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Demand Response: ridurre la domanda ed aumentare la flessibilità

Nei prossimi anni il settore elettrico in Europa dovrà affrontare tre sfide fondamentali. Primo, l’introduzione di generazione a bassa intensità carbonica, come ad esempio l’energia eolica e solare, che avrà una produzione variabile e sarà meno flessibile nel reagire a cambiamenti della domanda. Secondo, i profili della domanda subiranno mutamenti, specie con l’introduzione di forme altamente elettrificate di trasporto e di riscaldamento che potrebbero esasperare il fabbisogno di elettricità nei periodi di picco. Terzo, la fornitura di capacità nei periodi di picco sarà messa a dura prova dall’invecchiamento degli impianti per la produzione di energia.

La gestione della domanda al centro della riforma del mercato elettrico europeo

La domanda finale di energia è stata storicamente considerata una variabile importante ma di fatto passiva nelle riforme dell’industria elettrica, che si sono succedute nel secolo scorso dagli anni ’80 in poi. L’attenzione si è di solito concentrata sull’offerta e i decisori politici hanno spesso pensato che promuovere la concorrenza fra i produttori di energia fosse il modo migliore per ridurre i costi del servizio energetico. Analogamente, la promozione delle fonti rinnovabili è stata generalmente considerata il modo migliore per raggiungere la decarbonizzazione e migliorare così la sostenibilità ambientale del settore.

Demand response: l’efficienza energetica passa da consumi consapevoli

Il demand side management – oggi più spesso indicato come demand response – non è certo una novità, ma fra le ricadute della rivoluzione collegata all’ICT (Information and Communications Technology) c’è anche la possibilità di tradurre in realtà il controllo attivo della domanda di energia teorizzato nei decenni passati. Domanda energetica peraltro sempre più connessa con la generazione diffusa. Questo da un lato aggiunge un grado di complessità ulteriore al sistema elettrico, che pone anche una sfida dal punto di vista regolatorio, dall’altro offre nuove opportunità agli utenti finali di cercare un prezzo di approvvigionamento energetico più basso, agendo sul mix di gestione carichi, generazione e acquisto.

Dalle smart grid al demand response: nuove relazioni tra consumatore e operatori

L’evoluzione delle tecnologie, la convergenza e l’integrazione delle network industries (energia, trasporti, telecomunicazioni), nonché la spinta delle politiche per la sostenibilità e il clima, abbinata al cambiamento degli stili di vita e di consumo, aprono nuove e sostanziali prospettive lungo le diverse fasi della catena del valore della filiera energetica e abilitano nuove soluzioni integrate e “intelligenti” per ottimizzare le risorse e generare vantaggi di sistema.

Perché programmare i consumi elettrici? Intervista all’Ing. Marco Cittadini

Spesso il concetto di Demand Response, così come quello di Smart Consuming, appaiono vaghi e lontani dalla vita dei cittadini italiani. Ci spiegherebbe perché non è così? E perché proprio in questo momento è diventato un tema così attuale?

Tutti noi abbiamo ormai uno smartphone in tasca. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa. In analogia, anche chi consuma energia può oggi fare cose che non sembravano possibili fino a dieci anni fa.

Pompe di calore: un nuovo ruolo per il gas naturale

La domanda di energia nel settore residenziale rappresenta una delle voci più significative della domanda energetica del nostro Paese e si attesta su valori prossimi al 40% (Eurostat), ben superiore ai consumi dell’industria e dei trasporti. Nello specifico, i consumi per riscaldamento e climatizzazione estiva sono stimati assorbire il 70% dei consumi del settore residenziale (ENEA), rappresentando quasi il 30% di tutti i consumi di energia del nostro Paese.

Smart metering: la rivoluzione dei contatori intelligenti

Professore, recentemente è stato emanato un comunicato stampa di Anie in cui si annuncia la nascita del Comitato Tecnico Scientifico dello Smart Metering Group. Ci può dire qual’è la finalità dello Smart Metering Group, ma soprattutto che cos’è esattamente uno “smart meter”?

Lo Smart Metering Group (www.smg-anie.it) è formato da un gruppo di esperti ed addetti ai lavori, costituito all’interno della Federazione ANIE (Federazione di Confindustria delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche).

Gas, la corsa dei prezzi all’ingrosso

Picchi estivi di domanda elettrica, problemi al nucleare francese, aumenti dei prezzi del barile, strategie di produttori e acquirenti, esigenze di riempimento degli stoccaggi, declino della produzione interna: sono questi alcuni dei principali fattori a cui è possibile attribuire la sbalorditiva corsa delle quotazioni all’ingrosso del gas dell’ultimo anno. O quantomeno provarci: il boom dei prezzi, che fa brindare i grandi fornitori di gas, è infatti qualcosa che gli esperti faticano a spiegarsi del tutto.

Recent development in energy investment and its implications for jobs

Energy infrastructure is an indispensable foundation for all countries’ economies. Investment in the energy system can influence its development path. Thus, this investment has an important impact on employment, but the links are often complex, involving long value chains and requiring trade-offs. These days the topic is often raised in relation to environmental and climate-related policies; raising concerns about potential threats to fossil fuel jobs and hopes for job creation in the renewables sector. While the complexity of the supply chain makes it difficult to quantify net impacts and draw universal conclusions, our analysis indicates some interesting insights into direct and indirect job creation by energy investment.

Occupazione ed investimenti energetici: quale correlazione?

Le infrastrutture energetiche sono un elemento fondante e indispensabile per le economie di tutti i paesi, il cui sviluppo viene condizionato dagli investimenti necessari per la loro realizzazione. Allo stesso modo, questi investimenti esercitano un impatto importante sull’occupazione, anche se il legame risulta spesso complesso perché si fa riferimento a catene del valore molto lunghe e perché in diversi casi possono crearsi situazioni di trade-off. Recentemente, il tema investimenti/occupazione è stato oggetto di dibattito in quanto le politiche climatiche ed ambientali hanno sollevato preoccupazioni per le ricadute negative che potrebbero interessare l’occupazione nei settori correlati alle fonti fossili; per contro, alimentano aspettative sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto delle rinnovabili.

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