Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto passi significativi verso i propri obiettivi di transizione energetica. Nel 2024 le fonti rinnovabili hanno superato il 40% del fabbisogno nel mix elettrico, con un record storico per la produzione fotovoltaica. Nonostante ciò, è il gas a guidare ancora oggi il prezzo della “materia prima” per la produzione dell’elettricità, in quanto per oltre il 60% dell’anno è il gas a formare il prezzo marginale sul mercato dell’energia elettrica in Italia.

Il dibattito mediatico degli ultimi mesi sui costi della bolletta si è però concentrato sulle modalità di riduzione del prezzo dell’elettricità, nonostante solo il 10% circa della spesa annua energetica di una famiglia sia attribuibile alla materia prima elettrica. La restante parte è, infatti, legata ai carburanti, ai consumi di gas naturale e a componenti diverse della bolletta elettrica, come oneri e servizi di rete.

Nelle diverse discussioni sul tema si è arrivati a contestare meccanismi consolidati come quello di formazione del prezzo stesso dell’elettricità. Il System Marginal Price (SMP), ad esempio, è il sistema adottato in Italia e sostanzialmente in tutta Europa, che presenta molti vantaggi, tra cui quello di stimolare lo sviluppo delle rinnovabili. In una determinata ora ed in una determinata area di mercato, infatti, il prezzo formatosi con il SMP viene applicato omogeneamente a tutte le fonti di generazione che si sono rese disponibili a produrre fino a quel prezzo, o a prezzi più bassi. Il segnale di prezzo va, quindi, a favorire investimenti in tecnologie con costi di generazione inferiori. Il SMP, inoltre, consente una maggiore integrazione fra i diversi mercati nazionali permettendo un’allocazione efficiente delle capacità di interconnessione e stimola il consumatore stesso a comportamenti energeticamente efficienti, incentivando la riduzione dei consumi nei periodi di picco e lo spostamento temporale degli stessi in momenti di prezzo inferiore.

Se, quindi, una risposta efficace nella direzione della riduzione del prezzo dell’elettricità non può arrivare dalla modifica del meccanismo di formazione dei prezzi, è sicuramente possibile muoversi in nuove direzioni legate per lo più ai fondamentali delle dinamiche di mercato.

Fonti rinnovabili. Lo sviluppo di ulteriori fonti rinnovabili, oltre a ridurre il profilo emissivo del parco nazionale, genera un triplice effetto positivo sul prezzo dell’elettrone:

  1. Aumenta il numero delle ore in cui il prezzo è fissato da esse, o comunque da tecnologie diverse dal gas a costo generativo inferiore;
  2. Riduce lo spazio di mercato per il gas, mettendo fuori mercato gli impianti meno competitivi e permettendo ad impianti più efficienti di formare il prezzo di equilibrio;
  3. Aumenta il numero di MWh disponibili per contratti di tipo Power Purchase Agreement (PPA) a basso costo e non esposti alla volatilità di mercato.

Tali effetti saranno tanto più significativi quanto più gli impianti saranno realizzati con un Levelized Cost of Electricity (LCOE) ridotto. Poiché per le FER l’investimento iniziale può incidere fino al 75% del LCOE, è essenziale indirizzare le scelte tecnologiche verso le soluzioni più efficienti sin dall’origine. Risulta, pertanto, indispensabile ridurre costi e tempi autorizzativi, stabilizzare il framework normativo di sostegno al loro sviluppo e favorire la diffusione di impianti tecnologicamente poco costosi e con la migliore producibilità, privilegiando localizzazioni in prossimità dei centri di consumo per ridurre i curtailment. I ritardi del sistema graveranno indirettamente sui prezzi dell’energia, mentre scelte tecnologicamente più performanti consentiranno un più rapido abbattimento dei prezzi con una conseguente riduzione anche dei costi per la loro incentivazione. Quanto al loro sostegno, meccanismi simili al DM FER X (che è un Contratto per Differenze rispetto al prezzo di mercato) garantiscono il produttore e la bancabilità dell’impianto con uno strumento long term e, viceversa, il consumatore è protetto da eccessivi costi in bolletta e qualora si verifichino quotazioni di mercato spot superiori ai livelli prefissati nel Contratto per Differenze ne beneficia.

Power Purchase Agreement. I PPA sono uno strumento adatto a trasferire ai consumatori finali il beneficio di costo delle rinnovabili; tuttavia, la loro diffusione risulta ancora rallentata da un complesso meccanismo di negoziazioni bilaterali. L'avvio di un mercato dedicato attraverso l'utilizzo di prodotti PPA standardizzati aiuterebbe ad accrescere la familiarità del consumatore con questi meccanismi, oltre che ad aumentarne la liquidità, innescando un efficace meccanismo di competizione tra gli operatori a vantaggio del consumatore finale. La standardizzazione delle condizioni contrattuali e l'introduzione di un potenziale soggetto terzo che faccia da garante potranno diffondere maggior fiducia verso l'effettiva tenuta nel tempo del contratto.

Sviluppo dell’infrastruttura. Migliorare il livello di integrazione delle reti elettriche a livello nazionale, di rete zonale interna e transnazionale, assicura inoltre una più efficiente allocazione delle risorse di produzione. Minori sono i vincoli di rete ed i colli di bottiglia strutturali, maggiore sarà la probabilità che vengano attivati in produzione gli impianti più efficienti. Un’infrastruttura con inferiori vincoli, inoltre, riduce il rischio di curtailment di produzione rinnovabile nei periodi con maggiori squilibri fra domanda e produzione puntuale.

Mercati della capacità. Al fine di garantire l’adeguatezza del sistema elettrico e favorire gli investimenti, è indispensabile confermare su un orizzonte long term il meccanismo del capacity market che permette l’incrocio di domanda ed offerta di disponibilità di capacità di generazione fra Terna e i produttori. La presenza di tale mercato genera benefici anche per i consumatori: gli operatori aggiudicatari sono stimolati a rendere sempre disponibili sul mercato gli impianti in questione al fine di non incorrere in penali, alimentando pertanto maggiormente la competizione mentre i consumatori sonoindirettamente protetti dagli effetti di rialzi del mercato estremi e superiori ai livelli di strike price, ponendo di fatto un cap in caso di stress del sistema.

Un dibattito sui prezzi dell’energia è il sintomo di una transizione in corso. Non esiste di certo una leva unica per abbassare il costo dell’elettricità senza rischiare squilibri: il mercato elettrico è un ecosistema complesso ed interdipendente, dove una semplicità apparente rischia di tradursi in soluzioni inefficaci o controproducenti. Sarà, quindi, indispensabile adottare un approccio integrato che comprenda una chiara governance e riforme di mercato abilitanti, l’accelerazione nello sviluppo di produzione rinnovabile e di infrastrutture di interconnessione, politiche di efficienza energetica e la partecipazione attiva dei consumatori.