Prezzi alle stelle, colli di bottiglia e il "mito" dello storage: così potrebbe essere sintetizzata l’interessantissima chiacchierata che RiEnergia fa con il Professore Fulvio Fontini, Ordinario di Economia Applicata all’Università del Salento. L'eccezionale ondata di caldo di giugno ha spinto i consumi elettrici a picchi storici, mettendo a dura prova la stabilità della rete nazionale.
La Francia dispone, in media annua, di un mix elettrico a basse emissioni di carbonio. La sfida è ormai garantire che resti a basse emissioni, affidabile e accessibile quando il clima cessa di essere “nella norma” e si verificano siccità prolungate, ondate di calore, bassi deflussi, meno idroelettrico e più vincoli sul raffreddamento delle centrali. Se si confrontano il 2022 e il 2024, emergono due facce dello stesso parco, con la stessa flotta e la stessa geografia: 54% di disponibilità nucleare e 445 TWh prodotti nel 2022; 95% di elettricità a basse emissioni e 539 TWh nel 2024.
Le ondate di calore che stanno attraversando l’Europa in queste settimane non sono soltanto un’emergenza sanitaria o ambientale. Sono anche un test, sempre più severo, per i sistemi elettrici. Copernicus ha indicato giugno 2026 come il secondo giugno più caldo a livello globale, mentre l’Europa occidentale ha registrato il suo giugno più caldo di sempre, con una forte ondata di calore nella seconda metà del mese. In Italia, dopo brevi pause instabili, le previsioni indicano una nuova fase di caldo afoso, con punte fino a 40 °C e notti tropicali.
I prezzi dell’energia elettrica in Italia sono ormai da tempo oggetto di un dibattito che tende tuttavia a concentrarsi spesso su aspetti congiunturali, piuttosto che sui fattori strutturali e sulle scelte di regolazione che ne determinano livello ed evoluzione. Dopo le crescenti tensioni geopolitiche, la dinamica del prezzo del gas naturale e la disponibilità di importazioni, l’attenzione più recente si è oggi spostata sulle ondate di calore in corso e sul conseguente impatto sul sistema elettrico dell’aumento delle temperature.
Talking about data centers from every angle. This is what we attempted to do with Davide D'Ambrosio xxx of the IEA, author of several publications dedicated to the sector. The world of data centers is constantly evolving; the number of infrastructures is growing, as are consumption and efficiency. This rapidly growing sector is increasingly important for the global economy and an undisputed player in the energy landscape for the coming
As of November 2025, the United States had 5,427 data centers, close to 45% of the roughly 12,000 worldwide and almost ten times more than any other country. Germany is next, with 529. Italy is thirteenth, with 168 and UK with 423. China, this time, only ranks fourth. The full ranking goes country by country.
Parlare di datacenter a 360 gradi. Questo abbiamo provato a fare con Davide D'Ambrosio, (Senior Energy Analyst, International Energy Agency dell'AIE, nonché autore di diverse pubblicazioni dedicate al settore. Il mondo dei datacenter è in continua evoluzione, cresce il numero delle infrastrutture, così come crescono i consumi e l'efficienza. Un settore dalla forte crescita via via più importante per l'economia mondiale e attore indiscusso degli scenari energetici dei prossimi anni.
A novembre 2025, gli Stati Uniti contavano 5.427 data center, pari a quasi il 45% dei 12.000 circa presenti in tutto il mondo e quasi dieci volte di più rispetto a qualsiasi altro paese. Segue, un paese europeo la Germania, con 529 e UK con 423. La Cina, questa volta si posiziona solo alla quarta posizione. L’Italia è tredicesima, con 168 unità. Qui la classifica completa.
Negli ultimi anni, ogni volta che si è parlato di data center, l’attenzione pubblica si è concentrata sugli Stati Uniti, spinta dai massicci piani di espansione degli operatori hyperscale. Tuttavia, l’Asia-Pacifico (APAC) sta emergendo sempre più come il prossimo grande polo mondiale.
Negli ultimi anni, i data center hanno vissuto una profonda evoluzione: da semplici depositi di informazioni, sono diventati asset fondamentali in grado di sostenere e potenziare l’economia digitale italiana. In questo contesto, l’evoluzione del mercato dei data center italiano può rappresentare una potente leva di sviluppo per l’economia nazionale, con effetti positivi non solo per la filiera tecnologica, ma per l’intero sistema Paese.