La concorrenza per l'affidamento di servizi o lo sfruttamento di risorse pubbliche è passata di moda in Italia? Sembrano suggerirlo, con poche eccezioni, non solo le cronache degli ultimi anni, ma più che mai quella recente e recentissima. Dalle spiagge al geotermico, dall'idroelettrico alle concessioni per la distribuzione elettrica e gas, in meno di sei mesi è stata decisa, discussa con insistenza o semplicemente sancita nei fatti la rinuncia allo (o l'irrilevanza dello) strumento delle gare, pur previsto da normative nazionali o UE.
Nel 2015, l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato impose la cessione di oltre 41 mila punti di riconsegna (PDR) nell’ATEM di Bolzano, su un totale di 90 mila serviti congiuntamente, per autorizzare la concentrazione tra Sel e Ae. Nel 2018, impose la cessione di un quarto dei PDR serviti nell’ATEM Bari 2 e la metà di quelli a Foggia 1 per autorizzare la concentrazione tra 2i Rete Gas e Nedgia. Nel 2021, impose la cessione di un terzo dei PDR a Roma 4 per autorizzare la concentrazione tra 2i Rete Gas e Infrastrutture distribuzione gas.
ASSOGAS, nel corso dell’assemblea nazionale tenutosi presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano in data 11 ottobre 2019, ha presentato uno studio in materia di formazione dei valori unitari di Vincolo dei Ricavi (VRT), ovvero il ricavo massimo spettante a ciascun operatore in funzione delle regole tariffarie stabilite da ARERA, alla loro struttura ed alla loro composizione.
Il 6 marzo 2025 il Collegio dell’Autorità per la concorrenza ha approvato l’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas, subordinando l’attuazione dell’operazione ad una serie di misure correttive in modo da ridurre le criticità esistenti rispetto alla concorrenza nelle gare d’ambito di distribuzione del gas.
Il provvedimento ha concluso l’istruttoria avviata da AGCM il 23 dicembre 2024, a seguito della notifica preventiva dell’operazione presentata da Italgas il 20 novembre. Nella delibera di avvio dell’istruttoria l’Autorità ha affermato che l’aggregazione fa sorgere criticità per la concorrenza nelle gare d’ambito di distribuzione gas.
In merito all’acquisizione di 2i Rete Gas Spa (2iRG) da parte di Italgas, ASSOGAS non condivide la valutazione finale dell’Autorità Antitrust secondo la quale i rimedi proposti da Italgas, seppure rivisitati e migliorati, risultano di fatto idonei a risolvere le criticità derivanti dall’operazione.
E questo, nonostante il ruolo attivo all’interno dell’Istruttoria AGCM, di piccoli e medi distributori che hanno portato contenuti interessanti e di difficile contestazione, ma che hanno suscitato un marginale interesse.
Le Hydrogen Valley rappresentano un tassello strategico per la transizione energetica dell’Italia, ma il loro sviluppo è ostacolato da una serie di criticità. Nonostante il PNRR abbia stanziato oltre 2,5 miliardi di euro per l’idrogeno, una quota rilevante delle risorse rischia di rimanere inutilizzata a causa della scarsa partecipazione ai bandi e delle difficoltà nell'attuazione dei progetti.
Decarbonizzare significa anche migliorare l'efficienza dei trasporti e ridurre l'impatto ambientale causato dal traffico terrestre. Le autostrade del mare si inseriscono in questo processo virtuoso: hanno avuto impulso negli anni ’90 e oggi sono una soluzione alternativa e spesso complementare al trasporto stradale, che consente di far viaggiare camion, container e automezzi sulle navi. Di questi snodi strategici per l’economia di un paese come il nostro, attorniato dal mare e funzionali per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, ne abbiamo parlato con Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, mettendone in luce anche le criticità e le sfide a cui è sottoposto il settore.
Possiamo definire la crisi che sta scuotendo l’industria dell’auto in Italia ed in Europa come la tempesta perfetta, il risultato di un insieme di fattori, solo in parte prevedibili che nel complesso mettono a dura prova non solo un settore industriale strategico, ma anche la qualità della mobilità e il percorso di decarbonizzazione di uno dei settori hard to abate. Sarebbe veramente auspicabile che nel definire le prospettive di intervento la Commissione Europea partisse da una analisi strutturale dei fattori che hanno determinato questa situazione. La lettura per il mercato italiano può essere da spunto.
Nel momento in cui vengono utilizzati più mezzi di trasporto e viene dunque superato il limite del trasporto monomodale, vengono chiamate in causa procedure, unità per il carico, nonché infrastrutture tipiche di un trasporto pluri-attoriale, plurimodale o multimodale, che può riguardare le persone così come le merci. Per le persone si può parlare di trasporto plurimodale, co-modale, sincro-modale, multimodale, mentre appare meno adatto l’impiego del termine intermodale, più consono per le merci.
Il prossimo 5 marzo entra nel vivo a Bruxelles il cosiddetto “Dialogo strategico” con i rappresentanti dell’industria automotive avviato a fine gennaio dalla Commissione europea, il cui obiettivo, stando a quanto dichiarato dalla presidente Ursula von der Leyen, è quello di definire un “piano di azione con misure e iniziative volte a garantire che la nostra industria possa prosperare in Europa e competere a livello globale”.