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FONTI RINNOVABILI | 30 ARTICOLI

Innovare il sistema di recupero dei pannelli fotovoltaici: quali benefici?

La tecnologia fotovoltaica è tra le più promettenti in termini di sicurezza energetica e mitigazione dei cambiamenti climatici, e non deve stupire che il suo mercato stia crescendo rapidamente a livello globale. Un aspetto meno indagato ma non per questo meno importante riguarda gli impatti che il fotovoltaico presenta su tutto il ciclo di vita, impatti che, se analizzati, confermano che si tratta di una delle fonti di generazione elettriche più sostenibili sotto il profilo ambientale. Parallelamente allo sviluppo esponenziale delle nuove installazioni a livello globale, aumenterà però il numero di moduli fotovoltaici che raggiungeranno il cosiddetto fine vita e quindi la quantità di rifiuti che dovremo smaltire e auspicabilmente valorizzare.

Economia circolare e rinnovabili: l’esempio dei pannelli fotovoltaici

I cambiamenti climatici, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica sono i driver che guideranno le politiche globali di gestione dell’energia. Sfide che come ha mostrato il movimento studentesco Friday for Future lanciato da Greta Thunberg, non riguardano più solamente le imprese del settore elettrico ma la società nel suo complesso. Sono infatti dei processi che hanno sempre più a che fare, oltre che con la lungimiranza dei nostri decisori politici, con le scelte d’acquisto e le abitudini di vita fatte dai cittadini. 

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici: responsabilità e normativa

Il GSE ha assunto da anni un ruolo centrale nella promozione e nel monitoraggio dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia, contribuendo agli interventi di politica energetica del Paese e garantendo altresì un modello di sviluppo sostenibile basato sulla tutela dell’ambiente e del territorio.

Tra le varie attività che vedono impegnato quotidianamente il GSE nello svolgimento della propria mission aziendale, la gestione degli impianti fotovoltaici riveste un ruolo di primaria importanza, considerato il rapido sviluppo del settore che ha determinato, nell’ultimo decennio, la realizzazione di oltre 18 GW sull’intero territorio nazionale.

Trattamento e recupero dei moduli fotovoltaici: l’Europa fa scuola con PV CYCLE

I Paesi membri dell’Unione Europea sono stati i primi ad investire nella tecnologia fotovoltaica per la produzione di energia su larga scala e di conseguenza i primi a porsi il problema dello smaltimento dei pannelli e dell’introduzione di una legislazione in materia di gestione rifiuti. Non deve quindi stupire che proprio dentro ai confini dell’UE sia nato il primo sistema di riciclo al mondo dei moduli fotovoltaici.

Recupero integrale dei pannelli FV: il progetto FRELP

FRELP (Full Recovery End of Life Photovoltaic) è tra i primi progetti al mondo che punta a realizzare un impianto di recupero integrale dei materiali che compongono i pannelli fotovoltaici. Dopo una prima fase di sviluppo avvenuta tra il 2013 e il 2016, il prototipo industriale è stato recentemente oggetto di ulteriori modifiche e verrà presentato dal 5 all’8 novembre a Rimini, durante la fiera Ecomondo/KeyEnergy. Abbiamo chiesto al suo ideatore, Lodovico Ramon, di spiegarci meglio di cosa si tratta e quali prospettive vi sono per una sua futura implementazione.

CCS: a critical technology to meet global climate targets

Over the past decade, the Global CCS Institute has observed the group of climate change technologies known as carbon capture and storage (CCS) mature from a solution to power generation emissions to the enabler of new low emissions industries necessary to meet climate change targets. This is demonstrated by the latest international climate change models which require CCS deployment at an unprecedented scale over the coming 80 years.

Cattura e stoccaggio della CO2: una tecnologia già disponibile

Negli ultimi dieci anni, il Global CCS Institute ha monitorato l’insieme di tecnologie che prende il nome di Cattura e Stoccaggio del Carbonio (CCS) osservandone l’evoluzione: da sistema che permette di abbattere le emissioni collegate alla generazione elettrica a soluzione in grado anche di contenere l’intensità emissiva dell’industria, passaggio necessario per traguardare gli obiettivi climatici globali. Non è infatti un caso che gli ultimi modelli internazionali sul cambiamento climatico ne prevedano un impiego senza precedenti nei prossimi 80 anni.

BP Statistical Review: l’insufficiente de-carbonizzazione e i costi impliciti del nucleare

Nella sua introduzione alla BP Statistical Review del 2019, il chief economist Spencer Dale dedica al settore dell’energia elettrica uno sguardo poco ottimista, ispirato dal crescente andamento delle emissioni globali di CO2: +2% tra il 2017 e il 2018 (+2,7% se si considera la sola generazione di energia elettrica), +1% all’anno nel decennio 2007-2017. A fronte del processo di elettrificazione, il portafoglio globale delle fonti di energia elettrica appare “piatto in modo deprimente”, con quote di generazione da carbone e fonti non fossili ai livelli di 20 anni fa. 

Rinnovabili e riduzione delle emissioni: correre per rimanere fermi?

Come già evidenziato dall’International Energy Agency nel suo ultimo World Energy Outlook, le recenti dinamiche di produzione e di consumo di energia a livello globale riflettono una crescente preoccupazione rispetto all’effettiva capacità delle fonti rinnovabili di ridurre le emissioni climalteranti in un contesto di progressiva elettrificazione dei consumi.

La ricerca punta sulla sinergia tra Oil&Gas e rinnovabili

In molte aree del mondo, le piattaforme offshore di petrolio e gas stanno terminando la loro fase operativa. Non è facile stimare l'impatto ambientale sull’ecosistema marino delle attività di “decommissioning” ma è noto che le politiche di rimozione si basano sull'assunto di "lasciare il fondale marino come è stato trovato". Questo approccio sembrava, infatti, rappresentare l'opzione apparentemente più ecologica. Purtuttavia, durante il periodo produttivo, le piattaforme sono in grado di sostenere comunità di fauna e flora marina abbondanti e diversificate, alcune delle quali di importanza regionale.

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