvero la produzione combinata di elettricità e calore, rappresenta una soluzione vantaggiosa e già tecnologicamente consolidata.

I sistemi di microcogenerazione hanno potenza elettrica inferiore a 50 kW e possono essere alimentati da diversi combustibili impiegando molteplici tecnologie di conversione.

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