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Il minimo vitale dell’energia non comprende «agi e opportunità»

La recente sentenza n. 39884/2017 delle sezioni penali della Corte di Cassazione è stata da molti commentata con stupore perché, apparentemente, contiene la lapidaria definizione dell’energia come bene non indispensabile alla vita. Questa presa di posizione da parte della Suprema Corte, però, nasce dalla valutazione di un fatto concreto certamente illecito, ossia l’allaccio abusivo alla rete dell’energia elettrica per l’accensione di numerosi elettrodomestici, per il conseguimento di quelli che la Corte ha considerato semplici «agi e opportunità». Da ciò deriva l’impossibilità di ritenere esistente uno stato di necessità tale da scriminare l’imputata. È proprio tenendo presente la particolarità del caso di specie, che bisogna evitare di generalizzare l’affermazione della Corte ricordata in apertura. 

Accesso all’energia: il parere di Adiconsum

L'energia elettrica è o non è indispensabile alla vita? È questo l'interrogativo su cui si è dibattuto a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione che ha definito l'energia elettrica un bene non indispensabile.

Ma partiamo richiamando l'attenzione dei lettori verso una realtà che sfugge ai più: l'esistenza dei “poveri energetici”. Nel nostro Paese sono 4,7 milioni, secondo gli ultimi dati Istat, le famiglie che non riescono a pagare le bollette elettriche per via della crisi economica, della perdita del lavoro, degli elevati costi delle bollette che sono tra le più care d'Europa (circa +30%).

Il servizio elettrico è ancora un diritto di cittadinanza? Intervista al Senatore Massimo Mucchetti

Che cosa si intende per obbligo di servizio universale?

Fin dal 1998 l'Autorità per l'energia e il gas ha definito il servizio universale per il settore elettrico nel quadro della sua progressiva liberalizzazione. Due i principi cardine: a) il diritto per tutti i cittadini di essere allacciati alla rete elettrica anche qualora risiedano o lavorino in siti remoti; b) il dovere per tutti i consumatori, grandi e piccoli, di sopportare in bolletta gli oneri del servizio universale, che rappresentano un extra costo rispetto ai costi operativi ordinari.

La cyber security in Italia: intervista all’Ing. Gaetano Sanacore

1) Il crescente bisogno di sicurezza e la necessità di tutelarsi dal cyber crimine ha portato, anche nel nostro paese, all’istituzione dell'“Osservatorio Nazionale per la Cyber Security, Resilienza e Business Continuity dei sistemi Elettrici”. Di cosa si tratta e quali sono le finalità per cui è stata pensata?

L’Osservatorio nasce da un’idea della Prof.ssa Paola Girdinio (UNIGE), dell’Ing. Antonio Rebora (Ansaldo) e del sottoscritto, dopo un’attenta analisi degli scenari relativi ai crescenti attacchi informatici alle infrastrutture strategiche su scala internazionale.

Cyber war: l’industria europea sotto attacco

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una continua crescita di attacchi cyber a livello mondiale, con un evidente trend di cambiamento dei target attaccati. Mentre per anni il target principale sono stati utenti finali, con lo scopo di effettuare delle frodi on-line, o aziende con core business legato alle informazioni personali dei propri clienti (es. Ashley Madison il sito d’incontri extraconiugali colpito da un attacco hacker), oggi si sta assistendo a un notevole incremento di attacchi verso il mondo industriale. Il razionale principale si trova nella progressiva compenetrazione tra il mondo ICT (Information e Communication Technology, tipicamente indicato come IT) e quello ICS (Industrial Control System, tipicamente indicato come OT) e nella standardizzazione delle tecnologie di quest’ultimo.

Cyber security delle reti elettriche in Italia ed in Europa: l’esperienza di Terna

Il contesto economico industriale degli ultimi 20 anni ha maturato un grado di dipendenza dalle tecnologie, in particolare dall’Information and Communication Technology (ICT), senza precedenti nella storia industriale. Attualmente, dopo aver vissuto la rivoluzione di Internet e del mobile, ci troviamo ora all’inizio della cosiddetta era dell’Internet of Things (IoT). Perciò, alla luce della crescita dei dispositivi connessi e delle applicazioni IoT, unitamente alla confluenza di diverse tecnologie e alla loro integrazione (come il Cloud Computing e i Big Data), seguiranno inevitabilmente questioni di interoperabilità, di sicurezza e di affidabilità.

Il sistema elettrico dell’Unione Europea ai tempi delle minacce informatiche

Il sistema elettrico europeo, nel contesto di ambiziosi obiettivi politici comunitari, da diversi anni sta cambiando in maniera radicale - e per certi versi inattesa - trovandosi nel contempo a fronteggiare un ventaglio sempre più ampio di minacce alla sicurezza.

Sicurezza che compare come parola chiave sia nel progetto di Unione Energetica che negli obiettivi di diverse specifiche politiche comunitarie. L’Energy Union include infatti cinque domini di azione: sicurezza e solidarietà energetica; creazione di un mercato interno dell’energia; riduzione della domanda; decarbonizzazione; innovazione e competitività.

Principali attacchi di sabotaggio a infrastrutture energetiche

Centrali nucleari, reti elettriche, gasdotti, raffinerie. Nel corso degli ultimi anni, si è assisto ad una crescita esponenziale dei cyber crimini a danno di facilities energetiche in tutto il mondo.

Ad essere interessati dagli attacchi, oltre che le infrastrutture, sono stati anche i sistemi informatici di alcuni grandi player dell’energia, come la saudita Saudi Aramco, la statunitense Chevron e la russa Gazprom.

Liberi di (non) scegliere, lo strano caso dell'energia retail

In questi giorni è all’esame del Senato per l’approvazione, pare definitiva, la prima Legge annuale della Concorrenza. Un provvedimento complesso e dall’iter tormentato, nato da una segnalazione del 2014 dell’Autorità Antitrust, che tra le molte previsioni ne contiene una particolarmente dibattuta: la cancellazione dei cosiddetti prezzi tutelati dell’energia elettrica e del gas.

Attualmente la gran parte dei piccoli consumatori e in particolare delle famiglie italiane - quasi due casi su tre - acquista l’elettricità e il gas naturale a condizioni interamente fissate dall’Autorità di regolazione mentre solo un terzo ha scelto un fornitore sul mercato libero.

Fine della maggior tutela: i vantaggi

Prima di affrontare il tema della fine della tutela di prezzo nell’energia elettrica, vale la pena sottolineare le storture di questo meccanismo che sinora ha contribuito a creare un mercato dell’energia (per i clienti finali) asfittico e poco attraente. In sostanza si è deciso di far convivere un mercato oligopolistico (quello dei fornitori in regime di tutela) e un mercato libero. Il risultato è stato molto poco soddisfacente per vari motivi:

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