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Bioeconomia e bioenergia, la crescita sostenibile è a portata di mano

A Isola della Scala in provincia di Verona, in un territorio noto soprattutto per la coltivazione del raffinatissimo riso Vialone Nano, c'è una società agricola che trasforma il letame dei propri animali in bioplastica. Si tratta di un progetto sperimentale, il primo di questo tipo in Italia, che nasce dalla collaborazione tra il centro zootecnico La Torre, 35 ettari di superficie e 8.000 capi bovini, e i dipartimenti di biotecnologie dell’Università di Verona e della Sapienza di Roma ed è finanziato dalla Commissione Europea.

Edilizia sostenibile: la rivoluzione dei materiali smart

Le emissioni e i consumi energetici dovuti al riscaldamento e alla climatizzazione rappresentano uno dei principali argomenti di dibattito quando si parla di sostenibilità dell’edilizia. La temperatura dei nostri edifici, infatti, viene ancora in gran parte regolata da sistemi alimentati da combustibili fossili, il che contribuisce ad accrescere l’impatto degli stessi nella fase più estesa del proprio ciclo di vita, quella di esercizio.

Idrogeno: un futuro non solo nella mobilità?

Il 2018 si sta rivelando un anno di svolta per l’idrogeno: se in passato veniva percepito come vettore energetico per un futuro lontano, oggi le dichiarazioni degli Stati, l’impegno delle industrie e le applicazioni in commercio dimostrano che quel futuro lontano è già arrivato.

Il ruolo dell’idrogeno è riconosciuto a livello mondiale per il contributo significativo che può dare nella transizione verso un sistema energetico a zero emissioni, grazie alla sua versatilità e alla possibilità di impiego in diversi settori.

L’inarrestabile declino del carbone in Occidente

Fino a poco tempo fa gli scenari sulla domanda mondiale di carbone ipotizzavano una crescita, anche se non impetuosa come nello scorso decennio. In realtà, nel 2016 i consumi sono calati del 4,2% rispetto al 2014. Nel 2017 si è registrato un leggero rimbalzo, +1%, ma secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) nei prossimi anni la domanda si stabilizzerà, anche se le dinamiche saranno diverse.

Se in Asia ci sono ancora segnali di crescita, sui due lati dell’oceano Atlantico lo scenario si fa invece sempre più cupo.

Quale futuro per il carbone in Germania?

La transizione energetica tedesca - Energiewende” - è internazionalmente riconosciuta come uno sforzo rivoluzionario per avviare una trasformazione low-carbon in una delle principali economie industrializzate. In Germania, la crescita della capacità rinnovabile è stata significativa, con una quota di FER nel mix elettrico che ha raggiunto, nei primi sei mesi del 2018, oltre il 40%. Tuttavia, l’energia rinnovabile ha in gran parte sostituito quella nucleare, il cui phase out completo è atteso entro il 2023.

La Polonia, l’Europa e il dilemma del carbone

Negli ultimi decenni, la produzione e il consumo di carbone sono diminuiti in misura consistente in Polonia. Tuttavia, nonostante questa impressionante evoluzione, il paese è ancora lontano dall’eliminazione o anche solo da una drastica riduzione di questa fonte dal suo mix energetico. Alla base di questa considerazione, diversi fattori quali: la tradizione carbonifera del paese, aspetti socio-politici, questioni di sicurezza energetica.

Francia: l’era del carbone sta finendo

Nel 2018, si può dire che la storia carbonifera della Francia sia prossima alla fine.  

Dai 23 milioni di tonnellate (Mt) del 2000, il consumo è sceso a 14 mt nel 2017, pari al 3,6% della domanda di energia primaria del paese. Poco meno della metà (45%) di questo volume è stato assorbito dalle ultime tre cokerie esistenti: Dunkerque (Nord-Passo di Calais), Seremange (Mosella) e Fos-sur-Mer (Bocche del Rodano).

Il cittadino al centro della sostenibilità energetica

L’aumento dei costi legati alla fornitura di energia elettrica era stato già annunciato da ARERA in occasione dell’aggiornamento delle condizioni economiche per il trimestre luglio – settembre 2018. Il rialzo del prezzo del petrolio dovuto alle tensioni internazionali ha impattato sui prezzi nei mercati all’ingrosso dell’energia causando una forte crescita dei costi di approvvigionamento della materia prima e determinando per la famiglia tipo (consumi medi di energia elettrica 2.700 kWh annui e potenza impegnata di 3kW), in regime di tutela, un aumento della spesa, a partire dal 1° luglio, del 6,5%.

Idroelettrico, per il rilancio bisogna cambiare passo

L’obiettivo del 32% di rinnovabili al 2030 recentemente indicato a livello europeo richiede anche all’Italia, già ben posizionata, uno sforzo straordinario, con investimenti cospiscui in tutte le fonti. Il fotovoltaico dovrà più che triplicare la potenza installata, l’eolico dovrà raddoppiarla. E l’idroelettrico? Oggi l’idrolettrico è ancora il “nocciolo duro” delle rinnovabili in Italia, assicurando in media oltre il 40% della generazione rinnovabile.

L’idroelettrico ai tempi dei cambiamenti climatici

L’idroelettrico, pur essendo un’importante fonte rinnovabile, sta attraversando una fase molto critica e delicata. Gli eccessivi prelievi a scopo idroelettrico di questi ultimi anni hanno comportato forti ripercussioni sui nostri corsi d’acqua. A questi si stanno sommando i sempre più evidenti effetti dei cambiamenti climatici.

Quasi tutta l’energia idroelettrica italiana viene prodotta nelle Alpi, un insieme di ecosistemi estremamente fragili e oltremodo sensibili al mutamento del clima.

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