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La fine della Maggior Tutela: avanti, piano

“Le parole: «a decorrere dal 1° luglio 2020» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1° gennaio 2022»”: così – con la tipica agilità di un Milleproroghe – il Parlamento ha ufficialmente posticipato la fine della Maggior Tutela. Non è il primo rinvio - la Legge 108/2018, modificando la Legge 124/2017, aveva spostato la fine della Maggior Tutela dal 1° luglio 2019 al 1° luglio 2020 - ma sarà l’ultimo? Non è facile esprimere certezze in relazione ad una riforma che pizzica molte corde sensibili e che si presta a molteplici piani di discussione.

Diteci se questa liberalizzazione “s’ha da fare”

30 giugno 2015 per il gas e per le sole imprese del settore elettrico, e 30 giugno 2016 per i domestici. Erano queste le prime date inserite nel disegno di legge 2085, il cosiddetto “Ddl concorrenza”, diventato legge solo nell’agosto 2017, curato dal Governo Renzi, col Ministro Guidi prima e con Calenda poi. Queste date sono cambiate tre volte prima dell’approvazione definitiva della Legge e anche la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non ha impedito il posticipo cronico dei governi successivi. In particolare, l’ultima proroga, che vedrà la luce in questi giorni, addirittura sposta tutto in avanti di due anni: gennaio 2022.

Il consumatore merita chiarezza: il punto di vista di Federconsumatori

Oggi viviamo in un contesto in cui l’energia, la sua produzione ed il suo consumo sono diventati un tema cruciale, a maggior ragione alla luce delle recenti tensioni internazionali. Per questo appare quanto mai necessario consentire ai cittadini di capirne i cambiamenti e permettere loro di effettuare scelte consapevoli, motivate e mirate.

È stato confermato, con un correttivo inserito nel maxi-emendamento alla Legge di Bilancio 2020, l’ennesimo slittamento dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022 della fine del mercato tutelato, creando così sempre maggiore confusione tra i cittadini utenti.

Regno Unito: il ritorno delle tariffe regolamentate?

Nel Regno Unito, i prezzi dell'energia sono stati nell'occhio del ciclone per un certo periodo di tempo. Le settimane che hanno preceduto le elezioni del giugno 2019 hanno visto entrambi i partiti politici promettere di non modificare i cosiddetti price cap a beneficio dei consumatori. Ciò ha allarmato parecchi analisti ed economisti energetici, poiché questi cap potrebbero, secondo molti, reprimere la concorrenza e disincentivare l’entrata di nuovi attori nel mercato.

Distribuzione gas: gare e aggregazioni non sono inconciliabili

Nel panorama della liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas, il segmento della distribuzione del metano è forse quello nel quale le cose sono andate più diversamente rispetto alle attese. Dei progressi ci sono stati: oggi la verità contabile dei bilanci rispecchia la verità industriale dei gestori, che sono passati dai quasi 800 di fine anni ’90 a poco più di 200 oggi. Tuttavia, l’obbligo legislativo di individuarli attraverso procedure competitive è andato del tutto disatteso.

Quarto periodo regolatorio: lenta concentrazione, pochi investimenti

Nel 2019 si chiude il quarto periodo regolatorio della distribuzione del gas naturale, periodo che si era aperto nel 2014 con un notevole ottimismo sull’avvio delle gare per le concessioni per ATEM: il quadro normativo aveva trovato infatti un completamento lungamente atteso. Tuttavia, da una recente analisi sull’andamento delle tariffe emerge come proprio lo stallo delle gare sembra essere il fattore che maggiormente ha influenzato le dinamiche del settore in questi anni.

VIR o RAB: questo è il dilemma

La riforma del servizio di distribuzione del gas naturale, avviata nel 1998 dall’UE e recepita in Italia dal D.Lgs. 164/2000, doveva compiersi con il DM 226/2011 ma purtroppo, ad oggi, si contano solo 2 gare concluse (una con ricorso al TAR) su 177 previste. Lo scoramento ed il pessimismo dei soggetti coinvolti aumenta ogni giorno. Le cause di questa mancata riforma sono dovute principalmente al Parlamento, sostanzialmente assente; al MiSE, che non ha voluto o potuto intervenire in modo incisivo; ad ARERA, che emanando delibere a raffica ha complicato le cose.

Gare gas: una corsa a ostacoli ed opportunità

Come è ormai noto a chiunque si affacci anche saltuariamente nel mondo dell’energia e, in particolare, nel settore del gas, è dal lontano 2000, anno di promulgazione del D.Lgs 164/2000, il cosiddetto “decreto Letta” che il normatore ha previsto che l’affidamento in concessione del servizio di distribuzione del gas naturale avvenga tramite gara ad evidenza pubblica. Si è dovuto attendere, tuttavia, la promulgazione di alcuni decreti attuativi (in particolare i due decreti ministeriali relativi agli ambiti territoriali minimi – AteM e il “decreto criteri”, D.M. 226/2011) avvenuta solo nel 2011, perché venissero definite nel dettaglio le procedure, tentando di dare una spinta al sistema delle gare, fino ad allora, per la verità, attivatosi in maniera piuttosto sporadica.

Blue Book 2019: lo sviluppo delle infrastrutture in ambito idrico

La Fondazione Utilitatis pro acqua energia ambiente è stata costituita con l’obiettivo di condurre studi sui servizi pubblici locali attraverso la divulgazione di ricerche e la creazione di spazi di approfondimento su specifici temi, economici e giuridici. È in via di pubblicazione il Blue Book - la monografia sull’industria del servizio idrico integrato- che giunge quest’anno all’11° edizione e di cui si illustra nel seguito un’anticipazione dei principali argomenti trattati.

Il divario tra Nord e Sud in materia di acqua

Nonostante i progressi compiuti e il ruolo svolto dall’ARERA nel miglioramento di un settore critico sotto diversi aspetti, i dati più recenti evidenziano un divario significato nel livello di servizio idrico e nella capacità di realizzazione degli investimenti fra alcune aree - localizzate in gran parte nell’Italia Meridionale e Insulare - e il resto del paese. Questo, pur in presenza di significative risorse a fondo perduto concentrate nelle aree deboli. Per ridurre questo “Water Service Divide”, le ultime Leggi di Bilancio hanno introdotto alcuni interventi strutturali, che dovrebbero essere resi operativi nei prossimi mesi.

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