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Mining's role in the African energy transition and what's at stake for Sub-Saharan Africa in COP28?

In a bid to align with the obligation of the 2015 Paris Agreement to limit global warming to well below 2 Degrees Celsius, ideally 1.5 Degrees compared to pre-industrialised levels, more and more countries are introducing strategies to reduce their national emissions of greenhouse gases (GHGs) over the coming decades. Moreover, the findings from the Sixth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change published in 2023, show that serious commitments in the reduction of GHGs need to be made as a matter of urgency to keep with the temperature limit.  In the wake of the United Nations Framework Convention on Climate Change Conference of the Parties (COP28) that will take place in the United Arab Emirates in November 2023, several countries have enacted laws and policies that evidence their commitment to becoming carbon neutral.

Miniere e transizione nell'Africa subsahariana: aspettando la COP28

Nel tentativo di allineare le politiche per limitare il riscaldamento climatico con gli Accordi di Parigi del 2015, contenendo così l’aumento della temperatura ben al di sotto dei 2° e, idealmente, a 1,5° se comparato con i livelli pre-industriali, sempre più paesi stanno introducendo strategie per ridurre le emissioni di gas serra nei prossimi decenni. Un’azione che, come emerge dai risultati del sesto Assessment Report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), pubblicato nel 2023, non è più procrastinabile.  In previsione di COP28, evento che si terrà negli Emirati Arabi Uniti a novembre 2023, diversi paesi hanno promulgato leggi e politiche che evidenziano il loro impegno a traguardare un’economia net zero carbon nel lungo periodo.

Esiste un diritto al clima?

Nonostante clima e ambiente siano nell’immaginario collettivo concetti contermini, le radici del diritto al clima hanno assunto una dimensione sempre più autonoma da quella del diritto all’ambiente. Ceppo comune di queste due nozioni è, senza dubbio, il dibattito sulla giuridicità dell’interesse individuale, polarizzato dai due estremi del diritto soggettivo assoluto e dell’interesse diffuso: il primo costruito sul teorema dell’ambiente come bene collettivo «divisibile» e sulla premessa che chiunque disponga di un potere di fruizione individuale della natura che lo circonda, quasi come se ogni persona avesse nella propria sfera giuridica una porzione infinitesimale di ambiente acquisita al modo dei diritti di proprietà o di personalità.

L’Italia sotto i colpi di una meteorologia estrema

Che siamo la Penisola dei grandi rischi naturali, un hot spot di eventi estremi meteoclimatici nell’area del Mediterraneo, dove le temperature corrono a una velocità del 20% superiori alla media globale, è una verità. E l’ultima alluvione ha colpito al cuore l’Italia, con due ondate di nubifragi in 15 giorni che hanno scaricato sulla stessa area geografica l’acqua che può cadere in sei mesi.

L’alluvione in Emilia Romagna: il punto di vista dell’ISPRA

Eventi come quello accaduto a metà maggio in Emilia Romagna, o come quello che ha interessato le Marche a settembre 2022, con i loro impatti drammatici su persone e beni esposti, catalizzano nuovamente l’attenzione mediatica e politica sul tema del rischio idraulico, dopo mesi in cui la siccità e la scarsità idrica hanno dominato la scena pubblica. Alluvioni e siccità sono due aspetti naturali della variabilità del ciclo idrologico, non necessariamente consequenziali tra di loro, ma sulla cui frequenza, persistenza e intensità il cambiamento climatico sta sicuramente giocando un ruolo importante.

Dalla siccità all’alluvione nel giro di poche ore: gli eventi in Emilia Romagna

Le intense piogge che hanno recentemente colpito l'Emilia Romagna hanno sollevato interrogativi sulle cause di questo eccezionale evento meteorologico. È fondamentale fare chiarezza su quanto è accaduto, considerando anche i numerosi episodi di disinformazione che si sono verificati in questi giorni. Le condizioni meteorologiche e il cambiamento climatico sono strettamente correlati a queste piogge abbondanti.

Si interrompe, per ora, il lungo periodo di siccita`: ma a che prezzo?

Quanto costa un m3 d’acqua? Molto spesso, quando viene posta questa domanda ai convegni vediamo la platea attonita, mentre se riproponessimo la stessa domanda chiedendo quanto costa un litro di latte o un litro di benzina, ciascuno di noi saprebbe almeno individuare un ordine di grandezza corretto. Questo è il risultato di un decadimento culturale che ci ha portato a considerare l’acqua un elemento secondario, una risorsa infinita alle quale i paesi ricchi posso accedere indiscriminatamente.

Carbon capture and storage is critical for decarbonizing the Americas

The significant support for carbon capture and storage (CCS) projects adopted by countries including the United States and Canada in recent months have highlighted the importance of CCS in meeting international climate goals. Indeed, the growth of CCS technology will allow for a transition to net-zero emissions while maintaining the viability of industries that have long sustained communities and workforces around the world – ensuring that decarbonization takes place in a just and orderly fashion.

La tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 per decarbonizzare le Americhe

Il significativo supporto riconosciuto ai progetti di cattura e stoccaggio della CO2, adottati in varie parti del mondo in questi ultimi mesi, tra cui anche Stati Uniti e Canada, evidenziano l’importanza di questa tecnologia per raggiungere gli obiettivi climatici internazionali. La crescita della tecnologia CCS è destinata a facilitare la transizione verso un mondo a emissioni zero, garantendo al contempo continuità a quelle industrie che hanno a lungo sostenuto comunità e lavoratori in tutto il mondo. Allo stesso modo, garantendo equità al processo di decarbonizzazione.

Necessità, ostacoli e possibilità di sviluppo della CCUS

La cattura e l’utilizzo della CO2 (CCU) non è un’attività nuova. L’Agenzia Internazionale per l’energia (AIE) stima che oggi vengano utilizzate circa 230 milioni di tonnellate (Mt) di CO2 soprattutto nella produzione di fertilizzanti (~130 Mt) e per incrementare il tasso di recupero di petrolio dai giacimenti (~80 Mt). In particolare, la tecnologia EOR (“enhanced oil recovery”) è usata negli USA da almeno quarant’anni e si è affermata grazie alla sua convenienza economica.

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