::

ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

Una cinghia di trasmissione per la transizione

Lo scorso 13 aprile il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani hanno incontrato a Palazzo Chigi il presidente e a.d. di Stellantis John Elkann e gli amministratori delegati di Eni Claudio Descalzi, di Enel Francesco Starace, di Snam Marco Alverà e di Terna Stefano Donnarumma. All’ordine del giorno della riunione i “temi legati all'energia e alla transizione ecologica”, si leggeva nel comunicato diffuso a valle dell’incontro. Incontro che era stato preceduto da altri due a marzo, questa volta al ministero della Transizione ecologica: uno il 15 marzo con gli stessi a.d. e il capo di gabinetto di Cingolani, Roberto Cerreto; il secondo il 25 marzo, con Francesco Venturini al posto di Starace e la partecipazione anche del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Enrico Giovannini. Il menu del primo incontro recitava “Incontro su tematiche della transizione ecologica”, quello del secondo “Incontro su energia e trasporti”. 

Il “Made in Italy” alla sfida della transizione energetica: quali le vere opportunità di sviluppo?

Il mercato delle rinnovabili è – a livello globale ed europeo – un mercato in grandissima espansione, con una crescita che non si è arrestata nemmeno nel corso del 2020, nonostante le problematiche connesse al diffondersi della pandemia da Covid-19. È un segno, inequivocabile, del fatto che la transizione energetica non sia solo un “piano”, ma una “realtà” che sta profondamente cambiando il mercato dell’energia. La marcia verso la completa decarbonizzazione, che l’Europa si è posta come obiettivo per il 2050, sembra quindi essere inesorabilmente avviata e sta evidentemente catalizzando l’interesse del mondo industriale e finanziario.

Il lato oscuro della transizione ecologica: la povertà energetica

La sempre più spesso evocata transizione ecologica sarà necessariamente costosa in considerazione della necessaria e radicale trasformazione del modo in cui ci si approvvigionerà, si distribuirà e si consumerà l’energia in futuro. Secondo il paradigma della just transition, il processo di transizione dovrebbe anche essere accompagnato da misure volte a “schermare” i soggetti più vulnerabili.

Povertà energetica: anche l’Occidente si scopre fragile

Se prendere coscienza dei problemi è certamente un primo passo per arrivare a risolverli, mettere mano alla normativa e trasformare le possibili soluzioni in provvedimenti legislativi costituisce il vero fattore di successo. Nel caso della “riqualificazione energetica” degli edifici, questo assioma è facilmente dimostrabile, perlomeno in Italia. Nonostante, infatti, se ne parlasse da tempo, il concetto è divenuto tangibile quando, nella Finanziaria 2007, venne introdotta la possibilità di ottenere detrazioni fiscali per migliorare le performance energetiche degli edifici.

Belgio, Germania, Francia, Inghilterra: come si contrasta la povertà energetica

Il tema della povertà energetica negli ultimi anni ha acquisito sempre più rilievo nello scenario politico europeo e nazionale. Già con l’approvazione da parte dell’UE del cosiddetto Winter Package ossia il pacchetto Clean Energy for All Europeans, comprensivo di 8 direttive tra cui la Governance Regulation, l’Europa invitava tutti gli Stati Membri a dare una definizione nazionale di povertà energetica, al fine di poter fornire una misurazione quantitativa e consequenzialmente avviare politiche di mitigazione e contrasto.

Povertà energetica: una questione anche europea

Il tema della povertà energetica irrompe nelle politiche climatiche ed energetiche comunitarie, con la recente pubblicazione delle raccomandazioni sull’energy poverty da parte della Commissione europea e la contestuale pubblicazione del piano sulla riqualificazione energetica degli edifici che prende il nome di Renovation Wave. Una duplice presa di posizione che dimostra come anche da parte dell’Unione europea vi sia un riconoscimento del legame che unisce l’efficienza energetica e l’accesso equo all’energia. Ne parliamo con Monica Frassoni, presidente della European Alliance to Save Energy.

L’Italia alla sfida del waste management

La gestione dei rifiuti è sempre più strategica in tutti i Paesi, non solo sul piano ambientale e della qualità della vita, ma anche su quello industriale ed economico. L’Italia è una medaglia a due facce. Da un lato, tradizionalmente povera di risorse, ha sviluppato - molto più di altre nazioni - le filiere del recupero nelle quali può vantare eccellenze in diversi comparti. Dall’altro, presenta diffuse criticità nella gestione dei rifiuti, tanto urbani che speciali, e manca ancora una strategia nazionale in materia. Il Paese non ha, insomma, una visione che sia al contempo di tutela ambientale e di politica industriale.

Rifiuti: l’Italia del riciclo resiste alla pandemia e rilancia

Tutti ricorderemo il 2020 per la pandemia da COVID-19 e per le ripercussioni che si sono registrate in tutti i settori produttivi e che, in modo diretto o indiretto, hanno impattato anche sulla gestione dei rifiuti. Una prima panoramica di questi effetti è presentata nel Rapporto “L’Italia del riciclo 2020”, pubblicato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Fise Unicircular in collaborazione con le filiere della gestione dei rifiuti. I dati mostrano un settore che, anche se con qualche difficoltà, ha saputo resistere, garantendo la raccolta e l’avvio a riciclo dei rifiuti e assorbendo le criticità.

Economia circolare e rifiuti: non bastano i soldi, serve semplificare

Dal Rapporto Rifiuti Urbani 2020 al Recovery Fund. Intervista a tutto tondo al Direttore Generale di Ispra, Alessandro Bratti, che prevede un nuovo impulso per l’economia circolare, ma teme che senza una riformulazione del sistema di autorizzazioni e un potenziamento deli organi di controllo i nuovi investimenti rischiano di non tradursi in una transizione concreta.

Mobilità sostenibile: tra il dire e il fare c’è di mezzo il GNL (e il bio-GNL)

Perché leghiamo il GNL e il bio-GNL al concetto di decarbonizzazione della logistica? E soprattutto che legame c’è fra decarbonizzazione e mobilità sostenibile? Per mobilità sostenibile si intende un principio che è alla base di un sistema di trasporto ideale, di persone e di merci che, pur soddisfacendo le esigenze di spostamento o movimentazione, non genera (o limita fortemente) le esternalità negative, concorrendo a garantire una buona qualità della vita.

Page 4 of 15 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »
Execution time: 396 ms - Your address is 18.205.192.201