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Il mondo dell’energia al 2040: la visione dell’AIE

Puntuale come sempre, lo scorso 13 novembre è stato presentato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) il World Energy Outlook (WEO) che viene definito dalla stessa AIE la sua “nave ammiraglia”. In effetti il WEO presenta in modo dettagliato l’evoluzione in corso e le prospettive a lungo termine del mondo dell’energia viste dall’AIE, cioè da un organismo che raccoglie e analizza sistematicamente tutte le informazioni su quanto succede nel mondo dell’energia. Anche quest’anno l’ampio Rapporto (ben 661 pagine!) è diviso in tre parti.

WEO 2018 e COP 24: il motore e gli accessori

Per chi si occupa di clima la pubblicazione annuale del World Energy Outlook, ormai una ricorrenza mondiale, avviene all'insegna di una domanda implicita: lo scenario energetico più importante del mondo conterrà qualche segnale di riduzione delle emissioni? Come un eterno ritorno dell'identico la domanda si ripropone immutata ogni anno, sotto la spinta di dati e segnali che si raccolgono durante i mesi che precedono il WEO, che segnalano espansioni delle rinnovabili o avanzamenti nell'ambito della decarbonizzazione.

Motori a gas naturale: una progettazione ad hoc

Presso il dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Roma “Tor Vergata” lo studio dei motori per propulsione è anche finalizzato allo sviluppo di soluzioni ad-hoc per il funzionamento con miscele ultra-magre di gas naturale.

L’uso del gas naturale come combustibile alternativo per l’alimentazione di motori per autotrazione leggera e pesan­te ha subito un notevole aumento negli ultimi anni. Alla base di questa crescente diffusio­ne, da una parte la scoperta di nuove riserve e quindi una aumentata disponibili­tà, dall’altra le caratteristiche fisico-chimiche del metano

Climate change: possibili strategie per un problema complesso

Il cambiamento climatico rappresenta una della più grandi sfide del secolo. I suoi impatti e la sua soluzione avranno ripercussioni fondamentali sull’economia, la società, l’ambiente e la tecnologia. Il recente rapporto dell’IPCC, Global Warming of 1.5 °C, ha evidenziato ancora una volta l’entità della sfida climatica, sottolineando gli impatti attesi e delineando le strategie di soluzione. Il rapporto ha mostrato come i danni climatici - in particolare per gli ecosistemi - siano sensibili all’aumento della temperatura e come il “risparmio” di mezzo grado Celsius (da 2 a 1,5° C) possa permettere di ridurre i rischi. Ha altresì chiarito la necessità di ridurre le emissioni in pochi decenni, portandole a zero a metà secolo, e come questo livello di ambizione sia incompatibile con le politiche attuali.

Dallo sviluppo senza limiti ai nuovi limiti allo sviluppo

Gli allarmi si susseguono, anche se molti li ignorano e altri non li condividono. Ma il climate change è una realtà che tocca tutti in tutto il mondo, sebbene in modo differenziato. Recentemente gli scienziati dell’IPCC (International Panel on Climate Change), che da decenni ci avvertono del pericolo dei gas serra e del riscaldamento globale, sono stati ancora più drastici: abbiamo, come pianeta, non più di 12 anni per tagliare le emissioni e fermare l’innalzamento della temperatura media del globo, dopo di che l’effetto sarà irreversibile e il pianeta Terra andrà incontro a catastrofi ingestibili come lo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai, la desertificazione, l’innalzamento dei mari e altri effetti poco piacevoli.

Monitoraggio, mitigazione e adattamento alla base della strategia climatica UE

L’Accordo di Parigi riconosce l’inevitabile cambiamento climatico che sta interessando il nostro pianeta e impegna tutti i paesi ad affrontare questo problema di natura globale. Per reagire in modo appropriato, è di primaria importanza monitorare i cambiamenti in corso. A tal proposito, nell’ambito di un migliorato quadro di trasparenza definito nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), sono stati previsti meccanismi di monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra. In occasione della 23° Conferenza delle Parti (COP23), l'UNFCCC ha evidenziato la rilevanza del monitoraggio basato sull'osservazione sia per poter disporre di dati aggiuntivi sugli attuali andamenti delle emissioni antropogeniche globali di gas serra sia in vista dell’Inventario Globale delle Emissioni (Global Stocktake)

Mitigare le ricadute del clima sull’agroalimentare: l’esperienza del Gruppo Illy

Il cambiamento in atto non è unicamente legato all’innalzamento delle temperature medie, bensì a una modifica globale dell’intero sistema climatico, con ovvie ripercussioni sugli ecosistemi che portano trasformazioni dirette anche sull’attività agroalimentare, sulla sicurezza alimentare e su trend e modalità di consumo. Nelle colture, e quindi per quanto attiene alla produzione di materie prime - che per il Gruppo Illy comprendono caffè, tè, cacao, vino e frutta - uno degli esempi da noi rilevati di maggiore incidenza delle variazioni climatiche riguarda il vino. Fino a 30 anni fa la produzione di vino, quasi esclusivamente Sangiovese da uva rossa realizzato dalla nostra azienda Mastrojanni a Montalcino, nel cuore della Toscana, raggiungeva di media una gradazione di 13% vol.

Il riscaldamento sostenibile tra scienza e mezze verità

E’ ormai assodato che gli impianti e gli apparecchi per il riscaldamento civile e domestico hanno, nella stagione invernale, un peso significativo come sorgenti di inquinamento atmosferico, insieme alle emissioni da traffico e a quelle industriali.

Il settore residenziale è la principale fonte di emissione primaria di molti inquinanti atmosferici fra i quali primeggiano il monossido di carbonio (CO), gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e soprattutto il particolato atmosferico (PM), che fra tutti è considerato il più pericoloso in quanto, nella sua frazione più fine, è in grado di veicolare nell’organismo sostanze potenzialmente  dannose per la salute umana.

Qualità dell’aria o aria di qualità?

Quando si discute di qualità dell’aria, ovvero degli inquinanti aerodispersi - come il PM10-PM2,5 (polveri grossolane diametro D: 10 - 2,5 μm), il PM1 (polveri ultrafini Dqualità del combustibile diventa un parametro fondamentale per poter valutare l’efficienza/efficacia degli impianti di produzione dell’energia termica, delle combustioni realizzate ed infine delle emissioni connesse.

Combustibili liquidi: imprescindibili nella transizione energetica

Al fine di conseguire gli obiettivi climatici definiti dalla politica globale ed europea, tutti i settori economici sono chiamati a dare il proprio contributo. La riduzione delle emissioni di gas serra è il principale parametro di riferimento, e l'obiettivo ultimo è quello di limitare a 2° centigradi l'aumento della temperatura mondiale rispetto ai livelli pre-industriali. L'Unione europea si è spinta oltre, fissando ulteriori ambiziosi target, come la riduzione delle proprie emissioni del 40-45% al 2030 e l’azzeramento delle emissioni nette entro la metà del secolo.

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