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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Piano Mattei: per chi non è abbastanza

A fine gennaio Palazzo Madama ha ospitato il vertice Italia-Africa. Un ponte per una crescita comune, fortemente voluto dalla presidente Giorgia Meloni per ufficializzare l’avvio del cosiddetto Piano Mattei, così chiamato in onore del fondatore dell’Ente nazionale idrocarburi (Eni).

Il Piano Mattei nel Nord Africa: una sfida che parte da lontano

Alla fine di mesi di indiscrezioni e polemiche relative alla presentazione del Piano Mattei, il governo italiano guidato dal Primo Ministro Giorgia Meloni ha moltiplicato le iniziative relative al nuovo corso intrapreso da Roma nei confronti del continente africano. Il decreto legislativo 161/2023 e, soprattutto, il vertice Italia-Africa tenutosi alla fine di gennaio 2024, hanno avuto il merito di dare maggiore visibilità al piano di investimenti per lo sviluppo ideato dall’esecutivo italiano.

In Africa l’Italia deve fare i conti anche con la Russia

25 aprile 2023, Pointe-Noire, Repubblica del Congo. Claudio Descalzi, AD di ENI, incontra il presidente Denis Sassou Nguesso. Sullo sfondo della città portuale congolese, Descalzi e Nguesso celebrano l’inaugurazione del primo progetto di liquefazione di gas naturale “Congo LNG”. 

Chi era Enrico Mattei?

Di Enrico Mattei molto si è scritto e dibattuto in passato da fronti nettamente contrapposti. In modo talora agiografico - sino a sfiorarne la mitologia - più di sovente in modo denigratorio: quale simbolo negativo della politica italiana e del capitalismo di Stato. Di queste due raffigurazioni, è la seconda, quella negativa, che ha preso ad attecchire. Come testimoniato da quanto scritto qualche anno fa da un Senatore della Repubblica che si augurava che non avessero a nascere altri Mattei: indispettito del fatto che managers di imprese pubbliche continuassero a conseguire buoni risultati, col “rischio” che ciò allentasse la via della loro privatizzazione.

Red Sea LNG route increasingly uncertain

 The route for LNG traffic through the Red Sea is becoming increasingly uncertain, after Qatar, the biggest user of the route for LNG cargoes in 2023, paused from sending its ships via the Red Sea. During the weekend of 13-14 January, the Middle Eastern producer halted ships that had been heading through the Red Sea towards the Bab al-Mandab strait at the bottom of the sea. Three laden tankers that were heading west to Europe paused to wait by Oman: the Al Ghariya, Al Huwaila and Al Nuaman.

Gli impatti del conflitto di Gaza sul mondo arabo

In attesa che la Corte Internazionale di Giustizia si pronunci rispetto all’istanza presentata dal Sudafrica contro Israele per “atti genocidiari” perpetrati nei confronti del popolo palestinese in “75 anni di apartheid” (nel 1948 nasceva lo Stato di Israele), continua la crisi umanitaria a Gaza. Secondo stime ufficiali, l’offensiva israeliana, terrestre ed aerea, ha mietuto oltre 23.400 vittime palestinesi in poco più di tre mesi, mentre fonti ufficiose azzardano numeri ben più elevati, che si sommano ai 1.200 morti israeliani del 7 ottobre per mano del Movimento per la Resistenza Islamica, meglio noto con l’acronimo di Hamas e vittime di guerra cadute sotto le stesse operazioni israeliane.  

GNL: sempre più incerta la rotta del Mar Rosso

La rotta del Mar Rosso dedicata al transito delle metaniere sta diventando sempre più incerta, dopo che il Qatar, confermatosi l’anno scorso il principale utilizzatore di questa rotta per i carichi di GNL, ha sospeso l’invio delle sue navi. Nel fine settimana del 13 e 14 gennaio, il produttore mediorientale ha fermato le navi che attraversavano il Mar Rosso attraverso lo stretto di Bab al-Mandab, in mezzo al mare.

Il reale impatto sul commercio della rischiosità nel Mar Rosso

Nel sentito comune esiste un inossidabile sillogismo: se il Medio Oriente va in ebollizione, le quotazioni dell’oro nero e dei noli esplodono. Invece, da oltre 100 giorni la Striscia di Gaza è un fuoco scoppiettante, ma il Brent nel corso dell’autunno è andato in discesa e dopo l’attacco di Gran Bretagna e Stati Uniti agli Houthi ha registrato solo un leggero, inevitabile, recupero.

Gli Houthi, lo Yemen e la crisi globale nel Mar Rosso

Non c’è bene più globale della libertà di navigazione. Eppure, la crisi nel Mar Rosso sta mettendo a nudo la grande frammentazione dell’ordine mondiale. Dopo tre mesi di attacchi degli Houthi dello Yemen, a metà tra pirateria e terrorismo marittimo, contro le navi commerciali – legate a Israele e non - in transito fra Mar Rosso meridionale e Bab el-Mandeb, non c’è un’iniziativa multilaterale condivisa e, neppure, una posizione politica comune da cui partire per decidere ‘che fare‘.

La sinergia fra paesaggio energetico e paesaggio produttivo

In occasione di OMC, Assorisorse e RiEnergia hanno organizzato due pomeriggi di interviste ad autorevoli esperti del mondo dell’energia. I talk show sono stati divisi per argomenti; durante la prima giornata si è parlato dei diversi pezzi che compongono l’articolato puzzle della transizione energetica. Ne abbiamo parlato con Andreas Kipar, ponendo l’accento sull’evoluzione delle infrastrutture legate agli approvvigionamenti energetici e sulla loro necessaria integrazione con i territori. Un problema antico, dalle dighe alle miniere di carbone, dalle centrali elettriche agli impianti petroliferi e, oggi, dall'eolico al fotovoltaico.

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