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FONTI RINNOVABILI | 150 ARTICOLI

Bus a idrogeno ed energia verde: il progetto del Comune di Ravenna

Il Comune di Ravenna, insieme a Ravenna Holding, Start e Aess è al lavoro per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica rinnovabile e idrogeno verde per alimentare nuovi autobus in via delle Industrie. A tal fine i cinque soggetti hanno recentemente sottoscritto un accordo relativo alla realizzazione dello studio di fattibilità di un progetto che prevede l’integrazione di diverse tecnologie per produrre in loco l’energia necessaria a generare idrogeno e alimentare nuovi mezzi del trasporto pubblico.

Il Gruppo Hera in prima linea per la riduzione delle emissioni e la transizione energetica

La lotta al cambiamento climatico è tra le priorità dell’agenda internazionale. I gas serra in atmosfera hanno raggiunto infatti livelli senza precedenti e gli interventi per contenere l’aumento della temperatura terrestre non sono più rimandabili. Per salvaguardare il nostro Pianeta, è oggi più che mai essenziale dare vita a un insieme di interventi coordinati, che veda il coinvolgimento di tutti: istituzioni, studiosi, imprese, singoli cittadini.

Le rinnovabili devono correre “veloci”

Nel corso della pandemia da Covid-19, qualcuno ha parlato di "emergenza dimenticata" con riferimento al cambiamento climatico. Eppure, mentre il mondo sottovalutava le conseguenze dei processi esponenziali ed imparava a fronteggiare un'emergenza globale, il processo di decarbonizzazione avanzava nonostante il calo della domanda energetica, gli obiettivi europei diventavano ancora più ambiziosi (55% di elettricità da rinnovabili entro il 2030) e gli Stati Uniti tornavano nell'Accordo di Parigi. Tuttavia, nonostante un’incoraggiante dinamica globale e le risorse del NextGeneration EU, le rinnovabili nel nostro Paese rischiano di restare al palo.

Le UVAM: cosa sta cambiando, questioni aperte, opportunità

Quello delle Unità Virtuali Abilitate Miste (UVAM) è un progetto pilota, nato dalla Delibera ARERA 300/2017, nel quale si sperimenta la partecipazione di “risorse distribuite” (unità di consumo, generatori, sistemi di accumulo) al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) per il sistema elettrico. Queste unità possono operare a livello di un singolo punto di connessione o sotto la forma di un aggregato, purché tutto localizzato entro un determinato perimetro geografico, grossomodo corrispondente ad una Regione italiana.

Capacity market e PPA: quanto manca al decollo?

A maggio di quest’anno, Terna ha pubblica la nuova disciplina del mercato della capacità, con modifiche e novità di rilievo, alcune fortemente richieste dagli operatori e dalle associazioni di categoria. Ne abbiamo discusso con l’Avv. Lorenzo Parola, partner Herbert Smith Freehills, che in chiusura ci offre una lettura interessante e critica anche sullo strumento dei PPA.

Il “Made in Italy” alla sfida della transizione energetica: quali le vere opportunità di sviluppo?

Il mercato delle rinnovabili è – a livello globale ed europeo – un mercato in grandissima espansione, con una crescita che non si è arrestata nemmeno nel corso del 2020, nonostante le problematiche connesse al diffondersi della pandemia da Covid-19. È un segno, inequivocabile, del fatto che la transizione energetica non sia solo un “piano”, ma una “realtà” che sta profondamente cambiando il mercato dell’energia. La marcia verso la completa decarbonizzazione, che l’Europa si è posta come obiettivo per il 2050, sembra quindi essere inesorabilmente avviata e sta evidentemente catalizzando l’interesse del mondo industriale e finanziario.

Se la svolta delle comunità energetiche è frenata dalla politica

Dal 2000 in Germania l'autoconsumo è regolato dalla legge “Erneuerbare-Energien-Gesetz” (EEG), che consente ai cittadini di associarsi per investire in impianti su larga scala, anche con la partecipazione di aziende e di Comuni.

Così, quando l’11 dicembre 2018 è stata emanata la RED II, per le norme sulle comunità energetiche rinnovabili chiaramente ispirata all’esperienza tedesca, in Germania ne erano censite 1.750, un numero probabilmente arrotondato per difetto.

Comunità energetiche rinnovabili: cosa dice la legge?

Tra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020 è stato avviato un percorso legislativo e regolatorio volto a recepire anticipatamente nel sistema energetico nazionale gli istituti e gli schemi relativi alle comunità energetiche (CER) e all’autoconsumo collettivo (ai sensi della Direttiva Rinnovabili – 2018/2001 REDII). Il regime introdotto attraverso l’art. 42/bis del Decreto Legge 162/19 (successivamente recepito dalla legge di conversione n. 8/2020 di fine febbraio 2020) pur con un carattere di transitorietà, ha l’obiettivo di sperimentare le ricadute e i potenziali elementi critici relativi all’introduzione delle due figure nel sistema elettrico italiano.

Comunità energetiche e sociali per contrastare la povertà energetica

Le comunità di energia rinnovabili raggruppano cittadini, piccole e medie imprese e enti territoriali per garantire la condivisione dell’energia rinnovabile prodotta fra i membri della stessa comunità. In un ambito territoriale molto circoscritto - quello delle utenze sotto la stessa cabina secondaria (equivalente a un piccolo quartiere) - la comunità può fare impianti propri o convenzionarsi con impianti di terzi per organizzare la condivisione dell’energia.

Il progetto GECO e i vantaggi della comunità energetica per i condomini del Pilastro

Il progetto GECO (Green Energy COmmunity) nasce nel distretto Pilastro-Roveri di Bologna, un’area in cui si concentrano edifici residenziali (circa 7.500 abitanti, di cui 1.400 in alloggi sociali), complessi commerciali (il Centro Commerciale Pilastro, Centro Commerciale Meraville, CAAB e Fabbrica Italiana Contadina - FICO/Eataly) e centri di produzione industriale ed artigianale, prevalentemente concentrati nella Zona Roveri.

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