Thermal coal returned to the energy agenda in 2026, not as a reversal of the energy transition, but as a hedge against volatile LNG and gas markets. South African RB1 Coal, a premium export-grade thermal coal benchmark, averaged around $98/t FOB Richards Bay in Q1 2026, increased to $109/t in Q2, and eased to $107/t in July–August as the geopolitical premium began to fade.For Europe, the importance of coal does not l ie in a broad recovery in consumption.
Il carbone termico è tornato al centro del dibattito energetico nel 2026, e non perché si sia fatto un passo indietro nella transizione energetica, ma perché il suo utilizzo è stato necessario come copertura contro la volatilità dei mercati del GNL e del gas.
Nuje ca perdimmo ‘a pace e ‘o suonno è l’incipit di una nota canzone napoletana degli anni ‘50*, ma anche una singolare premonizione sui tratti distintivi dell’estate 2026, tra la crisi di Hormuz e temperature record. Le notti di chi scrive scorrono lente nel tentativo di risolvere un dilemma: condizionatore acceso o finestre aperte? Contribuire al cambiamento climatico o subire l’inquinamento sonoro di una grande città. Pagare una bolletta elettrica più alta o rendere di meno al lavoro.
We all know the story: coal is dying, clean energy is thriving, and the future is wind turbines and solar panels as far as the eye can see. But someone forgot to send China the memo. In 2024, China consumed over 58% of the world’s coal— almost 40% more than the rest of the planet combined. That same year, its coal-fired power plants generated a staggering 5.828 TWh of electricity—far exceeded the entire electricity generation of the EU‑27, estimated at around 2,770 TWh from all sources.
Global coal demand and production hit record highs in 2024. Demand is expected to plateau through 2026, while production is projected to set another record in 2025 before declining in 2026. Coal trade volumes also reached new highs in 2024 and are forecast to fall in both 2025 and 2026. This is reflected in prices, which have eased to near marginal supply costs after the 2021–2022 spike.
Così come promesso durante la campagna elettorale, il Presidente Trump vuole ridare slancio a un comparto in passato colonna portante del sistema energetico nazionale, ma da anni ormai alle prese con una crisi strutturale e profonda: l’industria del carbone.
Quel che è storia è noto a tutti: il carbone va a dismettersi, l’energia pulita continua la sua corsa e il futuro è fatto di turbine eoliche e pannelli solari. Ma qualcuno ha dimenticato di notificare ciò alla Cina. Nel 2024, il Dragone Rosso ha consumato oltre il 58% del carbone mondiale, quasi il 40% in più rispetto al resto del pianeta messo insieme. Nello stesso anno, le sue centrali a carbone hanno generato l’incredibile quantità di 5.828 TWh di elettricità, superando di gran lunga l’intera produzione di elettricità dei 27 Paesi UE, stimata in circa 2.770 TWh.
Nel 2024, la domanda e la produzione globale di carbone hanno raggiunto livelli record. Per i prossimi due anni la previsione è di consumi stabili, mentre l’output carbonifero dovrebbe registrare un ulteriore record nel 2025, prima di diminuire nel 2026. Anche i volumi di carbone commercializzato hanno raggiunto nuovi massimi nel 2024, ma si stima una loro diminuzione sia nel 2025 che nel 2026. Ciò si riflette sui prezzi, che dopo il picco del 2021-2022 sono scesi quasi al pari dei costi marginali di produzione.
Spesso si parla della transizione energetica come di un processo a "due velocità", con un’Occidente avanzato che corre e un Sud globale che arranca. Ma la realtà è ben più complessa e sfaccettata: la transizione è un mosaico a mille velocità, disomogeneo sia tra Paesi che all’interno dei singoli blocchi geopolitici.
Coal is the most abundant source of electricity generation worldwide, currently contributing over 36% of the world's electricity supply. Coal-powered plants which around 16% of the electricity in the United States. Coal is an energy resource that is produced domestically. Nearly total volume of coal is mainly utilized for domestic electricity generation comes from U.S. mines. In contrast, significant energy sources such as nuclear and renewable energy depend heavily on imported minerals to power nuclear reactors or build wind turbines and solar panels.