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Resilienza e Innovazione: le leve strategiche di Hera per lo sviluppo e la crescita dei territori

Il tema della resilienza è diventato più che mai attuale in questo frangente in cui il governo si accinge a varare il piano di spesa dei fondi che arrivano del Next Generation EU. Puntare su resilienza e innovazione è imprescindibile per poter centrare gli obiettivi di transizione energetica e rispetto dell’ambiente. E lo sa bene la multiutility Hera che su questi due concetti ha puntato molto nelle sue strategie. Ne abbiamo parlato con il Presidente Tomaso Tommasi di Vignano.

Rinnovabili, mobilità e superbonus: il nuovo governo cambi il PNRR

I fondi che l’Europa ha stanziato con il Next Generation EU, per definizione (letterale!) e per ispirazione, dovrebbero essere uno strumento fondamentale per trasformare l’economia del nostro Paese e accelerare i processi di innovazione, decarbonizzazione, resilienza.

Paradossalmente, però, nel dibattito pubblico sviluppatosi attorno alla crisi dell’ultimo governo, sono sembrati scomparire tanto una visione “alta”, quanto il tema delicatissimo della gestione delle risorse del Recovery Plan.

L’idrogeno tra nuovo governo e fondi europei: un’occasione da non perdere

L’idrogeno viene riconosciuto come il vettore energetico ideale per supportare e abilitare i percorsi di profonda decarbonizzazione sia livello europeo che internazionale, tanto che il suo sviluppo è stato inserito tra gli obiettivi della Commissione europea che attraverso il Green Deal mira alla neutralità carbonica entro il 2050. In Europa, l’interesse nei confronti dell’idrogeno è cresciuto negli ultimi anni e molti passi, sia di natura politica che economica, sono stati compiuti a sostegno di un settore strutturato che può contare su un’ampia filiera tecnologica.

Automotive: rinnovare l’ecobonus, finanziare ricerca e innovazione

Il settore automotive ha subito lo shock della pandemia quando già si trovava ad attraversare una fase di cambiamento epocale, spinto dagli obiettivi di sostenibilità adottati a livello internazionale ed europeo, e da trend tecnologici dirompenti come quelli dell’elettrificazione e della digitalizzazione. Per comprendere meglio come il posizionamento del settore italiano dell’automotive in questa fase di congiuntura abbiamo intervistato il direttore di ANFIA, Gianmarco Giorda.

Quanto costa bloccare la produzione di idrocarburi da qui al 2050?

La transizione energetica deve necessariamente confrontarsi con i costi da sostenere affinché si possa considerare credibile. In un recente articolo, è stato affrontato un particolare aspetto di questa transizione con l’obiettivo di fornire un contributo informativo il più possibile oggettivo sulla situazione italiana.

Danimarca e USA: la transizione tra narrazione e realtà

Natura e ambiente non sono la stessa cosa. Spesso utilizzati come sinonimi, hanno delle intersezioni, si abbracciano reciprocamente, ma rappresentano due oggetti diversi tra di loro. Da un lato c’è la natura, cruda, spietata e in conflitto con la crescente volontà di potenza umana; dall’altro c’è l’ambiente, che rappresenta il grado di convivenza, storicamente mutevole, tra lo sviluppo umano e la natura “matrigna”. Oggi, nella lotta al cambiamento climatico e nell’impegno per una giusta transizione energetica, la nostra generazione è chiamata a realizzare con urgenza un nuovo, inedito possibile equilibrio tra questi fattori, con razionalità, senza alcuna demagogia.

Se la transizione diventa una via Crucis: il caso di Ravenna

La difficile transizione del distretto Oil&Gas di Ravenna è l’emblema di un paese che ancora non è riuscito a disegnare una strategia energetica nazionale. Tra progetti rinnovabili in attesa di via libera e aziende locali che delocalizzano abbiamo chiesto al sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, di aiutarci a capire meglio cosa sta succedendo. E cosa ci si aspetta per il futuro.

Transizione: depotenziare l’ideologia del NO investendo sul futuro

L'economia sarà ancora centrale nell'agenda politica globale e il piano NextGenerationEU sarà il punto di partenza per la costruzione dell’Europa nel nuovo sistema globale. Le risorse assegnate all’Italia per lo sviluppo delle infrastrutture e la crescita della digitalizzazione ammontano a 76,4 miliardi, pari ad un terzo delle risorse complessive.

Eolico offshore e agrivoltaico: se anche le rinnovabili diventano scomode

Le avanguardie ambientaliste del secolo scorso si muovevano lungo una frattura allora molto profonda, quella che separava la tutela del lavoro da quella della salute (ambientale e dunque umana). Fortunatamente, l’avanzata del progresso tecnologico sta progressivamente limando i motivi di scontro su questo fronte. I problemi da superare restano, ma adesso gli strumenti per affrontarli ci sono. Si sta però diffondendo a macchia d’olio un nuovo tipo di conflitto, ben più subdolo: quello tra “sfiduciati” e “costruttori”. Su questo terreno, almeno in Italia, i nuovi ed illuminanti motivi di frizione sono l’eolico offshore e l’agrivoltaico.

Governare la crisi ed evitare la tempesta perfetta

La pandemia ha cambiato il nostro futuro in modo percepibile e consistente. Forse non è vero che “nulla sarà più come prima” ma è senz’altro vero che molte cose saranno cambiate e che dovremo abituarci a una “nuova normalità”, o a più “nuove normalità”. In primo luogo, perché la pandemia globale ci ha messo di fronte a una discontinuità tangibile che rafforza la nostra capacità di comprendere che le “grandi crisi” sono possibili: oggi la crisi sanitaria, domani, forse, quella climatica. In secondo luogo, perché dovremo gestirne gli effetti diretti per ancora molto tempo. E, in terzo luogo, perché ora sappiamo, sono gli esperti a dircelo, che le interconnessioni multiple di un mondo globalizzato rendono probabili, se non certe, nuove crisi anche in futuro.

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