::

ARCHIVIO | 150 ARTICOLI

US: Room for bipartisan action on climate

The incoming Biden Administration has an opportunity to craft a “grand bargain” – a robust bipartisan climate policy. With fossil fuel companies embracing Environmental, Social and Governance (ESG) agendas and seeking regulatory constancy, Republicans are moving off the sidelines. Congress and the incoming president should seize the opportunity: under a best case scenario, a roster of complimentary efforts could morph into comprehensive legislation on the scale of the Clean Air Act, centered upon a carbon price and border adjustment tariff.

Riuscirà Biden a trovare le basi per un accordo bipartisan sul clima?

Il “grand bargain” è ciò che in Italia chiameremmo compromesso storico, ossia un accordo di portata storica che mette insieme i due poli politici opposti in virtù di una o più tematiche di interesse strettamente generale. Destra e sinistra in Italia, repubblicani e democratici negli USA. L’opportunità di un grand bargain sul clima è quella che la nuova amministrazione Biden potrebbe cogliere dopo pochi giorni dal suo insediamento. Vediamo perchè.

Rinnovabili e nucleare per la decarbonizzazione della Cina. Una sfida possibile?

Il 20 settembre 2020 il presidente Xi Jinping ha annunciato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’impegno unilaterale e senza condizioni della “decarbonizzazione” dell’economia della Cina entro il 2060, ovvero l’azzeramento delle emissioni di carbonio dopo che avranno raggiunto il loro picco entro il 2030.

L’impegno della Cina è una sfida tecnologica ed economica molto complessa.

Giappone e Corea consapevolmente verso la neutralità climatica, l’Australia involontariamente

Novembre 2018: la Commissione europea presenta la visione strategica per un’economia competitiva e climaticamente neutra al 2050. Questa decisa presa di posizione, accompagnata dalla pressione dal basso dei giovani, ha portato ad una accelerazione globale, tanto che sono ormai oltre cento i paesi che intendono diventare “carbon neutral”.  La vera svolta si è però avuta con la decisione della Cina di voler raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060, annunciata dal premier Xi Jinping il 22 settembre 2020 alle Nazioni Unite.

Favorevole a un phase out dei sussidi alle fonti fossili, ma si rispetti il ruolo del mercato

L’Italia e l’Europa sono alle prese con l’ennesima crisi economica degli ultimi decenni. Una crisi che si inserisce in quella che avrebbe dovuto essere una fase transizione energetica e produttiva di portata storica, perlomeno entro i confini dell’Unione europea. Che tipo di crisi stiamo attraversando? Quali interventi sono necessari per ripartire? Quali priorità per il Recovery Plan? Come combinare obiettivi climatici e rispetto della competitività? Ne abbiamo parlato con il professor Carlo Cottarelli, economista, ex commissario alla spending review e oggi direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani.

L’agricoltura tra clima, energia e rilancio economico

Il nesso agricoltura-clima-energia è un rapporto complesso ma fondamentale, e per questo va indagato e analizzato. L’agricoltura ha un impatto considerevole dal punto di vista emissivo, ma al tempo stesso è uno dei settori che più direttamente risente dei cambiamenti climatici. Serve un’azione mirata per contenerne l’impatto ambientale ma che al contempo non pregiudichi la competitività del settore. Da qui il connubio fra agricoltura ed energia rinnovabile, quest’ultima in grado di dare profitto all’azienda agricola e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Abbiamo affrontato il tema dell’agricoltura-energia con il Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giuseppe L’Abbate.

Quali forme per il prossimo pianeta?

Immaginiamo di vivere su un pianeta distrutto, abbandonato. Immaginiamo di avere la possibilità di fuggire. Immaginiamo che tempo, spazio, carburante, non siano un problema.

Ma, soprattutto, immaginiamo di non dover semplicemente raggiungere un nuovo posto da abitare. Dobbiamo trovare un posto per ricostruire un pianeta da capo. Come lo faremmo? Creeremmo una copia di quello che ci ha condotti alla necessità di abbandonarlo? Faremmo qualcosa di completamente diverso? Quali possibilità? Quali errori?

La riduzione delle emissioni di metano: strumento per una decarbonizzazione del settore gas

Il tema delle emissioni di metano lungo la filiera del gas naturale è oggi estremamente importante, sia per l’industria del settore che per il sistema energetico nel suo complesso, rappresentando un ambito di intervento che può contribuire in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal e alla neutralità climatica al 2050.

Emissioni di metano: la normativa europea fa un passo avanti

Fin dalla presentazione del Green Deal europeo, avvenuta nel dicembre 2019 da parte della presidente Ursula Von der Leyen, è parso chiaro a tutti il percorso di decarbonizzazione che l’Unione europea intende intraprendere. Pensato per rispondere alle pressioni dell’opinione pubblica che chiedeva azioni più coraggiose per contrastare il cambiamento climatico, il nuovo piano pone l’attenzione sulla necessità di ridurre le emissioni dei gas a effetto serra nei vari settori economici.

Why methane emissions matter?

Il metano rilasciato in atmosfera è un gas serra molto potente, con oltre 80 volte il potenziale di riscaldamento globale rispetto all'anidride carbonica sul breve periodo. Scienziati, governi e la stessa industria energetica hanno convenuto sempre di più sul fatto che la riduzione di queste emissioni debba essere un pilastro cruciale di qualsivoglia strategia climatica. Proprio in ragione del fatto che la durata di vita del metano è relativamente breve – va dai 10 ai 12 anni – un’azione volta alla riduzione di questo gas potrebbe tradursi positivamente e in maniera più immediata sul livello di riscaldamento, con un vantaggio anche in termini di qualità dell'aria.

Page 9 of 15 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 »
Execution time: 484 ms - Your address is 18.232.56.9