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Piani Nazionali per l’Energia e il Clima: tutto fumo e niente arrosto?

Nel maggio 2019 la European Climate Foundation ha pubblicato il rapporto “Planning for net zero: assessing the draft national energy and climate plans”. Lo studio, condotto da Ecologic Institute e Climact fa parte della serie Net-Zero 2050, un'iniziativa dell'ECF che intende valutare il percorso dell’Unione europea verso l’ambizioso target della cosiddetta neutralità climatica al 2050. L’ultimo rapporto ha valutato i Piani Nazionali per l’Energia e il Clima presentati alla Commissione europea dagli stati membri e ne ha tratto la conclusione che c’è ancora tanta strada da fare.

La ricerca punta sulla sinergia tra Oil&Gas e rinnovabili

In molte aree del mondo, le piattaforme offshore di petrolio e gas stanno terminando la loro fase operativa. Non è facile stimare l'impatto ambientale sull’ecosistema marino delle attività di “decommissioning” ma è noto che le politiche di rimozione si basano sull'assunto di "lasciare il fondale marino come è stato trovato". Questo approccio sembrava, infatti, rappresentare l'opzione apparentemente più ecologica. Purtuttavia, durante il periodo produttivo, le piattaforme sono in grado di sostenere comunità di fauna e flora marina abbondanti e diversificate, alcune delle quali di importanza regionale.

Moto ondoso: i progetti di Eni nell’Adriatico

Partiamo dal principio. Viene spesso affermato che le onde costituiscono la “più grande fonte rinnovabile inutilizzata al mondo”. Ci potrebbe aiutare a capire meglio questa affermazione?

Gli oceani e i mari del mondo sono un'enorme riserva di energia non sfruttata. Si stima che il loro potenziale energetico associato esclusivamente alle onde sia tra i 20.000 e gli 80.000 TWh/anno, una quantità di energia sufficiente per alimentare in linea teorica l'intero pianeta e pari (ottimisticamente) fino a tre, quattro volte il fabbisogno elettrico globale.

Delibera 300/17 e Rinnovabili: siamo nella giusta direzione?

Intervista a Toni Volpe, CEO di Falck Renewables

La delibera 300/17 dell’ARERA segna un percorso che, dati i target europei di diffusione delle fonti rinnovabili al 2030, sembra inevitabile: si sta procedendo nella giusta direzione?

La sfida al surriscaldamento globale, causa dei cambiamenti climatici in atto, sta spingendo la società a perseguire obiettivi di decarbonizzazione. La transizione energetica verso fonti di produzione rinnovabile, che consentirà la graduale fuoriuscita della generazione centralizzata da fonti fossili, passa necessariamente attraverso la revisione delle regole di mercato per continuare a garantire sostenibilità, sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico.

Riforma del dispacciamento: parla Girotto

Gianni Pietro Girotto, Presidente Commissione Industria Commercio Turismo Senato della Repubblica

Il tavolo di lavoro sulle UVAM si è chiuso in marzo con alcune anticipazioni e aperture ma anche con la sostanziale conferma del percorso e dei tempi già delineati in precedenza, che bilancio ne fa?

Il confronto è stato utile per far emergere elementi oggettivi per alcuni aspetti risolvibili, e di conseguenza per migliorare il funzionamento del sistema, riconoscendo l'opportunità di una maggiore partecipazione al meccanismo da parte di più attori.

La connessione fra energia, ambiente e sostenibilità

Perché andare avanti con la ricerca? Perché sostenere una costante innovazione? La nostra convinzione di continuare lungo questo percorso trova legittimazione nel fatto che il sistema delle imprese riconosce il nostro ruolo, riconosce in altri termini che anche grazie alla ricerca si può fare la differenza, specie in certi ambiti.

Quando sono arrivato in Enea, quattro anni fa, il clima era molto diverso; nessuno ci attribuiva un ruolo ben definito e, di conseguenza, il nostro contributo non aveva un adeguato riconoscimento. Grazie al ruolo dei ricercatori, questo percezione comune ai più è mutata, con nostra grande soddisfazione.

Il downstream petrolifero, il PNIEC e il post-2030

Gli obiettivi delineati nel Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), una volta approvati a livello comunitario, saranno vincolanti e difficilmente modificabili. Le scelte di oggi indirizzeranno quelle che gli operatori compiranno nei prossimi anni e, di conseguenza, gli investimenti che lo stesso PNIEC stima in oltre 180 miliardi di euro cumulati nel periodo 2017-2030, aggiuntivi rispetto allo scenario a politiche correnti.

Per far sì che tali investimenti si attivino, è essenziale un quadro normativo chiaro e certo e quindi una totale consapevolezza degli impegni che si intendono adottare e delle loro eventuali ricadute negative sulla competitività e sulle possibilità di sviluppo del Paese.

L’evoluzione continua della raffinazione italiana

Tutte le previsioni di lungo termine, a 20-30 anni, individuano la fonte petrolifera come una componente essenziale per l’approvvigionamento energetico. In Europa, grazie agli importanti programmi di efficienza che si stanno perseguendo da molti anni, il fabbisogno energetico complessivo conoscerà una riduzione ma il petrolio, pur perdendo il proprio peso specifico attuale, rimarrà comunque indispensabile per coprire un quarto di tale fabbisogno. Nel settore trasporti, poi, i prodotti petroliferi resteranno la fonte principale con percentuali di copertura vicine all’80%.

The European refining sector between (external) competition and (internal) climate targets

Faced with a declining market and increasing competitive product imports from modern source-refineries, the European refining sector is likely to encounter stiff competition in the medium term. With all EU refineries being exposed to (international) competition, some have become part of the mores of international markets, while others have remained largely part of a local habitat. With the expected longer-term decline in demand for refined products in the EU and the increasing competition from low cost refining export centres in the medium term, asymmetric paths of survival are expected, potentially resulting in changing value-propositions across the segmented refining sector in the European Union.

La raffinazione europea tra concorrenza (esterna) e target climatici (interni)

Di fronte a un mercato interno in declino e all'aumento delle importazioni di prodotti provenienti da raffinerie di ultima generazione, il settore della raffinazione europea potrebbe correre un rischio concreto sul medio termine. E se il nemico per le raffinerie dell'UE è costituito dalla concorrenza (specie extra-UE), vale rilevare come alcune di esse si sono adattate al contesto internazionale, mentre altre sono rimaste in gran parte legate all’ambiente locale.

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