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ARCHIVIO | 106 ARTICOLI

Phase out del carbone, quale orizzonte?

La produzione di elettricità, sostanzialmente a partire dal Dopoguerra, è stata resa possibile soprattutto grazie allo sfruttamento delle risorse di origine fossile (petrolio, gas e carbone) che hanno alimentato le grandi centrali termoelettriche fino ai giorni nostri. Il carbone, in maniera particolare, ha giocato un ruolo da protagonista nell’elettrificazione del pianeta, grazie alla facilità di trasporto e al costo relativamente contenuto rispetto ad altre fonti. Il rovescio della medaglia, di cui tuttavia si è preso coscienza troppo tardi, è che questa modalità di produzione elettrica ha un costo decisamente troppo elevato in termini di emissioni inquinanti.

Biocombustibili e miti da sfatare

Decarbonizzare il settore dei trasporti è indubbiamente operazione complessa: si tratta di intervenire in un contesto rigido e difficile, caratterizzato da una complicata interrelazione tra produzione del combustibile, distribuzione, logistica, ed impiego. Eppure, come dimostra l’andamento delle emissioni di gas serra dal 1990 ad oggi in Europa (Fig. 1), è quanto mai necessario intervenire. L’impatto delle risorse allocate dalla Commissione e dagli Stati Membri ha ad oggi purtroppo generato risultati modesti ed è certamente non più procrastinabile un’azione forte e decisa.

Immissione di biometano nella rete di distribuzione gas: la proposta di Anigas

Il biometano rappresenta oggi un’opportunità su diversi versanti, da quello ambientale – grazie alla riduzione delle emissioni di gas serra – a quello economico - rappresentando un esempio di economia circolare – ed energetico – essendo una fonte flessibile e versatile.

Il suo utilizzo nelle reti di distribuzione del gas naturale rappresenta uno strumento fondamentale per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione sottoscritti dall’Italia, specialmente se saremo in grado di sfruttare gli asset strategici rappresentati dalla rete di gasdotti che già attraversa il nostro territorio.

In Francia lo sviluppo del gas rinnovabile ingrana la quinta

Ad oggi, in Francia, vi sono 48 impianti che immettono biometano nelle reti del gas naturale (di cui 41 in quella gestita da GRDF, il principale gestore della rete di distribuzione pubblica di gas naturale nel paese), per una capacità totale d’immissione pari a 750 GWh/anno.

Esistono quattro tipologie di impianti a seconda del tipo di fattori produttivi utilizzati: agricoli e agroalimentari; fanghi provenienti da impianti di depurazione; rifiuti non pericolosi; rifiuti urbani.

Lo sviluppo del biogas in Europa: un futuro carico di opportunità

Il 2018 è un anno fondamentale per il settore del gas rinnovabile in Europa. Diverse novità legislative stanno per essere introdotte e adottate dalle istituzioni comunitarie al fine di rafforzare il suo ruolo nella transizione energetica in atto. Nuove tecnologie come il Power-to-Gas e la gassificazione delle biomasse saranno anch’esse protagoniste di questa fase.

Il numero di impianti di biogas in Europa è cresciuto in maniera esponenziale nell’ultimo decennio.

UE, la riforma ETS per il post-2020

L’UE ha recentemente approvato la riforma del sistema di scambio europeo delle emissioni (ETS), con orizzonte 2030. La revisione dell’ETS in Europa – un meccanismo considerato pietra angolare della politica climatica europea - è cruciale per l’attuazione degli impegni assunti nell'ambito dell'Accordo di Parigi e per il raggiungimento del target UE di riduzione delle emissioni di gas serra del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Emissioni di carbonio: dove stiamo andando?

Gli anni dal 2014 al 2016 sono stati caratterizzati da un elemento molto positivo: la stabilità delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale. Il dato è notevole, se si pensa che dal 1992 in poi le emissioni erano sempre cresciute, con l’eccezione del 2009, anno caratterizzato dalla recessione economica mondiale. 

Mercato cinese delle emissioni: rischi e opportunità

A dicembre, il Consiglio di Stato cinese ha presentato la struttura del sistema nazionale di scambio dei permessi di emissione (ETS) che verrà implementato nei prossimi anni. Secondo quanto comunicato, il processo di implementazione è stato suddiviso in tre stadi in modo da consentire una transizione graduale verso un mercato nazionale, a partire dai diversi mercati “pilota” regionali che sono stati avviati a partire dal 2013.

Il nucleare schiacciato da scetticismo e rinnovabili

Alla prova della storia, l’atteso grande sviluppo industriale del nucleare civile – che il Presidente americano Dwight D. Eisenhower aveva prospettato nel famoso discorso all’Assemblea delle Nazioni Unite “Atoms for Peace” l’8 dicembre 1953 – non si è mai avverato: rimanendo un fenomeno circoscritto in termini quantitativi, temporali, spaziali, anche se in nove delle dieci maggiori potenze mondiali la tecnologia nucleare diveniva componente più o meno essenziale del mix energetico.

Dinamismo, eleganza ed efficienza: tutte le facce della Torre Unipol

Nel cuore della città di Milano è avvenuta la più grande trasformazione urbana italiana di questi ultimi decenni. La trasformazione è avvenuta nello spirito della complessità della città italiana: uffici, negozi, banche, residenze, un grande parco e una nuova piazza pubblica. All’interno di questo nuovo contesto si colloca la torre Unipol, sede milanese di questa importante compagnia assicurativa italiana.

La politica di Unipol è quella di valorizzare il proprio patrimonio edilizio e di rappresentarsi attraverso la costruzione di architetture contemporanee. È una visione che riporta al centro dei grandi gruppi la responsabilità sociale e culturale del nostro paese. Sostenibilità, performance e benessere sono le politiche della società e la torre, scelta a seguito di un concorso, vuole rappresentare questi valori.

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