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Insegnare l’energia tra complessità e falsi miti

Oggigiorno le tematiche energetiche ricoprono un ruolo fondamentale nel campo della formazione e della ricerca universitaria: da qui muove la scelta di numerosi atenei di fondare Dipartimenti o Istituti dedicati a questo argomento. Anche l’Ateneo in cui sono docente ha recentemente avviato un Dipartimento di Energia, all’interno del quale si uniscono le competenze di numerosi professori e ricercatori focalizzati nell’energy sector.

Recent development in energy investment and its implications for jobs

Energy infrastructure is an indispensable foundation for all countries’ economies. Investment in the energy system can influence its development path. Thus, this investment has an important impact on employment, but the links are often complex, involving long value chains and requiring trade-offs. These days the topic is often raised in relation to environmental and climate-related policies; raising concerns about potential threats to fossil fuel jobs and hopes for job creation in the renewables sector. While the complexity of the supply chain makes it difficult to quantify net impacts and draw universal conclusions, our analysis indicates some interesting insights into direct and indirect job creation by energy investment.

Occupazione ed investimenti energetici: quale correlazione?

Le infrastrutture energetiche sono un elemento fondante e indispensabile per le economie di tutti i paesi, il cui sviluppo viene condizionato dagli investimenti necessari per la loro realizzazione. Allo stesso modo, questi investimenti esercitano un impatto importante sull’occupazione, anche se il legame risulta spesso complesso perché si fa riferimento a catene del valore molto lunghe e perché in diversi casi possono crearsi situazioni di trade-off. Recentemente, il tema investimenti/occupazione è stato oggetto di dibattito in quanto le politiche climatiche ed ambientali hanno sollevato preoccupazioni per le ricadute negative che potrebbero interessare l’occupazione nei settori correlati alle fonti fossili; per contro, alimentano aspettative sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto delle rinnovabili.

Power to gas: decarbonizzazione efficiente e flessibilità del sistema

Il gas naturale rappresenta una risorsa storica per il nostro Paese, tant’è vero che l’Italia vanta un livello di copertura infrastrutturale tra i più alti in Europa, con 295.000 km di rete e l’82% delle famiglie italiane raggiunto dal gas naturale.

Il gas ha vissuto l’era della metanizzazione - quando il gas naturale è entrato nelle case degli italiani portando una risorsa pulita ed efficiente per la gestione dei consumi domestici - e ha saputo affrontare le sfide imposte dal processo di liberalizzazione.

Gas Italia 2044: 100 candeline a gas rinnovabile

La filiera del gas naturale italiano compirà il suo primo secolo nel 2044 a 100 anni dalle scoperte dei primi giacimenti nella pianura padana. L’utilizzo moderno del gas in Italia ha avuto certamente un ruolo preminente nella definizione di un sistema energetico sempre più ad elevata efficienza, sicuro e a basse emissioni di carbonio. In tempi recenti, si sono create le condizioni – di nuove tecnologie e di contesto politico ed istituzionale - per innescare un processo trasformativo del sistema energetico globale e con esso, necessariamente, del sistema energetico italiano.

P2G: i vantaggi dell'accumulo di energia elettrica come energia chimica

La sfida legata alla riduzione delle emissioni climalteranti ha portato negli ultimi anni a un continuo aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che in Italia oggi raggiunge circa il 33% dei consumi. La presenza consistente di fonti non programmabili (oggi circa il 50% della produzione rinnovabile complessiva) come il solare fotovoltaico e l’eolico crea però problematiche legate alla stabilità della fornitura di energia elettrica. Non sempre infatti è possibile consumare l’energia nello stesso istante in cui viene prodotta, rendendo via via più complessa la gestione della rete a fronte dell’ulteriore installazione di impianti a fonti rinnovabili non programmabili.

Quale futuro per il power to gas europeo?

La tecnologia power to gas (P2G) sta conoscendo, a livello europeo, un concreto sviluppo. L’idea di produrre idrogeno per via elettrochimica, soprattutto nell’ambito della ricerca, si è iniziata a diffondere oltre 30 anni fa, ma solo negli ultimi 3 anni si è cominciato a parlare in misura vieppiù crescente dei vantaggi legati all’utilizzo del P2G nel settore energetico.

Power to Gas in Germania: la batteria del futuro?

Al fine di comprendere a che punto è lo sviluppo del Power to Gas in Germania abbiamo intervistato Eva Hennig, Responsabile per le politiche energetiche europee di Thüga, un gruppo che detiene partecipazioni azionarie di minoranza in 100 multiutility attive nei settori dell’elettricità, del gas, del ciclo dell’acqua, del calore e delle telecomunicazioni. Con 2 milioni di clienti gas, 4 milioni di clienti elettrici e oltre 17.000 dipendenti, il gruppo Thüga costituisce la più grande alleanza di utility della Germania.

UK: dal carbone all’energia pulita senza passare dal gas

Il carbone è stato per lungo tempo una parte importante del mix di generazione del Regno Unito, fornendo negli ultimi due decenni un terzo dell’energia elettrica nazionale. Oggi la situazione è molto diversa al punto tale che, nel II trimestre 2018, il carbone ha rappresentato solo l'1,3% di tutta l’elettricità prodotta in UK. Inoltre, durante l’estate, vi sono stati giorni in cui nessuna centrale a carbone era in funzione. Come siamo arrivati fino a qui?

Il caldo e i prezzi dell’energia: le cause dei rialzi estivi

A fine giugno, l’aggiornamento tariffario per il terzo trimestre deciso dall’ARERA ha visto un sensibile incremento della spesa per la materia energia, giustificato dall’aumento fino a quel momento registrato del prezzo del gas e dalle aspettative di continuità del trend rialzista anche per i mesi estivi.

I risultati più recenti del mercato elettrico hanno confermato, e anzi superato, tali aspettative. La transizione stagionale ha trascinato il PUN da un intorno di 50 €/MWh di primavera fino a quasi toccare i 70 €/MWh in pieno agosto: a partire dal mese di aprile, difatti, i prezzi all’ingrosso del mercato elettrico italiano hanno visto una crescita pressoché lineare a passi di 4-5 €/MWh su base mensile.

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