::

ARCHIVIO | 57 ARTICOLI

Per un sistema elettrico più efficiente, equo e coordinato

I caratteri della nostra transizione energetica si possono intravedere nelle misure delineate dal pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” pubblicato dalla Commissione Europea nel novembre 2016 e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017, cui è affidato il compito di adattarne gli indirizzi all’ordinamento italiano.

Sulla carta, il sistema elettrico del futuro avrà caratteri di efficienza energetica, integrazione ed equità.

Rinnovabili: quanto e come, nei prossimi 10 anni

Il futuro è delle rinnovabili? Mai domanda fu più divisiva.

A un ipotetico sondaggio, siamo convinti che una metà degli intervistati – pensando agli incentivi che non ci sono più – risponderebbe che i giorni migliori sono alle spalle, mentre l’altra metà – con riferimento agli accordi sul clima – direbbe convinta che le rinnovabili saranno al centro del modello di sviluppo futuro.

In effetti, dal momento in cui sono finiti gli incentivi generalizzati (momento che possiamo collocare nell’anno 2013) le oscillazioni della lancetta che indica il “sentiment” sulle rinnovabili sono, fortissime anche presso gli addetti ai lavori – segno questo che il settore sta probabilmente vivendo una fase di ripensamento del proprio ruolo.

Il minimo vitale dell’energia non comprende «agi e opportunità»

La recente sentenza n. 39884/2017 delle sezioni penali della Corte di Cassazione è stata da molti commentata con stupore perché, apparentemente, contiene la lapidaria definizione dell’energia come bene non indispensabile alla vita. Questa presa di posizione da parte della Suprema Corte, però, nasce dalla valutazione di un fatto concreto certamente illecito, ossia l’allaccio abusivo alla rete dell’energia elettrica per l’accensione di numerosi elettrodomestici, per il conseguimento di quelli che la Corte ha considerato semplici «agi e opportunità». Da ciò deriva l’impossibilità di ritenere esistente uno stato di necessità tale da scriminare l’imputata. È proprio tenendo presente la particolarità del caso di specie, che bisogna evitare di generalizzare l’affermazione della Corte ricordata in apertura. 

Efficienza degli edifici: su cosa intervenire?

L’efficienza energetica degli edifici costituisce una criticità e nello stesso tempo un obiettivo di primaria importanza per tutta la società moderna. Nel concetto di efficienza energetica, infatti, convergono numerose esigenze diverse ma egualmente importanti: il contenimento dei consumi, il risparmio economico connesso ai bassi consumi, un minore utilizzo di fonti fossili non rinnovabili, la riduzione dell’impatto ambientale sia in termini di emissioni inquinanti sia in termini di emissioni climalteranti, e non ultima la spinta verso soluzioni tecnologicamente avanzate e quella rivolta all’utilizzo di fonti rinnovabili.

Edilizia e riqualificazione energetica: obblighi e opportunità

Nell’ambito degli accordi di Parigi sul clima, l’UE si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) e a diventare "carbon neutral" entro il 2050. Intervenire per migliorare la prestazione energetica degli edifici contribuirà al raggiungimento di questo obiettivo, perché si stima che buona parte degli edifici esistenti in Europa sia altamente inefficiente, in costante invecchiamento e responsabile di circa il 40% dei consumi finali di energia e del 36% delle emissioni di anidride carbonica.

Fin dal 2002, il quadro normativo europeo in materia ha visto l’avvicendarsi di diverse direttive, di volta in volta recepite dai Paesi membri compresa l’Italia, tutte pensate per definire al meglio gli obblighi per contenere i consumi degli edifici; supportati, tuttavia, da specifiche forme incentivali.

L’approccio globale per l’efficienza energetica della Città Metropolitana di Milano

La vigente legislazione attribuisce alla Città Metropolitana di Milano l’attività istituzionale relativa al controllo dell’efficienza degli impianti termici civili, finalizzata al contenimento dei consumi energetici e alla limitazione dell’inquinamento atmosferico. Questa competenza, in capo al Settore Qualità dell’Aria, Rumore ed Energia – Servizio Efficienza Energetica, coinvolge ben 127 Comuni, con un parco di oltre 400 mila impianti, dei quali il 97% alimentato a gas naturale.

