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Sicurezza gas: il contributo di Snam

Il conflitto russo-ucraino, la riduzione dei flussi dalla Russia e la difficoltà a trovare forniture alternative sul mercato, almeno sul breve periodo, hanno imposto una riflessione rinnovata sul concetto di sicurezza energetica e sulla capacità del sistema di essere resiliente di fronte a shock di questo tipo. Di questi temi e delle soluzioni che il nostro paese sta trovando per affrontare la crisi, ne abbiamo discusso con Massimo Derchi, Chief Industrial Asset Officer Snam

Guerra e sicurezza energetica. Il contesto attuale è delicato e al tempo stesso complicato. I volumi di gas disponibili sul mercato si sono ridotti a causa del taglio effettuato dalla Russia e l’inverno ormai è prossimo.

L’impatto negativo della guerra sul settore del gas russo

Nell’attuale contesto geopolitico, sebbene possa sembrare prematuro valutare lo stato dell’arte del settore del gas russo, in ragione delle innumerevoli incertezze che lo contraddistinguono, si possono comunque individuare due tendenze principali. La prima: Gazprom sta per perdere un mercato strategico, quale quello europeo. La seconda: a causa delle sanzioni, si amplia il divario tecnologico che caratterizza l’industria del gas russo che, per sopravvivere, dovrebbe ridurre il più velocemente possibile la sua dipendenza dalle tecnologie importate.  Gestire questi due fattori è la principale sfida per garantire la produzione di gas a lungo termine e aumentare il peso delle esportazioni di GNL sul gas totale esportato. Nel frattempo, però, una riduzione delle consegne di gas al Vecchio Continente espone Mosca a un emergente monopsonio della Cina.

Tagli del gas russo: gli impatti in Europa secondo il FMI

L’invasione russa dell’Ucraina ha messo a serio rischio l’approvvigionamento di gas naturale in Europa. La Russia, maggiore fornitore di questa commodities in Europa, ha riorientato i flussi di gas prima verso il mercato interno e poi, laddove possibile, verso est. I volumi via gasdotto, infatti, sono crollati sin dalla seconda metà del 2021 e all’inizio di agosto 2022 si sono attestati su valori il 70% inferiori rispetto a quelli dell’agosto scorso. E la prospettiva di una completa e senza precedente interruzione delle forniture sta amplificando i timori su come affrontare la scarsità di gas, i prezzi in continua crescita e i forti impatti economici.

Il dibattito sulla guerra e sul futuro energetico mondiale

La guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina ha ridisegnato i fondamentali geopolitici, lato offerta,  del gas naturale in Europa e allo stesso tempo del mondo. Una ristrutturazione radicale dei flussi transfrontalieri di gas sta già prendendo forma, con il Vecchio Continente che sta cercando velocemente di diversificare le proprie importazioni e ridurre la forte dipendenza da Mosca. Il gas naturale quindi è diventato tanto per i paesi europei quanto  per la Russia uno strumento di politica estera da declinare in modo differente rispetto al passato.

Gas. Ieri, oggi, domani.

Ieri

In principio fu il fratello non voluto. All’inizio dell’altro secolo in America correva il detto che trovare gas era un incidente; ma trovarlo due volte era fallimento o, al meglio, licenziamento. Lo si riusciva praticamente a consumare solo dove lo producevi; e la sua immobilità lo condannava ad essere fastidio. Poi si capì che via tubo poteva andare lontano; e mettersi a fare concorrenza ai due parenti fossili. Negli Stati Uniti riusciva a partire dal Texas e ad arrivare a Chicago già prima dell’ultima guerra mondiale; e in Europa comincia a spostarsi negli anni ’60 e dopo la scoperta di Groeningen (Paesi Bassi).

Scenari (gas): un puzzle sempre più complesso

Per chi si occupa di energia, l’attività di scenarizzazione (che non vuol dire previsione, per definizione sbagliata) è una tra le più stimolanti e complesse. Permettetemi una premessa: ricordo la mia prima esperienza di scenari energetici ormai quasi 25 anni fa in quello che era il centro studi energetici per eccellenza in Italia: l’Eni.

Dal Fit for 55% al REPowerEU: il nuovo scenario elettrico 2030 per l’Italia

Nel 2021 la richiesta di energia elettrica in Italia è stata di 318 TWh, di cui 278 TWh produzione netta. Oltre il 40% dell’energia è generata da fonti rinnovabili, mentre la quota di elettricità sui consumi finali si attesta al 22%. Questo il punto di partenza da cui muovono gli scenari al 2030 elaborati da Accenture.

Embargo europeo al petrolio russo: un’opportunità per la Cina?

Il passaggio della Cina da esportatore netto a importatore netto di petrolio avvenuto a metà degli anni ‘90 ha certamente rappresentato uno dei momenti topici nel mercato petrolifero delle ultime tre decadi. Da lì, spinta da una apparentemente instancabile crescita economica, Pechino ha costantemente accresciuto la propria posizione nel mercato globale, fino al punto di superare gli Stati Uniti come maggiore importatore di petrolio a partire dal 2017. In tale contesto, soprattutto dal 2004 in avanti, la Cina ha messo in atto un significativo sforzo di diversificazione, sia per quanto riguarda l’origine che le vie di transito del petrolio, nell’ottica di mantenere una certa capacità di resilienza di fronte a situazioni di riduzione nella capacità di offerta dei principali partner petroliferi.

Che scenari per l’efficienza energetica?

Quando si parla di scenari, in genere si allegano un po' di grafici e di dati, corredati da commenti, in grado di dirci dove andremo a parare nel medio-lungo periodo. Si tratta di informazioni utili per cercare di ragionare sulle dinamiche di mercato e sulle necessità di investimento e/o cambiamento, ma vanno sempre presi con le dovute cautele, visto che le assunzioni su cui si basano le tendenze e le trasformazioni sono sempre oggetto di profonde revisioni nel tempo.

All'alba delle elezioni presidenziali, quale futuro per il nucleare in Francia?

La storia della Francia si intreccia con l'applicazione civile del nucleare. Si comincia con la scoperta della radioattività tra fine 1800 e primi anni del novecento da parte di Antoine Henri Becquerel e Pierre e Marie Curie e poi con quella dell'energia nucleare da parte di Frédéric Joliot e della moglie Irène, figlia della coppia Curie. Questi 5 scienziati francesi saranno premiati con l'assegnazione di 6 premi Nobel, 3 in Fisica e 3 in Chimica. Dopo la seconda guerra mondiale, la Francia ha avviato un programma nucleare con la creazione della CEA (Commissione per l'energia atomica) che l'ha portata, negli anni '60, a sviluppare una forza di deterrenza nucleare che ne ha fatto un partner importante perché si posizionava fra i 4 maggiori paesi che all’epoca la possedevano. Allo stesso tempo, ha avviato un programma nucleare civile predisponendo la costruzione dei primi reattori. Una vera e propria svolta in materia di nucleare si avrà, però solo negli anni '70 dopo gli shock petroliferi, quando la Francia fissò l’ambizioso obiettivo di diventare indipendente energeticamente grazie al ricorso al nucleare.

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