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EFFICIENZA ENERGETICA | 19 ARTICOLI

Ripensare l’abitazione nell’oltre-covid

L’indagine 2020 sulle famiglie e la casa condotta da Nomisma da oltre dieci anni su un campione rappresentativo di famiglie italiane intende restituire, anche in questa edizione più difficile, alcune chiavi con cui interpretare la complessità del tempo-Covid, gli “apprendimenti” durante-Covid e gli “anticipi di futuro” di una domanda di mercato per molti versi ancora ignota, per altri inedita.

Il mantra del “nulla sarà più come prima” associato al “ne usciremo migliori” arma la peggiore delle trappole: pensare al “futuro automatico”.

Edifici a energia quasi zero: stato dell’arte e tendenze

A partire dall’emanazione della Direttiva europea 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, per tutti gli edifici di nuova costruzione è previsto l’obbligo di essere a energia quasi zero (Nearly Zero Energy Building, NZEB) ossia immobili che consumano pochissima energia per riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, ventilazione, illuminazione. Tale obbligo è vigente a partire dal 31 dicembre 2018 per gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi, mentre a partire dal 1° gennaio 2021 è esteso a tutti gli altri nuovi edifici.

Efficienza energetica e mercato immobiliare: dati 2019 e prospettive

Nel 2019 si è registrato un miglioramento sia per quanto riguarda gli investimenti nel “mattone”, sia sotto il profilo della qualità energetica del patrimonio immobiliare compravenduto. È quello che risulta da uno studio FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) in collaborazione con ENEA e I-COM (Istituto per la Competitività). Inoltre, l’approfondimento sull’efficienza energetica, giunto quest’anno alla sua settima edizione, ha sottolineato come questo aspetto si stia lentamente facendo strada tra i vari fattori che gli acquirenti tengono in considerazione al momento della compravendita o nella successiva ristrutturazione dell’immobile.

Superbonus, ecobonus e sismabonus: cosa c’è da sapere?

In Italia, molteplici sono gli strumenti di promozione dell’efficienza energetica in edilizia che prevedono la concessione di incentivi. Quasi tutti sono destinati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente e rappresentano un valido supporto per cittadini, imprese e Amministrazioni Pubbliche che intendono abbassare il consumo energetico degli edifici. Tra le misure di sostegno rientra il Superbonus con detrazioni del 110% per efficienza energetica e interventi antisismici introdotto dal cosiddetto decreto “Rilancio” (Dl 19 maggio 2020, n. 34).

Evoluzione dei certificati bianchi: le risposte di Davide Crippa

Che cosa prevede il recentissimo decreto sulle linee guida operative in materia di certificati bianchi?

Il Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con la Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha emanato il 30 aprile 2019 il decreto di approvazione della Guida operativa per promuovere l'individuazione, la definizione e la presentazione di progetti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi prevista dal decreto attuativo modificato a maggio 2018.

Il meccanismo dei certificati bianchi: l’attesa di una svolta ed i suoi costi

Sulla bontà e l’adeguatezza del meccanismo dei certificati bianchi abbiamo scritto e discusso molto negli ultimi anni. Si tratta certamente di uno strumento che è divenuto un riferimento ‘virtuoso’ nel contesto europeo e che è stato a lungo motivo di orgoglio per il nostro Paese, riuscendo a promuovere e sostenere, in modo efficiente ed efficace, la realizzazione di interventi di efficienza energetica.

Per questo, negli ultimi anni, quando una persistente scarsa liquidità sul mercato dei TEE ha compromesso l’equilibrio domanda-offerta, che per lungo tempo aveva garantito stabilità agli investitori e costi sostenibili per il sistema, si è avviato un acceso dibattito sull’opportunità di mettere in discussione l’impianto.

Certificati bianchi: se il conto lo pagano solo i soggetti obbligati

I certificati bianchi rappresentano il principale meccanismo italiano per il sostegno all’efficienza energetica, tarato per stimolare gli interventi di maggiori dimensioni, come quelli nel settore dell’industria. Di recente il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, lo strumento previsto dalla Commissione Europea per l’attuazione a livello nazionale dei nuovi obiettivi climatici fissati per il 2030, ha ribadito la fiducia nel meccanismo dei certificati bianchi, da cui ci si aspetta un contributo al 2030 di circa 15 Mtep aggiuntivi di risparmi (simile a quello richiesto per il 2020), ma attraverso un impianto comunque rimodulato per stimolare investimenti anche e soprattutto nel settore civile, quello in cui si riscontra un potenziale di risparmio maggiore.

Certificati bianchi: non può sempre essere colpa dei distributori

Come è noto, le imprese di distribuzione del gas naturale con più di 50.000 clienti finali – al pari delle imprese di distribuzione di energia elettrica - (c.d. “soggetti obbligati”) sono tenute ad adottare misure di incremento dell'efficienza energetica negli usi finali dell'energia, secondo obiettivi determinati dai competenti Ministeri (cfr. art. 16, D.Lgs. n. 164/2000).

Con appositi decreti ministeriali sono stabiliti gli obiettivi quantitativi annui globali a livello nazionale, nonché il sistema di ripartizione in capo a ciascun distributore obbligato.

Finanziare l’efficienza energetica: il ruolo delle Energy Service Company

La diminuzione dei consumi energetici è, almeno sulla carta, la classica strategia win-win: fa bene ai bilanci delle imprese e dei consumatori privati, che possono sostenere costi meno elevati in bolletta, ed è positiva anche per la comunità nel suo complesso, che beneficia della riduzione delle emissioni associate alla produzione di energia. In linea teorica, dunque, sugli investimenti in efficienza non dovrebbero esserci dubbi, ma la realtà ci consegna un quadro molto distante da questa condizione ideale.

Efficienza ed innovazione: l’esperienza di TEP Energy Solution

Al fine di comprendere cosa significhi concretamente “fare innovazione” nel campo dell’efficienza energetica, abbiamo sottoposto una serie di domande a Marco Bianchi, amministratore delegato e socio fondatore di TEP Energy Solution. Controllata da Snam da maggio 2018, TEP è una delle una delle maggiori ESCO (Energy Service Company) italiane, con oltre 200 clienti tra primarie aziende nazionali e internazionali, 950.000 titoli di efficienza e un EBITDA 2017 pari a circa 6 milioni di euro.

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