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Germania: un cap interno ai prezzi del gas e dell’elettricità

I "freni ai prezzi" su gas ed elettricità approvati in Germania alla fine del 2022 sono la più grande misura di sostegno finanziario che il paese abbia adottato finora per proteggere i consumatori energetici dai rialzi susseguenti lo scoppio della guerra della Russia contro l'Ucraina. A differenza del price cap al gas concordato a livello UE, il sussidio tedesco non fissa un tetto per gli acquisti sui mercati internazionali, ma garantisce ai clienti di coprire la maggior parte della loro domanda ad un costo fisso, qualora i prezzi di mercato superano una certa soglia. 

Il price cap Iberico: pro e contro di una misura “emergenziale”

Nel giugno 2022, il governo spagnolo insieme a quello portoghese ha introdotto un tetto al prezzo del gas utilizzato nella generazione elettrica. La misura è stata adottata solo dopo un lungo periodo di trattative con la Commissione europea, in quanto, rappresentando un'eccezione rispetto alle regole del mercato interno, ha richiesto un accordo preventivo all'interno dell'UE.

La resilienza nella gestione delle supply chain crisis

A partire dalla pandemia da Covid-19 le supply chain sono state interessate da eventi dirompenti che hanno messo a nudo le tante fragilità del modello tradizionale. Da qui la necessità di cambiare un modello  di gestione che fino a quel momento aveva anche funzionato. Fino a qualche anno fa, infatti, la supply chain era gestita sotto il classico trade off livello di servizio/ottimizzazione del magazzino e dei costi. Tutte le scelte, sia quelle di natura strategica che operativa delle imprese erano legate a ottimizzare questa equazione, che poneva molta attenzione all’efficienza.

Come aumentare la resilienza delle supply chain in un contesto economico complesso?

È ormai assodato che a competere non siano più solo le singole imprese, ma le intere filiere cui queste appartengono. Ogni azienda è ormai parte di reti di imprese ad assetto variabile, con cui collabora e a volte compete nella ricerca incessante delle più opportune modalità di creazione di valore. Negli ultimi decenni, i processi di de-verticalizzazione attuati su scala globale hanno sancito che, per competere, una azienda deve appartenere o costruire supply chain a loro volta competitive e operare in contesti allargati.

Macrotrends 2022-2023: il difficile futuro che ci aspetta

Si intitola “Il nuovo (dis)ordine globale”, il rapporto Macrotrends 2022-2023 di Harvard Business Review Italia, un’opera collettiva di quasi 30 autori che analizzano il presente e il futuro degli eventi e delle tendenze più importanti di cui ogni decision maker deve tenere conto in questi tempi perturbati. Tra gli autori Stefano Venier, Renato Mannheimer, Rony Hamaui, Umberto Bertelè, Carlo Stagnaro, Ugo Loeser e Andrea Granelli. I 25 saggi del rapporto affrontano i temi più rilevanti in un quadro globale sempre più dominato da crisi convergenti, come la guerra russo-ucraina, i persistenti effetti della pandemia, il contrasto ai cambiamenti climatici, la difficile transizione energetica.

Fronteggiare e resistere alle incertezze: l’esperienza di IMA

Con una grande crisi economica alle spalle, il Covid e la guerra in Ucraina, possiamo affermare che una tempesta così perfetta è difficile da ricordare, se non tornando indietro alle grandi guerre del secolo scorso. Nel caso di IMA, siamo stati fortunati, ma soprattutto strutturati per poter resistere a queste tempeste grazie ad un’attenta analisi della situazione internazionale e della nostra capacità di risposta. Il Gruppo IMA, leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche per il processo e il packaging, si rivolge principalmente ai settori Pharma e Food. Oggi si occupa anche di mobilità elettrica grazie alle recenti acquisizioni. Si tratta di settori essenziali, in cui è fondamentale investire in innovazione e sostenibilità.

Supply chain sostenibili e resilienti: l’impegno del Gruppo Hera

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad eventi dirompenti che mettono a dura prova la tenuta del sistema produttivo. Si parla di “supply chain crisis”, ovvero della difficoltà di garantire i processi che vanno dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, fino alla distribuzione, con impatti significativi in molti settori (dall’energia all’industria, dall’alimentare alla chimica, solo per citarne alcuni). Come superare queste criticità? Tra le possibili soluzioni, le imprese devono ripensare le proprie supply chain rendendole sostenibili e resilienti e ragionare sempre più in ottica di rigenerazione delle risorse, circolarità, innovazione delle catene di valore e gestione del capitale umano. Un tema ampio e complesso tanto che il Gruppo Hera, tra le principali multiutility in Italia, lo ha messo al centro dell’annuale convegno della sua Corporate University HerAcademy. Ne parliamo con Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo della multiutility e alla guida del Gruppo dal 2002.

La decarbonizzazione passa dall’implementazione delle norme di sicurezza

La sfida della decarbonizzazione coinvolge tutti gli stakeholder a ogni livello, e anche il Corpo dei Vigili del Fuoco è impegnato in questo campo. Come Corpo siamo da sempre attenti al tema del cambiamento climatico e a come i nuovi vettori energetici si inseriscono in questo contesto.

Da qui muove la necessità di un aggiornamento delle regole tecniche che afferiscono a questi prodotti, fra cui per l’appunto GNL,GPL.

GPL e GNL: le soluzioni della filiera per una vera decarbonizzazione

L’Assemblea pubblica di Federchimica- Assogasliquidi si svolge in un momento rilevante dal punto di vista politico-istituzionale caratterizzato dalla formazione di un nuovo Parlamento e di un nuovo Governo, ai quali l’Associazione è pronta a fornire idee, spunti di lavoro, elaborazione di progetti di investimento volti a garantire lo sviluppo dei comparti dei gas liquefatti (GPL e GNL) e attenzione ai bisogni dei consumatori.

L’attività della Guardia di Finanza nel settore del GPL

La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto dell’esercizio delle funzioni di polizia economica e finanziaria riconosciute al Corpo dalla normativa vigente, effettua attività ispettive e indagini al fine di garantire il rispetto della legalità nel settore della commercializzazione del GPL, anche con particolare riferimento alla disciplina recata dal decreto legislativo 22 febbraio 2006, n. 128. Al riguardo, si evidenzia che nelle recenti stime della “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva – Anno 2022” la propensione al gap (rapporto tra imposta evasa e gettito teorico) riguardante le accise sui prodotti energetici è passata dal 9,7% del 2019 al 10,9% del 2020

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