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ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Sustainable biomass availability in the EU towards 2050

Accessibility to sustainable low-carbon biofeedstock is one of the key drivers to achieve a low carbon EU economy by 2050.

In this context, one of the key questions regarding the role of biofeedstocks in the energy sector is the potential availability of sustainable biomass in the EU and UK, and under which conditions and assumptions biomass availability can be improved and biomass potential maximised safely and sustainably by 2050 without any negative impacts (e.g. by preserving natural high-value areas, maintaining and improving biodiversity, and reducing the use of arable land as well as the use of fertilisers and other chemical inputs).

La disponibilità di biomassa in Europa al 2050

Nell'ambito del Green Deal europeo, l’utilizzo della biomassa sostenibile derivante da materiale organico come alberi, piante e rifiuti agricoli ed urbani è considerato un elemento chiave per raggiungere la neutralità climatica al 2050.

Tuttavia, il ruolo che avranno le materie prime biologiche nel settore energetico dipende dalla effettiva disponibilità di biomassa sostenibile e dall’esistenza di condizioni per massimizzarne il potenziale senza impatti negativi sull’ambiente (preservare la biodiversità, difendere le aree naturali di alto valore, ridurre l’uso di fertilizzanti e altri prodotti chimici).

Renewable and Low Carbon Fuels Alliance: temi, obiettivi e ruolo di FuelsEurope

La decarbonizzazione del trasporto è, uno degli obiettivi più ambiziosi del  “ Fit for 55” , il pacchetto di riforme promulgato dalla Commissione europea, incentrato sul duplice obiettivo della  decarbonizzazione dell’economia  entro il 2050 e della digitalizzazione. Per conseguire gli obiettivi ambiziosi, occorre poter contare su tutte le tecnologie  a basso contenuto di carbonio. I carburanti rinnovabili ed a basso tenore di carbonio si configurano come alternative  ottimali ai combustibili liquidi convenzionali di origine fossile, per ridurre le emissioni in tutte le forme di trasporto e ottenere la neutralità climatica entro il 2050. L’avvio della “Renewable and Low Carbon Fuels Value Chain Industrial Alliance” rappresenta  uno strumento essenziale per il loro sviluppo. Ne abbiamo parlato con Alessandro Bartelloni, Direttore di FuelsEurope, l’Associazione europea, con sede a Bruxelles, della produzione e distribuzione di combustibili liquidi, prodotti per la mobilità, l'energia e le materie prime per le catene del valore industriale nell'UE, che proprio in questa Allenza ha un ruolo di primo piano.

La resilienza nella gestione delle supply chain crisis

A partire dalla pandemia da Covid-19 le supply chain sono state interessate da eventi dirompenti che hanno messo a nudo le tante fragilità del modello tradizionale. Da qui la necessità di cambiare un modello  di gestione che fino a quel momento aveva anche funzionato. Fino a qualche anno fa, infatti, la supply chain era gestita sotto il classico trade off livello di servizio/ottimizzazione del magazzino e dei costi. Tutte le scelte, sia quelle di natura strategica che operativa delle imprese erano legate a ottimizzare questa equazione, che poneva molta attenzione all’efficienza.

Come aumentare la resilienza delle supply chain in un contesto economico complesso?

È ormai assodato che a competere non siano più solo le singole imprese, ma le intere filiere cui queste appartengono. Ogni azienda è ormai parte di reti di imprese ad assetto variabile, con cui collabora e a volte compete nella ricerca incessante delle più opportune modalità di creazione di valore. Negli ultimi decenni, i processi di de-verticalizzazione attuati su scala globale hanno sancito che, per competere, una azienda deve appartenere o costruire supply chain a loro volta competitive e operare in contesti allargati.

C’è il rischio di una prossima grave crisi petrolifera nel 2027/28?

Il mondo sta vivendo una seria crisi energetica complicata dall’intrecciarsi di quattro importanti elementi di natura essenzialmente geopolitica: 1) sanzioni contro la Russia; 2) fluttuazioni molto violente dei consumi di energia a causa di una congiuntura internazionale che è salita su un ottovolante; questi movimenti della domanda sono esasperati dagli acquisti preventivi che consumatori e Stati realizzano per garantirsi un flusso regolare; 3) rallentamento dell’economia cinese (strutturale o solamente tecnico, con la strategia dello zero-covid ?); 4) rivoluzione strutturale dell’energy mix mondiale con la volontà di limitare/abbandonare progressivamente il consumo dell’energia fossile (energia nera) a vantaggio dell’energia rinnovabile (energia verde).

Macrotrends 2022-2023: il difficile futuro che ci aspetta

Si intitola “Il nuovo (dis)ordine globale”, il rapporto Macrotrends 2022-2023 di Harvard Business Review Italia, un’opera collettiva di quasi 30 autori che analizzano il presente e il futuro degli eventi e delle tendenze più importanti di cui ogni decision maker deve tenere conto in questi tempi perturbati. Tra gli autori Stefano Venier, Renato Mannheimer, Rony Hamaui, Umberto Bertelè, Carlo Stagnaro, Ugo Loeser e Andrea Granelli. I 25 saggi del rapporto affrontano i temi più rilevanti in un quadro globale sempre più dominato da crisi convergenti, come la guerra russo-ucraina, i persistenti effetti della pandemia, il contrasto ai cambiamenti climatici, la difficile transizione energetica.

Fronteggiare e resistere alle incertezze: l’esperienza di IMA

Con una grande crisi economica alle spalle, il Covid e la guerra in Ucraina, possiamo affermare che una tempesta così perfetta è difficile da ricordare, se non tornando indietro alle grandi guerre del secolo scorso. Nel caso di IMA, siamo stati fortunati, ma soprattutto strutturati per poter resistere a queste tempeste grazie ad un’attenta analisi della situazione internazionale e della nostra capacità di risposta. Il Gruppo IMA, leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il packaging, si rivolge principalmente ai settori Pharma e Food. Oggi si occupa anche di mobilità elettrica grazie alle recenti acquisizioni. Si tratta di settori essenziali, in cui è fondamentale investire in innovazione e sostenibilità.

Supply chain sostenibili e resilienti: l’impegno del Gruppo Hera

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad eventi dirompenti che mettono a dura prova la tenuta del sistema produttivo. Si parla di “supply chain crisis”, ovvero della difficoltà di garantire i processi che vanno dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, fino alla distribuzione, con impatti significativi in molti settori (dall’energia all’industria, dall’alimentare alla chimica, solo per citarne alcuni). Come superare queste criticità? Tra le possibili soluzioni, le imprese devono ripensare le proprie supply chain rendendole sostenibili e resilienti e ragionare sempre più in ottica di rigenerazione delle risorse, circolarità, innovazione delle catene di valore e gestione del capitale umano. Un tema ampio e complesso tanto che il Gruppo Hera, tra le principali multiutility in Italia, lo ha messo al centro dell’annuale convegno della sua Corporate University HerAcademy. Ne parliamo con Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo della multiutility e alla guida del Gruppo dal 2002.

La tempesta petrolifera e il prezzo altissimo per l’Italia

Il 5 dicembre sono partite le sanzioni europee sul petrolio russo, con una formula davvero originale, suggerita da non si sa quali fantasiosi consulenti. A febbraio dovrebbero partire anche le sanzioni alle importazioni dei prodotti petroliferi dalla Russia. Come funzionerà il tutto? Le navi di petrolio provenienti dalla Russia non possono essere comprate e quindi scaricate ai terminali di arrivo delle raffinerie europee.

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