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ACQUA & AMBIENTE | 121 ARTICOLI

Transizione ecologica: un ministero non fa primavera

Il 13 febbraio 2021 è nato il Ministero della Transizione Ecologica (MITE), ex Ministero dell’Ambiente a cui sono state aggiunte competenze che prima erano appannaggio del Ministero dello Sviluppo Economico (capitolo energia), infrastrutture e trasporti (mobilità e incentivi) e dell’Agricoltura (biocombustibili). Nelle intenzioni del governo Draghi, il MITE rappresenterebbe la chiave per la realizzazione dell’European Green Deal, un indirizzo politico volto a rendere l'Europa il primo continente a zero emissioni di CO2 entro il 2050.

Clima e transizione: riconoscersi vulnerabili, riscoprirsi protagonisti

I cambiamenti climatici sono strettamente connessi con la storia geologica e biologica del nostro pianeta. Avvengono da miliardi di anni e sono stati almeno la con-causa di diverse estinzioni di massa che hanno costellato l’evoluzione della vita sulla terra. Dalla fine dell’ultima glaciazione, circa 11.000 anni fa, la stabilità del clima è stata forse la causa primaria che ha permesso lo sviluppo delle società umane, la loro diffusione nel pianeta, la nascita dell’agricoltura e con essa l’emergere degli insediamenti umani e delle grandi civiltà.

L’Italia alla sfida del waste management

La gestione dei rifiuti è sempre più strategica in tutti i Paesi, non solo sul piano ambientale e della qualità della vita, ma anche su quello industriale ed economico. L’Italia è una medaglia a due facce. Da un lato, tradizionalmente povera di risorse, ha sviluppato - molto più di altre nazioni - le filiere del recupero nelle quali può vantare eccellenze in diversi comparti. Dall’altro, presenta diffuse criticità nella gestione dei rifiuti, tanto urbani che speciali, e manca ancora una strategia nazionale in materia. Il Paese non ha, insomma, una visione che sia al contempo di tutela ambientale e di politica industriale.

Rifiuti: l’Italia del riciclo resiste alla pandemia e rilancia

Tutti ricorderemo il 2020 per la pandemia da COVID-19 e per le ripercussioni che si sono registrate in tutti i settori produttivi e che, in modo diretto o indiretto, hanno impattato anche sulla gestione dei rifiuti. Una prima panoramica di questi effetti è presentata nel Rapporto “L’Italia del riciclo 2020”, pubblicato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Fise Unicircular in collaborazione con le filiere della gestione dei rifiuti. I dati mostrano un settore che, anche se con qualche difficoltà, ha saputo resistere, garantendo la raccolta e l’avvio a riciclo dei rifiuti e assorbendo le criticità.

Covid: come smaltire i rifiuti della pandemia

Mascherine e guanti. A partire da marzo 2020, gli italiani hanno preso dimestichezza e familiarità con i cosiddetti dispositivi di protezione individuale, che permettono di evitare il contatto interpersonale nelle occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Tutto è iniziato con le misure di prevenzione del DPCM 26 aprile 2020, che prevedevano, tra l’altro, le prime disposizioni rispetto all’uso di mascherine e al distanziamento sociale sia in ambito occupazionale, sia nella vita quotidiana e sui servizi di trasporto pubblico, anticipando ciò che sarebbe avvenuto con la graduale riapertura delle attività produttive e l’allentamento di alcune restrizioni per la popolazione.

Auto elettriche, il riciclo delle batterie è ancora un problema?

La pandemia mondiale da Covid-19 ha velocizzato a livello globale la già avviata riflessione sulla mobilità sostenibile e sui cambiamenti da attuare per garantire sempre di più spostamenti a basso impatto ambientale e con consumi minimi delle risorse naturali. È una sfida che parte dai mezzi di trasporto, pubblici e privati, destinati a essere sempre più elettrici, smart e condivisi. È l’inizio di una rivoluzione che fa perno sulla batteria a celle di litio, un oggetto relativamente piccolo, ma con un ciclo di vita molto complesso su cui influiscono direttamente fattori economici, normativi, geopolitici e infrastrutturali ben precisi.

Economia circolare e rifiuti: non bastano i soldi, serve semplificare

Dal Rapporto Rifiuti Urbani 2020 al Recovery Fund. Intervista a tutto tondo al Direttore Generale di Ispra, Alessandro Bratti, che prevede un nuovo impulso per l’economia circolare, ma teme che senza una riformulazione del sistema di autorizzazioni e un potenziamento deli organi di controllo i nuovi investimenti rischiano di non tradursi in una transizione concreta.

Il mercato del carbonio: tra pandemia e aspettative

Dopo anni di quotazioni basse che avevano fatto dubitare della sua efficacia quale strumento di controllo delle emissioni, il mercato dell’ETS è entrato in una fase nuova che ha portato i prezzi delle quote su livelli ragguardevoli. A gennaio il prezzo di una tonnellata di CO2 ha viaggiato stabilmente nel range 31-34 €.

La decarbonizzazione targata UE: obiettivi, proposte e credibilità

La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sin dall’inizio del suo mandato, ha fatto dell'European Green Deal una priorità strategica. La necessità e il valore di un’economia decarbonizzata sono poi cresciuti alla luce dell’emergenza COVID-19: gli investimenti previsti e i fondi di Next Generation EU sono senza precedenti e saranno dedicati a superare l'impatto della crisi su posti di lavoro, redditi e imprese in una logica di just-for-all transition.

Zero emissioni e 5 milioni di occupati green al 2050: si può fare

La neutralità carbonica entro il 2050 a un costo netto pari a zero non solo è possibile per l’Unione Europea, ma potrebbe generare 5 milioni di nuovi posti di lavoro. Secondo il nuovo report “Net-Zero Europe: Decarbonization pathways and socioeconomic implications” pubblicato da McKinsey & Company, il settore elettrico sarebbe il primo a raggiungere zero emissioni nette, a metà del 2040. I trasporti raggiungerebbero l’obiettivo nel 2045, il settore delle costruzioni alla fine del 2040, quello industriale nel 2050, e a seguire l’agricoltura.

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