::

ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Sad: serve più efficienza e meno ipocrisia

La quarta edizione del Catalogo sui sussidi ambientalmente dannosi (sad) e favorevoli (saf) stima in  circa 21,6 miliardi di euro l’impatto degli uni e in circa 18,9 miliardi gli altri. A questi si aggiungono 13,6 miliardi di misure il cui impatto sull’ambiente è giudicato incerto. Il peso dei sad è in calo rispetto agli anni precedenti: l’aggiornamento delle stime relative al triennio trascorso fissa l’asticella a 22,3 miliardi nel 2017, 23,0 miliardi nel 2018 e 24,5 miliardi nel 2019. Per trovare un valore inferiore a quello del 2020, che ovviamente ha risentito del rallentamento dell’attività economica causato dal Covid-19 e dai lockdown, bisogna tornare al 2016 (20,3 miliardi).

Le utilities e il caro energia

Intervista a Cristian Fabbri, Direttore Centrale Mercato del Gruppo Hera

Ne parliamo con Cristian Fabbri, Direttore Centrale Mercato del Gruppo Hera, che con oltre 3,4 milioni di clienti energy, è il terzo player nazionale per vendita di gas ed energia elettrica.

Prezzi elevati dell’energia e caro bollette

Intervista a Massimo Ricci, Direttore Divisione Energia di ARERA

Il tema più caldo del momento è di certo il caro energia. Ne abbiamo ampiamente parlato con Massimo Ricci, Direttore Divisione Energia di ARERA, mettendo a fuoco le misure attivate da ARERA per contenere gli effetti collaterali di questa fase e ragionando a 360° sia sulle cause che possono aver determinato l’escalation dei prezzi sia sulle possibili soluzioni. Si evidenzia una condizione critica che coinvolge tutto il settore, dai consumatori alle società di vendita.

Tendenze e peculiarità del sistema energetico italiano

Nonostante l’aumento senza precedenti dei prezzi del gas e dell’elettricità (concentrato però nella seconda parte dell’anno) il 2021 è stato l’anno del grande rimbalzo dei consumi energetici italiani dopo il calo del 9,5% registrato nel 2020, senza precedenti in tempi di pace. A dimostrazione della relativa rigidità dei consumi di energia ai prezzi, almeno nel breve periodo. Secondo una stima preliminare ENEA su dati in parte parziali e provvisori, nel 2021 i consumi di energia primaria sono aumentati di oltre l’8%. Si stima che siano stati “recuperati” circa l’80% dei consumi di energia “persi” nel 2020.

Il caro energia mette a rischio il settore della ceramica

L’industria ceramica italiana, che negli ultimi 5 anni precedenti la pandemia ha investito 2,2 miliardi di euro in impianti nuovi e più efficienti, ha chiuso il 2021 con una crescita del fatturato nell’ordine del +12% rispetto al 2019, arrivando a superare i 6 miliardi di euro. Si tratta di una crescita reale, verificatasi sia in Italia che all’estero, trainata soprattutto dalle peculiarità della piastrella di ceramica.

Più rinnovabili e contratti a lungo termine per ridurre i prezzi dell’energia

La ripresa delle grandi economie mondiali (Stati Uniti, Cina e India in particolare) ha determinato un forte aumento della domanda di gas. Il quadro geopolitico, con le crisi in Kazakistan e Ucraina, sta esacerbando le tensioni sui prezzi.  Il costo dell’energia elettrica sale perché è aumentato di oltre quattro volte il prezzo del gas rispetto alla media degli ultimi anni (oggi è di 85 €/MWh a fronte di 20 €/MWh in media negli scorsi anni) con cui viene prodotta la maggior parte dell’elettricità in Italia e in molti Paesi europei.

Il ruolo della Pubblica Amministrazione nello sviluppo dei PPA

Il contributo della domanda di energia elettrica della Pubblica Amministrazione (PA) viene ritenuto molto utile per favorire la partenza e la diffusione dei Renewable PPA.

La domanda riferibile alle amministrazioni pubbliche, infatti, ammonta a 4,5 TWh, a cui si aggiungono 6 TWh di illuminazione pubblica.

PPA in Italia: l’esperienza di Falck Renewables

I PPA sono contratti di medio e lungo termine tra i produttori e gli acquirenti di energia, che possono farlo ad un prezzo fisso o indicizzato. Esistono nel mercato da sempre, sono usati in altri ambiti e stipulati all’interno del settore delle commodities e quindi dell’Oil&Gas. Adesso sono diventati una norma anche per le rinnovabili. Perché?

La necessità dei metalli e minerali ''hi-tech'' critici

C’è una serie di materie prime che è considerata di importanza strategica per l’economia della transizione ecologica Europea, ma che presenta notevoli rischi per l'approvvigionamento a causa del monopolio cinese su queste risorse. Infatti, la Cina, che detiene la maggior parte dei giacimenti, ha immesso sul mercato notevoli quantità di tali elementi per anni. Questo sia perché la sua economia al tempo non ne necessitava sia per diminuirne il valore sul mercato internazionale. Ha poi investito nell’acquisto di molte miniere fuori dei suoi confini e alla fine ha alzato di dieci volte il loro prezzo, assorbendone, inoltre, una maggiore quantità per via del suo boom economico, creando così una precarietà cronica di approvvigionamento per gli altri paesi.

Chi paga il rally dei costi delle commodities non energetiche?

La diffusione della variante Omicron Covid-19, le interruzioni delle filiere globali, associate al boom dei prezzi delle materie prime e dei prodotti energetici, stanno rallentando il ritmo della ripresa in corso. Le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale pubblicate la scorsa settimana ribassano di 0,4 punti il tasso di crescita 2022 dell’Italia stimato ad ottobre, fermandolo a +3,8%.

Page 5 of 15 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »
Execution time: 381 ms - Your address is 3.236.107.249