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Un elenco imperfetto è meglio di nessun elenco

Sono passati 1.169 giorni dall’entrata in vigore della norma della legge annuale sulla Concorrenza che prevedeva l’istituzione, entro 90 giorni, di un elenco di soggetti autorizzati alla vendita di energia elettrica. Non è facile identificare le ragioni per cui un tassello importante e ampiamente condiviso del quadro tracciato dalla legge 124/17 sull’energia (in cui rientra anche la fine dei prezzi tutelati) non abbia ancora visto la luce. Uno dei problemi è stato probabilmente voler chiedere allo strumento, pensato per dare “stabilità e certezza al mercato”, più di quanto esso possa dare.

Vendita del gas: crescono i clienti che scelgono il mercato libero

Il disegno europeo di apertura dei mercati energetici, iniziato nel lontano 1996, in Italia sembrava essere giunto a compimento nel 2017 con la legge 124, l’unica legge annuale per la concorrenza mai approvata. Dopo un lungo confronto parlamentare, fu delineato un percorso che prevedeva come traguardo finale il superamento delle tutele di prezzo per i consumatori domestici e, nel caso dell’energia elettrica, anche per le PMI (queste ultime già da anni potevano contare sul mercato libero del gas naturale).

Contratti luce e gas: serve un albo dei fornitori per tutelare i consumatori

Concorrenza e trasparenza sono due elementi imprescindibili per garantire la tutela del consumatore di elettricità e gas sul mercato retail. Molto è stato fatto, ma ancora esistono delle criticità che vanno superate. Serve una maggiore tracciabilità delle aziende che operano sul mercato e viene richiesto, ormai da anni, l’istituzione di un albo dei fornitori. Ne abbiamo parlato con il Dott. Alessandro Petruzzi, Responsabile Dipartimento Energia di Federconsumatori.

Responsabilità sociale, sostenibilità ambientale e sicurezza: il GNL come alleato per la ripartenza

Dal 2013, Assogasliquidi/Federchimica rappresenta all’interno di Confindustria il settore del GNL in tutta la filiera del prodotto: dalle imprese titolari delle infrastrutture di approvvigionamento, a quelle che provvedono alla distribuzione, nonché alle aziende che forniscono apparecchiature, impianti e servizi di trasporto del prodotto.

Trasporto merci e GNL: gli incentivi stanno funzionando

Le istituzioni stanno lavorando da tempo sul tema della mobilità sostenibile, spingendo anche in direzione di una transizione verso combustibili alternativi e, per l’appunto, più sostenibili. Per farlo, la politica si sta avvalendo di tre grandi leve: quella dell’infrastrutturazione, quella della regolamentazione e, infine, quella dell’incentivazione.

Il conflitto in Nagorno-Karabakh e il peso dell'energia

L'Azerbaigian, paese sub-caucasico, oggi – e da un trentennio – in guerra con l'Armenia per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh, è uno dei produttori di idrocarburi dello spazio eurasiatico che più efficacemente è riuscito a rilanciare il comparto energetico all'indomani dell'indipendenza dall'URSS.

Mediterraneo: la Turchia contro tutti per il predominio sul gas

La Turchia ha l’obiettivo di diventare un ponte energetico tra i paesi produttori della regione mediorientale e il mercato europeo. Per raggiungere questo scopo, Ankara incentiva la costruzione di infrastrutture di trasporto energetico (gasdotti, oleodotti) sul suo territorio per approvvigionarsi dai paesi vicini, acquistando parte delle risorse in transito a prezzi convenienti. Tale scelta si spiega con la necessità di ricorrere alle importazioni dai paesi limitrofi per soddisfare la sua domanda di energia,  compresa quella di gas naturale, quest’ultima nel 2019 pari a 44,9 miliardi di metri cubi a fronte di una produzione interna di appena 473,8 milioni di metri cubi.

Il futuro del Nord Stream 2, tra interessi geopolitici ed economici

Doveva essere un semplice gasdotto, una nuova rotta di approvvigionamento energetico in un’Europa che storicamente deve guardare oltre i propri confini per assicurarsi le materie prime energetiche. E invece si complica la saga del Nord Stream 2, la pipeline di 1.230 km che dovrebbe collegare la Russia alla Germania passando dal Mare del Baltico e capace di movimentare fino a 55 mld di mc di gas all’anno. Chi pensava che un tubo che collega due potenze economiche fosse esente da valutazioni di carattere geopolitico si sbagliava di grosso, specie se tra le due potenze – Germania e Russia in questo caso – se ne inserisce una terza, gli Stati Uniti.

Il sottosuolo come risorsa

Quando si parla di sottosuolo è necessario distinguere due ambiti: la produzione primaria di risorse in esso contenute, e il suo utilizzo in senso stretto. In ambito risorse, ci si riferisce a materie prime energetiche (in Italia, idrocarburi, fluidi geotermici) e materie prime non energetiche (acque dolci sotterranee, minerali metallici, industriali e strategici). In ambito utilizzo, concetto peraltro relativamente recente, ci si riferisce sia agli aspetti legati allo stoccaggio di fluidi (gas naturale, CO2, idrogeno, ma anche calore – TES, Thermal Energy Storage), sia alla pianificazione di opere nel sottosuolo destinate fondamentalmente al settore delle infrastrutture e dei trasporti.

Prezzi del gas, rimbalzo di fine estate in un 2020 da dimenticare

Nei primi otto mesi del 2020, i prezzi medi del gas in Europa sono risultati inferiori di circa il 50% rispetto al pari periodo 2019.  Al Ttf, l’hub olandese riferimento dell’Europa continentale, le medie mensili hanno visto un costante calo da inizio anno fino a fine maggio, passando da 11,2 €/MWh in gennaio a 4,6 €/MWh, dato minimo dall’avvio del mercato. Da allora, le quotazioni hanno imboccato una ripresa che si è fortemente accentuata nella seconda metà di agosto e ancora a inizio settembre, lasciando gli analisti a domandarsi se, dopo il “biennio nero” del gas iniziato a fine 2018, la dinamica sia destinata a proseguire.

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