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Il progetto ZERO WASTE: tecnologia industriale per l’economia circolare

Il progetto ZERO WASTE nasce sulla base dell’integrazione di varie tecnologie esistenti sul mercato del trattamento dei rifiuti, e portate avanti dalle diverse aziende associate ad Assorisorse, con il distretto circolare verde ideato da Nextchem /MyRechemical*. Da questa integrazione è stato sviluppato un innovativo schema industriale che, partendo dai rifiuti municipali indifferenziati, permette la produzione di prodotti per la mobilità sostenibile come l’idrogeno, l’etanolo e il biometano trasformando oltre il 98% della materia prima entrante.

L’industria delle risorse è una questione di futuro

Decarbonizzazione e circolarità sono due termini da tempo integrati nell’operatività e negli obiettivi di Assorisorse che, già con il cambio di denominazione nel 2020, ha inteso sottolineare il ruolo centrale che le risorse naturali – energetiche e non – giocano nella progressiva transizione verso modelli economici e sociali sempre più sostenibili.

Quali aree di business per la filiera italiana dell'idrogeno?

L'attuale contesto in cui operiamo ci chiede di guardare al sistema energetico nella sua complessità e di adottare soluzioni tecnologiche diversificate, al fine di garantire la sicurezza energetica, accelerando nel contempo la transizione energetica. L'idrogeno fa parte di queste soluzioni e può essere una tecnologia complementare, soprattutto per la decarbonizzazione dei settori hard-to-abate e della mobilità.

Ridurre le emissioni di metano per recuperare gas: una nuova sfida dell’industria

Il tema delle emissioni di metano è attualmente al centro di un singolare allineamento siderale, con tre dinamiche completamente indipendenti che interagiscono:

  • il ruolo centrale del gas naturale nella decarbonizzazione dell’offerta energetica durante la transizione verso un’economia equa e sostenibile;
  • l’evoluzione dell’assetto normativo a supporto del raggiungimento degli obiettivi di contenimento del cambiamento climatico, che richiede di prestare particolare attenzione alle emissioni di metano;
  • le incertezze sull’effettiva disponibilità del gas naturale nei nostri mercati, come conseguenza del complicato scenario geopolitico conseguente all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Minerali Critici: serve una strategia industriale di lungo termine

In un mercato globale l’approvvigionamento commerciale di minerali, dipendendo da numerosi fattori economici, logistici, competitivi, geopolitici, dovrebbe essere sempre accompagnato da soluzioni locali più sicure che possono garantire una certa serenità per permettere di giustificare investimenti di lungo termine.

Per accelerare la transizione ogni ente deve dare un contribuito

Un aspetto decisivo per il decollo spinto delle rinnovabili, a tutti i livelli istituzionali, afferisce alla forte convinzione politica della necessità di accelerare la transizione energetica. Ovviamente questo elemento riguarda l’UE, che finora ha svolto un ruolo di punta, i singoli Governi - e i nostri non hanno certo brillato negli ultimi dieci anni-, le Regioni e i singoli Comuni.

Questi spingono per la transizione verso le rinnovabili con tanto maggiore convinzione quanto più chiara è la percezione di possibili ricadute in termini di riduzione del costo dell’energia, incrementi occupazionali e visibilità.

Rinnovabili: opportunità di rilancio industriale e sociale dell’Italia

L’attuale contesto geopolitico ha evidenziato i limiti del sistema energetico europeo e del nostro Paese, mostrando la sua eccessiva dipendenza da approvvigionamenti esterni, in particolare di gas naturale.

In Italia, infatti, il gas rappresenta la fonte di energia primaria più utilizzata: ricopre il 40% circa del nostro fabbisogno energetico, e ne importiamo più di 70 miliardi di metri cubi all’anno da un numero limitato di Paesi fra cui, naturalmente, la Russia. Anche solo limitandoci al settore della produzione di elettricità, il gas ne rappresenta da solo circa la metà, e da questo derivano le evidenti conseguenze sul costo finale dell’energia che stiamo sperimentando da un anno a questa parte.

Puntare su rinnovabili ed efficienza per far crescere il paese

Dalla crisi climatica alla crisi energetica: problemi diversi ma nello stesso tempo strettamente interconnessi. Se le scelte del passato fossero state più lungimiranti e avessero puntato maggiormente su rinnovabili ed efficienza, oggi non pagheremmo così duramente le conseguenze di un contesto internazionale così delicato. Serve un cambio di marcia e serve in fretta, altrimenti a farne le spese è l’ambiente in cui viviamo, la nostra economia e il nostro tessuto sociale. Questo il principale messaggio che emerge dall’intervista fatta a Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola.

Carbone, la “massimizzazione” l’hanno già fatta i prezzi

Il piano di contenimento dei consumi gas varato in settembre dal Mite prevede di ridurre la domanda di oltre un miliardo e mezzo di metri cubi tra agosto 2022 e marzo 2023, aumentando al massimo la produzione delle centrali a carbone. Una “massimizzazione” di fatto dell’utilizzo delle ultime centrali a combustibili solidi in Italia, del resto, era in gran parte già in atto da mesi per ragioni commerciali, tanto che l’entrata in vigore dell’obbligo non sembra aver modificato molto il quadro.

Nord Stream – un “momento Chernobyl’” per le mega-pipelines?

Nell’ultima settimana di settembre, le due linee del gasdotto Nord Stream 1 e una linea del gasdotto Nord Stream 2 sono state colpite da atti di sabotaggio nelle zone economiche esclusive di Danimarca e Svezia. Tali atti hanno provocato massicce fughe di metano e la possibile compromissione permanente delle linee colpite. L’evento segna la potenziale emersione di una nuova fase della partita energetica che sta accompagnando il conflitto in Ucraina.

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