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La gestione dei rifiuti industriali evolve verso modelli avanzati di economia circolare, sostenuta da un sistema impiantistico capillare, accordi con grandi gruppi industriali – da Lamborghini a Fincantieri – e acquisizioni mirate per recuperare anche i materiali più complessi. È la traiettoria seguita da Herambiente Servizi Industriali (HASI), società creata nel 2014 dal Gruppo Herambiente guidata da Federica Ravaioli, ingegnera ambientale e Direttrice Generale dal maggio 2024.
Il settore del riciclo plastico sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Da un lato, l’aumento della pressione competitiva internazionale, alimentata dall’ingresso di materiali vergini a basso costo provenienti da Paesi extra-UE, sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle filiere europee. Dall’altro, l’evoluzione normativa – dalla Direttiva SUP (Single Use Plastics) al nuovo regolamento PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), fino alla discussa Plastic Tax – impone standard sempre più stringenti in termini di riciclabilità, contenuto minimo di riciclato e tracciabilità.
L’obiettivo prioritario in materia di rifiuti perseguito a livello europeo (e quindi nazionale) è quello di garantire l’uso efficiente delle risorse e la realizzazione dell’economia circolare. Tale obiettivo è stato perseguito con una serie di atti regolamentari e di indirizzo realizzati attraverso il cosiddetto “Pacchetto Economia Circolare”*, con il “Programma nazionale per la gestione dei rifiuti” e con la “Strategia nazionale per l’economia circolare”.
Con la pubblicazione della Del. 397/2025/R/rif, ARERA ha approvato il Metodo Tariffario Rifiuti (MTR-3), relativo al terzo periodo regolatorio 2026-2029, per la definizione delle entrate tariffarie, nonché delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento dei rifiuti urbani (organico, indifferenziato).
Nel 2023 l’Italia si conferma tra i Paesi europei più virtuosi in materia di economia circolare, con un tasso di circolarità delle risorse pari al 21%, significativamente superiore alla media dell’Unione Europea, attestata al 12%, e in costante crescita nell’ultimo decennio. Tale risultato evidenzia l’efficienza del sistema industriale nazionale, capace di valorizzare importanti volumi di materiali riciclabili e di ridurre la dipendenza dalle risorse primarie. A livello comunitario, l’UE importa circa quattro volte più materiale riciclabile di quanto ne esporti, un dato che segnala l’esistenza di un mercato ancora non pienamente equilibrato.
The biggest global voluntary effort to tackle plastic pollution and waste shows it is possible to make progress on a pressing environmental issue, yet tougher measures are now needed to curb the crisis, according to the Ellen MacArthur Foundation. Since 2018, more than 1,000 organisations have given their backing to the Global Commitment, led by the Foundation in partnership with the UN Environment Programme, to stop plastic packaging from becoming waste.
Il percorso verso la transizione ecologica richiede un costante e concreto impegno da parte di tutta la società. Emerge però la necessità di accelerare sull’impiego di tecnologie e iniziative che favoriscano il raggiungimento dei progressivi traguardi posti dalle politiche europee e dal piano nazionale, per assicurare una crescita che preservi sostenibilità e prosperità del pianeta attraverso la promozione dell’economia circolare, la rigenerazione e tutela delle risorse, la riduzione delle emissioni e l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Abbiamo affrontato questi temi attraverso un’intervista a Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera.
Esempio di economia circolare e di sinergia industriale, a ottobre è stato inaugurato a Spilamberto, in provincia di Modena, l’innovativo impianto per la produzione di biometano realizzato dalla newCo Biorg, nata dalla partnership tra Herambiente (Gruppo Hera), primo operatore nazionale nel settore ambiente, e la società Inalca (Gruppo Cremonini), leader in Italia nella produzione di carni e nella distribuzione di prodotti alimentari.
Si compie spesso l’errore di pensare alla cosmetica come un ambito orientato alla sola rappresentazione estetica. Importante, dunque, ma in ultima analisi futile. Al contrario, il portato immaginario ed emotivo che il senso del bello porta con sé, arriva a rendere la bellezza un contenitore in grado di incarnare importanti valori.
L’ingente sforzo volontario globale per contrastare l’inquinamento e contenere i rifiuti derivanti dalla plastica dimostra che è possibile fare progressi ,ma sono necessarie misure più severe per frenare la crisi. Dal 2018, sono più di 1.000 le organizzazioni che hanno dato il loro sostegno al Global Commitment: iniziativa portata avanti dalla Fondazione Mac Arthur in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, per impedire che gli imballaggi di plastica diventino rifiuti.