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I prezzi del petrolio superano i livelli pre-pandemia

L'anno in corso sarà la cartina di tornasole della ripresa economica mondiale dopo la disastrosa esperienza della pandemia da Covid 19 che ha colpito il pianeta tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020. L'avvio delle campagne di vaccinazione di massa a partire dalla fine del 2020 è stato il primo grande fattore di svolta per modificare una situazione drammatica che sembrava quasi senza uscita. Il cambio di amministrazione negli Stati Uniti è stato un altro fattore di spinta per rimettere in moto l'economia di quel paese che, in un primo tempo, aveva reagito alla sfida con scarsa convinzione.

EU ETS: prezzi alle stelle e ampia volatilità, cosa ci aspettiamo per il futuro?

Gli ultimi due anni sono stati fuori dall’ordinario sotto tutti gli aspetti. La pandemia più disastrosa dell’ultimo secolo, oltre ad aver drasticamente redistribuito le risorse monetarie e finanziarie del mondo intero, ha trasformato modelli di business, ne ha interrotti altri e ha seriamente testato lo spirito di sopravvivenza delle aziende.

I carbon market, oltre a non essere stati esclusi dall’ondata Covid-19, hanno dovuto affrontare una moltitudine di cambiamenti sistemici, forse come mai prima d’ora, tutti concentrati proprio nell’ultimo anno. Il 2021, inoltre, ha fatto da spartiacque tra la fase III del meccanismo EU ETS, iniziata nel 2013 e conclusasi nel 2020, e la successiva fase IV che si protrarrà fino al 2030.

Rialzo delle materie prime: effetto temporaneo o primi segnali di un superciclo?

La ripresa dell’economia mondiale è coincisa con un recupero significativo dei prezzi delle principali materie prime. La tendenza rialzista non si è esaurita nel 2020: le quotazioni di quasi tutte le commodity si sono mantenute incanalate lungo un percorso espansivo che ha trovato conferma, a ritmi accelerati, per tutta la prima metà del 2021. Nella maggior parte dei comparti i prezzi in euro hanno raggiunto livelli mai osservati in passato, al punto da interrogarci sulla possibilità che l’economia mondiale si trovi di fronte a un nuovo “superciclo” ovvero, che i recenti rincari rappresentino il primo step di una tendenza rialzista destinata a perdurare nel tempo.

Le rinnovabili devono correre “veloci”

Nel corso della pandemia da Covid-19, qualcuno ha parlato di "emergenza dimenticata" con riferimento al cambiamento climatico. Eppure, mentre il mondo sottovalutava le conseguenze dei processi esponenziali ed imparava a fronteggiare un'emergenza globale, il processo di decarbonizzazione avanzava nonostante il calo della domanda energetica, gli obiettivi europei diventavano ancora più ambiziosi (55% di elettricità da rinnovabili entro il 2030) e gli Stati Uniti tornavano nell'Accordo di Parigi. Tuttavia, nonostante un’incoraggiante dinamica globale e le risorse del NextGeneration EU, le rinnovabili nel nostro Paese rischiano di restare al palo.

Le UVAM: cosa sta cambiando, questioni aperte, opportunità

Quello delle Unità Virtuali Abilitate Miste (UVAM) è un progetto pilota, nato dalla Delibera ARERA 300/2017, nel quale si sperimenta la partecipazione di “risorse distribuite” (unità di consumo, generatori, sistemi di accumulo) al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) per il sistema elettrico. Queste unità possono operare a livello di un singolo punto di connessione o sotto la forma di un aggregato, purché tutto localizzato entro un determinato perimetro geografico, grossomodo corrispondente ad una Regione italiana.

Il Brent tornerà sopra i 100 dollari?

C’è la possibilità che inizi un superciclo per il mercato del petrolio? In altre parole, è davvero possibile che il Brent torni sopra quota 100 dollari al barile, come accadde otto anni fa, tra il 2013 e il 2014, oppure quei tempi sono definitivamente un ricordo? La risposta degli esperti è stata piuttosto categorica e univoca: questa possibilità non c’è. Perlomeno, non nei prossimi anni. Sono infatti ancora troppe le incertezze legate alla pandemia e al cambiamento di abitudini che essa ha innescato. Quindi, secondo le previsioni dell’Agenzia internazionale per l’Energia, la domanda di petrolio non tornerà ai livelli pre-Covid prima del 2023. Sempre se non ci saranno altre sorprese.

Algoritmi e speculazione: se il petrolio è “manipolato” dai mercati

La pandemia causata dal COVID 19 ha avuto un enorme impatto sulle abitudini ed i comportamenti dei cittadini, determinando, fra l’altro, una “temporanea” ma significativa modifica delle dinamiche del mercato petrolifero internazionale. Domanda, offerta ed evoluzione del prezzo del petrolio sono stati travolti sia da fenomeni oggettivi sia da gigantesche speculazioni di natura finanziaria che non si vedevano, in questa dimensione, da oltre un decennio. Paradossalmente, la stagnazione delle attività produttive ed economiche e la crisi dei mercati fisici è stata accompagnata da una vivacità incredibile dei mercati finanziari e da un rilancio della liquidità nelle borse petrolifere.

Le attività di perforazione riprendono dopo il rallentamento del 2020

In seguito ai contraccolpi al settore petrolifero causati dalla pandemia, le attività di perforazione stanno finalmente giovando della ripresa della domanda di petrolio, sostenuta dal progresso delle campagne vaccinali e dai tagli all’offerta stabiliti da OPEC+. Nello scenario base di Rystad Energy, in cui si assume un prezzo del petrolio a 63 doll/bbl, è previsto che circa 54.000 pozzi vengano perforati nel 2021, un aumento del 12% rispetto ai livelli del 2020.

L’industria petrolifera americana è risorta?

Dopo aver raggiunto un picco produttivo di quasi 13 milioni barili giorno (mil. bbl/g), durante i primi tre mesi del 2020, tra maggio e giugno la produzione di petrolio degli Stati Uniti ha subito in media una contrazione di circa 2,5 mil. bbl/g, -20%. A partire da luglio, si assiste a una nuova risalita, con un output che fra novembre 2020 e gennaio 2021 torna su livelli poco superiori a 11 mil. bbl/g, recuperando circa un terzo del taglio registrato. È stato, invece, minore l’impatto sul gas naturale. Quest’ultimo, in media, ha raggiunto un massimo storico di circa 87 miliardi di piedi cubi al giorno (mld pc/g) da ottobre 2019 a gennaio 2020, valore ridottosi di circa un 10% a giugno 2020. Inversione di tendenza a partire da ottobre 2020 fino a gennaio 2021, quando l’output gasifero ha registrato una media di circa 83 mld pc/g, per un recupero di circa il 6%.

L’ultimo dei gasdotti

Correva l’anno 2007. Poderoso appello di Camilleri cui dà palco Repubblica. Salviamo Noto dalle trivelle. Ci venne venduta l’idea che grazie a un titolo minerario qualcuno potesse a suo arbitrio far buchi davanti alla cattedrale; ed anche che il danno e l’impatto sul territorio del cercare e produrre idrocarburi sarebbe stato grave ed irreversibile. Vinsero naturalmente i buoni; ed il latifondista petrolifero fu cacciato dalla rivolta di braccianti ed intellettuali. Nel trionfo si dimenticarono però di un particolare. 

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