Uno degli elementi chiave per il raggiungimento degli obiettivi comunitari di risparmio energetico al 2030 è proprio quello di agire sul miglioramento delle performance energetiche degli edifici.

Dal rifiuto al valore

Ogni giorno, in ogni famiglia italiana, non è difficile immaginare una scena ormai arcinota: chi butta…l’immondizia? E ogni giorno questo rito, più o meno condiviso, ci porta a confrontarci, sarebbe meglio dire a prendere consapevolezza, con la quantità di rifiuti che ognuno di noi produce.

I dati più recenti resi disponibili da ISPRA ci dicono che in media ciascuno di noi produce tra i 400 e 500 kg di rifiuti l’anno. Per un nucleo familiare di quattro persone, che vive in città, se non esistesse il sistema di raccolta rifiuti, significherebbe rinunciare a un vano della propria abitazione!

Economia circolare: produrre, consumare, riutilizzare

Negli ultimi 150 anni il sistema industriale predominante è rimasto invariato, basato sul modello lineare di produzione e consumo cosiddettotake-make-dispose”, in cui i beni sono prodotti a partire da materie prime estratte ex novo, sono venduti, utilizzati (spesso neppure sfruttandone appieno le potenzialità) e infine eliminati come rifiuti.

Negli anni più recenti, si è avviata una fase di transizione, caratterizzata da un ripensamento dei modelli di business e spinta anche dal bisogno di ridurre la dipendenza del business stesso, in termini di crescita e profitti, da risorse tradizionalmente economiche, la cui disponibilità è sempre stata ritenuta illimitata. La scoperta che, al contrario, molte di queste stiano diventando sempre più scarse (si pensi ad esempio alle terre rare), rendendo più concreti i rischi potenziali di business continuity, associata ad altri trend globali non più ignorabili, ha fatto sì che il modello tradizionale fosse messo in discussione.

L'Italia dei campioni dell'economia circolare

L’Italia oggi sta vivendo un nuovo protagonismo nel settore dell’economia circolare. Non è più il paese dell’emergenza rifiuti, ma può contare sull’attività di tanti campioni dell’economia circolare Made in Italy – tra amministrazioni, piccole e medie imprese, aziende, start-up - che già percorrono questa strada e che recuperano o utilizzano materie prime seconde che fino a ieri finivano in discarica. Ed è proprio questo il punto di forza dell’economia circolare che, a differenza di quella lineare, dà vita a un processo di autogenerazione in cui tutte le attività sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro. Ecco allora che guardando con più attenzione la nostra Italia scopriremo che negli anni la Penisola è diventata culla di buone pratiche ed esperienze innovative che vanno in questa direzione, ottimizzando virtuosamente la raccolta differenziata, il riutilizzo, il riuso, il riciclo e la riparazione di prodotti. 

Mobilità, climatizzazione e efficienza degli edifici: come andrebbero affrontati nella SEN

Intervista al Prof. Edoardo Croci (Università Bocconi, IEFE)

Mobilità: sembra essere il fronte più caldo negli ultimi tempi, una contrapposizione tra i fronti petrolifero, elettrico e del gas. Nel breve medio termine il Ministero pare indicare una preferenza per il gas, relegando l’elettrico più sullo sfondo. Cosa può fare in questo senso la SEN?

Il fronte della mobilità e dei trasporti è uno dei settori chiave per raggiungere gli obiettivi internazionali previsti dall’Accordo di Parigi. La direzione che tutti i Paesi dovranno seguire, in primo luogo quelli sviluppati come l’Italia, è quella di andare verso una progressiva elettrificazione del parco circolante e parallelamente verso una maggiore produzione di elettricità da energia rinnovabili. Si tratta però di un percorso definito sul lungo periodo, con orizzonte 2030-2050. Nel breve-medio termine si possono seguire anche altre traiettorie: in Italia, il gas può rivestire un ruolo importante ed essere la strada più facile da percorrere da un punto di vista economico.

Page 4 of 6 1 2 3 4 5 6 »
Execution time: 144 ms - Your address is 3.80.38.5