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Beneficio per i comuni e i consumatori di un riavvio delle gare gas

Come noto, l’obiettivo principale della riforma “Letta” era quello di procedere ad un rinnovo delle concessioni di distribuzione del gas attraverso un processo competitivo che potesse portare benefici concreti agli utilizzatori del sistema, sia in termini economici, sia di servizio; un secondo obiettivo era quello di arrivare ad una progressiva concentrazione di mercato, ma sempre attraverso una dinamica concorrenziale.

Gare gas: proposte a confronto

Negli ultimi anni, il settore della distribuzione gas è stato scosso da due tendenze contrastanti: da un lato, sono stati adottati alcuni provvedimenti finalizzati ad accelerare lo svolgimento delle gare per i 172 Atem; dall’altro, la struttura del mercato è cambiata radicalmente con l’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas e la formazione di un operatore che serve all’incirca il 55% dei Pdr.

Le proposte di Assogas per il rilancio del settore della distribuzione

Il gas naturale continua a rappresentare un pilastro del sistema energetico globale ed europeo. Secondo l’International Energy Agency, la domanda mondiale ha raggiunto circa 4.100 miliardi di metri cubi nel 2024, registrando una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, ed è prevista aumentare a un tasso medio annuo di circa l’1,6% fino al 2030

Il petrolio tra storia e transizione

Per oltre un secolo il petrolio ha alimentato modernizzazione, mobilità di massa e globalizzazione delle catene del valore. Dall’illuminazione delle prime città industriali alla rivoluzione dei trasporti e dei commerci, questa fonte ha rappresentato la spina dorsale dello sviluppo economico del Novecento. Eppure, ogni grande crisi — dagli shock degli anni ‘70 alle volatilità degli ultimi 10-15 anni — ha riacceso puntualmente la previsione della sua imminente fine, spesso accompagnata dall’idea che una nuova tecnologia ne avrebbe decretato il rapido superamento.

La tecnologia SMR: ENEA e l’Italia pioniere

Gli SMR (Small Modular Reactors) rappresentano oggi una delle frontiere tecnologiche della transizione energetica. Si tratta di reattori nucleari di taglia ridotta che in ragione della loro modularità e scalabilità potrebbero rendere più facilmente praticabile l’utilizzo del nucleare per scopi civili. 

Nucleare in Italia: su cosa si misura la distanza tra un annuncio e un investimento

Nel giro di due anni il nucleare è tornato con forza nell’agenda italiana. A spingerlo, da un lato, la rinnovata attenzione europea alla sicurezza degli approvvigionamenti; dall’altro, la necessità di affiancare alle rinnovabili fonti davvero programmabili. La Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile ha chiuso i lavori nell’ottobre 2024 e, nel 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato i rapporti dei sette gruppi di lavoro: fissione, fusione, sicurezza e regole, rifiuti e dismissioni, competenze e accettabilità sociale. 

Come sta il nucleare?

Se c’è una cosa che non ha mai abbandonato l’impiego dell’energia nucleare per la produzione elettrica è il conflitto tra oppositori e sostenitori. Ed è così anche oggi, anche se con toni meno aspri. Nei primi venticinque anni del suo sviluppo (1954-1979) prevalevano nettamente i sostenitori che vedevano nel nucleare l’energia del futuro per soddisfare la crescente domanda elettrica mondiale. 

RED III Implementation: Europe’s hydrogen mandate hits a compliance crisis

The third Renewable Energy Directive (RED III) is a cornerstone of Europe's decarbonisation strategy. Central to the European Green Deal, it was designed to deliver emissions reductions while strengthening energy security following Russia's invasion of Ukraine. The Directive raises the EU's renewable energy share target to 42.5% by 2030 – up from 32% under RED II – and introduces new requirements for renewable fuels of non-biological origin (RFNBO): fuels generated by non-bioenergy renewable sources, expected to largely come in the form of green hydrogen.

RED III: la parola al GSE

La RED III è stata recepita anche in Italia: nuovi obiettivi, novità operative attese da mesi e altre se ne attendono con i futuri provvedimenti attuativi. Insieme all’Ing. Attilio Punzo – Direttore della Direzione Riconoscimento Incentivi e Titoli del GSE abbiamo ripercorso i punti salienti di questo passaggio normativo, che segna un’accelerazione decisiva verso gli obiettivi di transizione energetica del Paese per il 2030.

RED III: l’obbligo europeo sull’idrogeno incontra una crisi di conformità

La terza direttiva sulle energie rinnovabili (RED III) è una pietra miliare della strategia europea in materia di decarbonizzazione. Elemento centrale del Green Deal europeo, è stata concepita per ridurre le emissioni e rafforzare la sicurezza energetica dopo l’invasione russa dell’Ucraina. La direttiva innalza l’obiettivo dell’UE in materia di quota di energie rinnovabili al 42,5% entro il 2030, rispetto al 32% previsto dalla RED II, e introduce nuovi requisiti per i combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO): combustibili generati da fonti rinnovabili non bioenergetiche,   in gran parte sotto forma di idrogeno verde. 

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