Il limitato contributo previsto per gran parte delle misure di decarbonizzazione più efficaci è Il filo rosso che lega la versione aggiornata del Pniec. Nel 2030 sono, infatti, superiori ai target europei sia i consumi di energia primaria (123 vs. 111 Mtep), sia quelli di energia finale (102 vs. 93 Mtep).
Il Green Deal europeo, applicato secondo il modello Timmermans, si è dimostrato estremista e ideologico, mancando di un'analisi costi-benefici e ignorando le conseguenze sui sistemi industriali. Con la formazione della nuova Commissione europea e le riflessioni emergenti, sarà necessario riaffrontare il tema con maggiore pragmatismo.
Dopo un iter legislativo durato quasi due anni e mezzo, il cosiddetto “Pacchetto Gas ed Idrogeno” è finalmente entrato nella fase finale ed è stato recentemente approvato dal Parlamento e dal Consiglio europeo.
Energia dall’idrogeno: come mai se ne parla sempre più spesso? La spinta verso questa soluzione è motivata principalmente da due ragioni: in primo luogo, gli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030 rendono necessaria la ricerca di soluzioni alternative ai gas fossili e a fonti considerate inquinanti. In secondo luogo, non meno importante, gli avvenimenti geopolitici degli ultimi due anni hanno riportato in risalto i temi dell’indipendenza e della sicurezza energetica, rendendo di fatto indispensabile l’adozione di nuove soluzioni che possano rendere il continente europeo (o almeno una parte) maggiormente indipendente e autonomo da forniture esterne.
Il settore dell’idrogeno è in continua evoluzione sia dal punto di vista industriale con un’accelerazione importante sui progetti e sulle tecnologie, sia dal punto di vista legislativo, dove troviamo un susseguirsi di novità normative.
L’Unione Europea negli ultimi anni ha formalizzato ambiziosissimi obiettivi in termini di decarbonizzazione, lotta al cambiamento climatico, promozione dell’economia circolare e della mobilità sostenibile. In particolare, attraverso il Green Deal si prefigge il raggiungimento entro il 2050 della “carbon neutrality”.
Energy poverty has long been a significant concern in Europe, with the latest data indicating its prevalence along with the increasingly consistent introduction of legal measures to address it. According to Eurostat, over 41 million people in the EU, representing 9.3% of the population, were unable to adequately heat their homes in 2022. Additionally, nearly 7% of EU citizens had arrears on their utility bills, and almost 15% lived in dwellings with leak, damp, or rot in 2020.
Nel panorama europeo in costante evoluzione, la consapevolezza riguardo alla povertà energetica si è notevolmente accresciuta negli ultimi anni. Questo fenomeno, caratterizzato dalla difficoltà nel soddisfare i bisogni primari di energia.
In Europa, la povertà energetica costituisce da tempo una criticità rilevante: gli ultimi dati indicano la sua diffusione e per fronteggiarla sono state messe in atto diverse misure. Secondo Eurostat, nel 2022 oltre 41 milioni di persone nell’UE, pari al 9,3% della popolazione, non erano in grado di riscaldare bene le proprie abitazioni. Inoltre, quasi il 7% dei cittadini dell’UE aveva bollette arretrate da pagare e quasi il 15% viveva in abitazioni con perdite, umidità o marciume (dato del 2020).
Poor Things (Povere Creature), film che ha premiato Emma Stone con l’Oscar come miglior attrice, racconta una storia ambientata nella Londra Vittoriana, periodo oggetto anche dei racconti di Dickens. Le due città, Canto di Natale, Le avventure di Oliver Twist e l’intera produzione dickensiana ha come oggetto lo scarto tra la povertà e la società borghese.