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La penuria idroelettrica e l’impatto sui prezzi dell’elettricità

Rispetto al 2016, l’anno che si è appena concluso ha presentato un conto più salato agli acquirenti di energia all’ingrosso. I dati sul mercato del giorno prima mostrano differenziali di prezzo PUN spesso dell’ordine di 10 €/MWh tra il 2017 e il 2016, con una punta di circa 25 €/MWh nel gennaio 2017.

In superficie, l’incremento del PUN nell’ultimo anno è solo uno dei possibili risultati del gioco di domanda e offerta, tra l’impennata di importazioni dalla Francia a partire dalla fine del 2016 e la penuria di energia idroelettrica nel corso dell’anno.

Gli scenari di domanda e offerta dipingono un futuro energetico in rapido movimento

Anche nell’edizione del 2017 il World Energy Outlook (WEO) non ci assilla troppo con la profusione di scenari che nelle passate edizioni, anziché aiutare il decisore politico, riuscivano spesso solo a confonderlo. Ormai da qualche anno, infatti, mette in primo piano la descrizione di un futuro energetico intermedio tra uno scenario di riferimento, che declina le politiche energetiche in atto, e uno scenario di sviluppo sostenibile, che mira al deciso contenimento dei cambiamenti climatici:

La COP 23 e gli scenari AIE: l’idea e la realtà

Le COP sul clima si dividono in due categorie: quelle che danno origine a un nuovo corso di azioni - idealmente a una nuova traiettoria delle emissioni, o anche a nuove regole del gioco - e quelle che limano aspetti operativi dell’accordo, di maggiore o di minore importanza. Esempi della prima categoria sono Kyoto 1997 e Parigi 2015, forse anche Marrakech 2001, e in negativo Copenaghen 2009. Nel secondo insieme rientrano tutte le altre, e quindi anche la COP 23 da poco conclusa.

Economia, energia, trasporti, emissioni. La Cina cambia pelle?

Intervista al Prof. Francesco Sisci, Università del Popolo della Cina

1) La Cina sta cambiando pelle: da un modello economico dominato dall’industria pesante e a controllo statale ad un modello più incentrato sui servizi e quindi a minor intensità energetica. Quali saranno i settori chiave dell’economia cinese in futuro? Quali le prospettive di crescita del paese?

La Cina mira a sviluppare un’economia basata sui consumi interni e i servizi, ad oggi meno sviluppati.

Ecologico ed economico: il GNL “sbarca” in Trentino

Il Gruppo Dolomiti Energia ha inaugurato da qualche mese un impianto multiutenza alimentato con Gas Naturale Liquefatto (GNL). Si tratta della prima esperienza italiana di questo tipo, al servizio di più utenze. E’ un impianto costituito da un serbatoio di Gas Naturale Liquefatto, un sistema di gassificazione e una rete di distribuzione locale, che soddisfa il fabbisogno energetico di abitazioni, aziende e hotel nel comune trentino di Molveno.

Lo sviluppo del GNL in Italia: gli aspetti tecnici

A livello internazionale, il GNL (Gas Naturale Liquefatto) è una realtà consolidata e in alcune aree del mondo – ad esempio Giappone, Australia, USA- è una risorsa in continua espansione, sia in termini di capacità di liquefazione che di importazione.

Anche nell’Unione Europea, l’utilizzo del gas naturale in questa forma si sta recentemente affermando per ragioni di economicità, con le dinamiche mondiali dei prezzi che rendono accessibile questo vettore energetico;

Pellet e legna: senza manutenzione si inquina di più

Il peso del riscaldamento domestico nel bilancio delle emissioni inquinanti è ormai ben noto e generalmente accettato. Le ragioni sono da ricercarsi nella sua capillare diffusione, che si estende dalla grande città al piccolo paese di montagna; emerge spesso che proprio nelle aree lontane da insediamenti industriali o dagli effetti del traffico i livelli di inquinamento dell’aria siano tutt’altro che trascurabili.

D’altro canto, non tutti i combustibili impiegati inquinano allo stesso modo: i dati ISTAT (2014) ci dicono che più del 70% delle famiglie italiane usa il metano per riscaldarsi ma il contributo preponderante alle emissioni, in special modo di PM10, è da attribuirsi all’utilizzo domestico delle biomasse (stufe e caminetti che impiegano legna da ardere e pellet).

Qualità dell’aria nelle città: come intervenire?

L’inquinamento dell’aria nelle nostre città continua a fare vittime, e non poche, nonostante i miglioramenti registrati in molte aree del mondo, a cominciare dall’Europa. Numeri che portano a considerare questo fenomeno una vera e propria pandemia, come è stata chiamata nella ricerca della Fondazione per lo sviluppo sostenibile presentata da meno di un mese “La sfida della qualità dell’aria”. Nel mondo ogni anno milioni di persone muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico e 9 persone su 10 vivono in luoghi con livelli di inquinamento più alti di quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Europa i tre inquinanti a maggiore criticità – particolato atmosferico, biossido di azoto e ozono – annualmente sono responsabili di oltre mezzo milione di decessi prematuri, più di 20 volte il numero delle vittime di incidenti stradali.

Biomasse ed effetti sulla salute nei paesi sviluppati

Nell’Unione Europea, il crescente consumo di biomassa per il riscaldamento degli ambienti domestici – ma più in generale anche per la produzione di energia - è ascrivibile sia a politiche di risposta al cambiamento climatico che favoriscono il ricorso a fonti di energia rinnovabile che, in alcuni casi, a ragioni di convenienza economica, specie laddove si rilevano condizioni di povertà energetica e la materia prima può essere raccolta a livello locale. Tuttavia, questo aumentato e crescente utilizzo è fonte di preoccupazione per via del rilevante contributo della biomassa alle emissioni di particolato (PM -Particulate Matter) rilasciate durante la combustione e ritenute pericolose per la salute umana.

Un mix energetico più sostenibile per combattere l’inquinamento domestico

Il gas si conferma la principale fonte per l’uso riscaldamento, tanto in Italia quanto in Europa. Se nel nostro paese, o più in generale nel Vecchio Continente, la scelta è prevalentemente di natura tecnologica e/o economica, altrove il tema assume anche una dimensione sociale. Nei paesi in via di sviluppo, infatti, il numero di persone prive di accesso a servizi energetici moderni è ancora molto elevato e negli anni a venire il gas – insieme a GPL, elettricità e nuove rinnovabili – potrebbe assumere un ruolo determinante nella riduzione della povertà energetica. 

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