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Eolico offshore: perché investire in questa tecnologia

La Sardegna è circondata da immensi spazi di mare che  offrono maggiore ventosità rispetto alla già buona risorsa eolica sulla terraferma, la cui potenza installata ammonta a 1.055 MW e contribuisce per il 20% del fabbisogno elettrico dell’isola. Quindi, alla luce degli impegni per il clima sottoscritti dall’Italia, e dell’obiettivo di incrementare il contributo delle fonti rinnovabili al fabbisogno energetico, perché non sfruttare il mare della Sardegna installando turbine eoliche offshore?

3 agosto 2020, una data storica per la metanizzazione della Sardegna

In Sardegna l’estate 2020 sarà ricordata come un momento di svolta per quanto riguarda la tanto attesa metanizzazione del territorio, più volte promessa nei decenni passati ma mai realizzata, nonostante l’evidente necessità di nuove fonti di energia che avrebbero anche potuto contribuire a mitigare o rallentare il generale fenomeno della deindustrializzazione al quale l’isola non è rimasta estranea.

La Sardegna, infatti, era l’unica regione italiana non ancora raggiunta dal gas naturale. Questo fino al 3 agosto scorso, quando Medea, la società del Gruppo Italgas che opera nell’isola, ha messo in esercizio i primi 10 chilometri di rete cittadina ad Alghero.

Le rinnovabili ripartano dalla semplificazione e dalle comunità energetiche

Questo articolo si basa sull’ipotesi che non si verifichi una seconda ondata pandemica, circostanza che il nuovo aumento dei contagiati dal Covid-19 in Italia non consente di escludere. Essendo privo della mitica sfera di cristallo, non ho infatti la minima idea delle possibili ricadute sulla transizione energetica di un simile evento (anche perché sarebbe necessario conoscerne ex-ante le dimensioni e la durata).

La resilienza delle FER nella generazione elettrica in Italia

In modo ancor più evidente rispetto a quanto già avvenuto nella crisi economica del 2008, l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del COVID-19 e le conseguenti limitazioni agli spostamenti e alle attività produttive hanno determinato il risultato apparentemente positivo di un incremento della quota dei fabbisogni energetici coperta dalle fonti rinnovabili di energia (FER). In particolare, nel settore elettrico le FER hanno raggiunto un nuovo massimo storico coprendo, sulla base delle stime dell’Analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’ENEA, oltre il 50% dei consumi finali lordi complessivi nel mese di maggio. Si tratta di un dato di poco inferiore al target settoriale del 55% al 2030 recentemente definito nell’ambito del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Il Green Deal darà nuovo slancio alle rinnovabili?

Mai come oggi la sostenibilità economica e ambientale è in cima alle priorità dell’agenda politica dell’Unione europea. Per la prima volta la Commissione europea, nominata il 27 novembre 2019, ha istituito una delega ad-hoc per il clima e previsto un piano da 1.000 miliardi di Euro per rendere l’Europa un continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, attraverso jl programma “European Green Deal”.

Cinquant'anni di raffinazione italiana

L’Italia ha una lunga tradizione nella raffinazione e per molti anni è stata considerata il “raffinatore d’Europa”. Nell’immediato dopoguerra molti nuovi attori si affacciarono sul mercato grazie ad una restituita libertà di azione che, in primo luogo, interessò proprio l’industria della lavorazione e trasformazione del petrolio, sia attraverso interventi di potenziamento dell’esistente che con nuove realizzazioni (Augusta, Genova, Ravenna). Nel 1950 erano già in attività 22 impianti rispetto ai 10 del 1938, per una capacità di lavorazione di 7 milioni di tonnellate, a fronte di consumi intorno ai 4 milioni di tonnellate.

Il tempo della raffinazione volge al sereno

Negli ultimi mesi due grandi fattori hanno condizionato le strategie future del mondo della raffinazione: la guerra dei prezzi all'interno dell’“Opec plus” ed il calo drastico dei consumi per effetto della pandemia.

Nel primo caso, come è noto, l'altalena sui prezzi, le influenze geopolitiche, la poca chiarezza e trasparenza sulle posizioni statunitensi e russe, hanno pesantemente condizionato le quotazioni ed i conseguenti margini di raffinazione.

Raffinazione tra produttività e sostenibilità: la strategia di Sonatrach

Il settore della raffinazione, una filiera strategica dal punto di vista economico e occupazionale, vive da alcuni anni una profonda crisi, imputabile a diversi fattori e aggravata dalla diffusione del COVID-19. Questo comparto, così come gli altri settori industriali, è chiamato a rispondere ad un’ulteriore sfida, che è quella della decarbornizzazione dell’economia e lo sta facendo con senso di responsabilità. Come si conciliano rispetto dell’ambiente e produttività? Lo abbiamo chiesto all’Ing. Rosario Pistorio Amministratore Delegato Sonatrach Raffineria Italiana.

Superbonus e edilizia sostenibile: ricostruire bene per ripartire meglio

Per rilanciare la ripresa economica dell’Italia dopo gli effetti della crisi pandemica, il Governo ha puntato di nuovo sul settore delle costruzioni, ma questa volta in maniera coraggiosa. Scartata l’ipotesi di un condono edilizio, che, come accaduto in passato, avrebbe restituito un’edilizia di pessima qualità, le politiche di risanamento sono state orientate verso misure più sostenibili. Se ben progettate e realizzate, i relativi interventi potrebbero determinare non solo l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio nazionale, ma un vero e proprio “rinnovamento” del settore, assicurando la qualità del processo edilizio dalla progettazione fino ad arrivare al cantiere, così come previsto nei protocolli CasaClima.

Quanto si risparmia investendo in efficienza? Il caso di Quarto Oggiaro

Il recente Superbonus al 110% riguardante le riqualificazioni energetiche inserito all’interno del D.L. n.34/2020 (Decreto Rilancio) è solo l’ultimo dei provvedimenti inerenti la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare nazionale. Le detrazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio risalgono ormai al 1997 quando, per la prima volta, fu introdotto in Italia il principio della detrazione del 41% delle spese con successive rimodulazioni e rinvii di anno in anno.

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