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Il caro prezzi non si cura con le rinnovabili

L’energia pesa sempre di più e sempre più peserà sui bilanci delle famiglie e sui conti delle imprese. Per due ordini di ragioni. Primo: di carattere congiunturale, ovvero la crisi del mercato del gas indotta dalla famelica domanda dell’Asia disposta a pagare qualsiasi prezzo con rimbalzo immediato sui prezzi europei. Il mercato del gas è ormai globalizzato e ogni stormir di fronde si avverte ovunque. Anche in questo caso l’Europa non conta niente, dipendendo sempre più dagli altri mercati.

Dietro al caro bollette c’è la mancata transizione ecologica

Uno spettro si aggira per il nostro Paese, in particolare ogni volta che il tema del “caro bollette” energetiche sale agli onori delle cronache. È lo spettro del “costo troppo elevato” della transizione energetica verso un modello sempre più a trazione rinnovabile, fino all’abbandono totale delle fonti fossili. Si tratta, ovviamente, di uno dei cavalli di battaglia dei conservatori dello status quo, che sistematicamente dimenticano di ricordare almeno un paio di cose:

Afghanistan: ora i talebani puntano al gasdotto TAPI

Da ormai poco più di tre settimane, i talebani hanno ripreso il controllo dell’Afghanistan e si apprestano a scrivere una nuova pagina nella storia del Paese. Completato il ritiro dei contingenti internazionali, conclusosi con la partenza dell’ultimo aereo statunitense dall’aeroporto internazionale di Kabul il 31 agosto, il gruppo capeggiato dal Mullah Hibatullah Akhunzdada controlla, di fatto, circa il 90% del territorio nazionale. La riconquista del potere da parte talebana è il frutto della campagna militare organizzata e messa in atto dal movimento a partire dall’inizio di agosto, che ha consentito al gruppo di avanzare rapidamente dalle campagne verso i centri urbani e i capoluoghi di provincia in tutto il Paese e che è culminata nell’ingresso senza colpo ferire a Kabul, lo scorso 15 agosto.

Nord Stream 2 o la rivoluzione (mancata) del mercato del gas

Durante la primavera è sembrato sempre più chiaro che le continue tensioni tra Mosca, Bruxelles e Washington stessero significativamente tralasciando di coinvolgere direttamente Nord Stream 2. A maggio, la tesi per cui nel decision-making statunitense spuntassero quanti non intendevano seriamente bloccare il gasdotto – e accollarsi le conseguenze del successivo terremoto – è stata ulteriormente suffragata da quanto emerso al Congresso. Nel rapporto dell’amministrazione Biden sulle nuove sanzioni da approvare nell’alveo del National Defense Authorization Act, si è omesso di agire direttamente contro Nord Stream 2 AG, la controllata di Gazprom direttamente a capo del consorzio, e contro il suo CEO Warnig. Silenzio assenso?

Diplomazia energetica o mercato? La saga del gasdotto trans-caspico

Assicurare al gas centro-asiatico uno sbocco sui mercati europei ha rappresentato tradizionalmente uno degli obiettivi cardine della diplomazia energetica euro-atlantica, dalle iniziative dell'Amministrazione statunitense guidata da Bill Clinton negli anni '90 sino alla promozione europea del Corridoio meridionale del gas – recentemente inaugurato nel segmento tra la costa caspica dell'Azerbaigian e l'Italia. Oggi che la politica regionale nell'area del Caspio sembra assicurare le condizioni diplomatiche per la realizzazione di un collegamento infrastrutturale trans-caspico in grado assicurare il conseguimento del datato obiettivo euro-atlantico, sembrano tuttavia venir meno le condizioni di mercato che ne potrebbero giustificare la costruzione.

Algeria e Marocco litigano. Quali conseguenze per il settore energetico?

Algeria e Marocco sono ai ferri corti. Il 24 agosto scorso, il ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamamra, ha dichiarato l’intenzione “di tagliare le relazioni diplomatiche” con Rabat. Sebbene i rapporti tra le due parti siano tesi da circa trent’anni, sono state le “azioni ostili” condotte dal Regno marocchino a partire da luglio scorso ad aver spinto Algeri a prendere una simile decisione. Quello che viene ritenuto il più grave punto di crisi diplomatica mai raggiunto tra i due paesi dagli anni Settanta comporta una ricaduta sul settore energetico, dal momento che Algeri intende bypassare il Marocco nelle sue esportazioni di gas verso la Spagna, preferendo impiegare soltanto il gasdotto Medgaz e abbandonando la linea del Maghreb–Europe Gas Pipeline (MEG), che attraversa il Marocco per 540 chilometri. Ma andiamo per gradi.

Le sfide della decarbonizzazione e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei gas liquefatti, GPL e GNL

L’anno che ci lasciamo alle spalle ha messo a dura prova il comparto del GNL e GPL, sia da un punto di vista gestionale ed operativo che per quanto riguarda i risultati economici ed operativi delle nostre imprese. Allo stesso tempo si può affermare con certezza che tutte le aziende dei settori rappresentati da Assogasliquidi hanno profuso ogni “energia” al servizio del Paese, garantendo che ogni consumatore potesse contare sulla distribuzione del GPL e del GNL, senza alcuna soluzione di continuità durante tutto il periodo di lockdown, nel pieno rispetto dei Protocolli di sicurezza adottati.

Quale energia al 2030 in Italia: lo scenario di RSE

Quale energia utilizzeremo? Come ci sposteremo? Le energie da fonti rinnovabili avranno la meglio sulle fossili? L'innalzamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti dal programma Green Deal impone un ripensamento degli scenari dei nostri sistemi energetici al 2030. A tal proposito RSE si è impegnata in un esercizio scenaristico, partendo dagli obiettivi fissati dal PNIEC e tenendo però conto sia dei nuovi target di emissione, sia di una serie di fattori devianti che riguardano le prospettive demografiche ed economiche, che con la pandemia hanno subito un forte impatto.

Sostenibilità e sicurezza del settore dei gas liquefatti

In relazione al tema proposto della sostenibilità in termini di sicurezza dei settori dei gas liquefatti GPL e GNL, sono tre gli aspetti più importanti su cui soffermarsi. Il primo è che non bisogna avere paura - oggi ancora di più di ieri - di confrontarsi con le imprese e con l'industria. Un atteggiamento che i Vigili Fuoco hanno sempre avuto. La diffidenza fra Stato e Impresa non giova allo sviluppo del nostro Paese: serve piuttosto fiducia nell’altro e confrontarsi per far sì che vengano elaborate delle norme che ci permettano di lavorare trovando il giusto equilibrio fra il profitto dell'impresa e la sicurezza.

L’attività di controllo a tutela della legalità` nel settore del GPL

In base al Decreto Legislativo n. 128/06 e ai successivi provvedimenti, la Guardia di Finanza svolge attività ispettive e di controllo che garantiscono il rispetto della legalità nel settore della commercializzazione del GPL, sia da un punto di vista fiscale sia da quello più strettamente amministrativo.

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