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All’Italia serve una strategia nazionale sull’idrogeno

Sulla scia dell’ Hydrogen Strategy for a climate-neutral Europe, i paesi europei stanno elaborando le proprie strategie allineandole ai Piani Energia e Clima. Anche l’Italia dovrebbe procedere in questa direzione in ragione del ruolo chiave coperto da questo vettore nel processo di transizione energetica. A che punto siamo? Facciamo il punto con Cristina Maggi, Direttrice H2IT - Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile

Nel dicembre scorso, l’appena insediata nuova Commissione europea ha proposto un European Green Deal con l’ambizioso obiettivo – unica area al mondo – di conseguire la neutralità carbonica al 2050. Se così fosse, i target sulle emissioni precedentemente fissati, andrebbero rivisti al rialzo. Che ruolo avrà l'idrogeno nel raggiungimento di questo nuovo obiettivo? Quale ulteriore sforzo dovrà fare l'Italia in materia di sviluppo di questo vettore?

Il sottosuolo come risorsa

Quando si parla di sottosuolo è necessario distinguere due ambiti: la produzione primaria di risorse in esso contenute, e il suo utilizzo in senso stretto. In ambito risorse, ci si riferisce a materie prime energetiche (in Italia, idrocarburi, fluidi geotermici) e materie prime non energetiche (acque dolci sotterranee, minerali metallici, industriali e strategici). In ambito utilizzo, concetto peraltro relativamente recente, ci si riferisce sia agli aspetti legati allo stoccaggio di fluidi (gas naturale, CO2, idrogeno, ma anche calore – TES, Thermal Energy Storage), sia alla pianificazione di opere nel sottosuolo destinate fondamentalmente al settore delle infrastrutture e dei trasporti.

Le persone come risorse per la transizione (secondo Uiltec-Uil)

Il 180° numero di RiEnergia è dedicato alle risorse energetiche e minerarie del nostro Paese. Abbiamo voluto inserire tra le risorse anche le persone, i lavoratori, e tutti coloro che ogni giorno ci permettono di sfruttare e valorizzare queste risorse. Un patrimonio umano e professionale di cui la transizione energetica che ci apprestiamo ad intraprendere deve tenere conto. Per questo motivo abbiamo organizzato tavola rotonda virtuale con i tre segretari dei principali sindacati che rappresentano questo patrimonio di risorse: Filctem-Cgil; Femca Cisl; Uiltec Uil. Di seguito il contributo di Paolo Pirani, segretario generale Uiltec-Uil.

Le persone come risorse per la transizione (secondo Femca-Cisl)

Il 180° numero di RiEnergia è dedicato alle risorse energetiche e minerarie del nostro Paese. Abbiamo voluto inserire tra le risorse anche le persone, i lavoratori, e tutti coloro che ogni giorno ci permettono di sfruttare e valorizzare queste risorse. Un patrimonio umano e professionale di cui la transizione energetica che ci apprestiamo ad intraprendere deve tenere conto. Per questo motivo abbiamo organizzato tavola rotonda virtuale con i tre segretari dei principali sindacati che rappresentano questo patrimonio di risorse: Filctem-Cgil; Femca Cisl; Uiltec Uil. Di seguito il contributo di Nora Garofalo, segretario generale Femca-Cisl.

Le persone come risorse per la transizione (secondo Filctem-Cgil)

Il 180° numero di RiEnergia è dedicato alle risorse energetiche e minerarie del nostro Paese. Abbiamo voluto inserire tra le risorse anche le persone, i lavoratori, e tutti coloro che ogni giorno ci permettono di sfruttare e valorizzare queste risorse. Un patrimonio umano e professionale di cui la transizione energetica che ci apprestiamo ad intraprendere deve tenere conto. Per questo motivo abbiamo organizzato una tavola rotonda virtuale con i tre segretari dei principali sindacati che rappresentano questo patrimonio di risorse: Filctem-Cgil; Femca Cisl; Uiltec Uil. Di seguito il contributo di Marco Falcinelli, segretario generale Filctem-Cgil.

Investire nelle risorse energetiche senza ideologie: il caso Emilia-Romagna

Coniugare sostenibilità e sviluppo in un’ottica green non solo è auspicabile ma ci viene chiesto da una legislazione comunitaria, nazionale e locale sempre più stringente. L’Emilia-Romagna ha compiuto notevoli progressi in tal senso. Ne abbiamo parlato con Luca Rossi (Direttore Generale Confindustria Emilia-Romagna)

Sostenibilità ed economia circolare sono le parole chiave di un processo che mira ad una transizione verso un modello più green e più equo. Quali sono i risultati finora raggiunti dalla Regione Emilia-Romagna e quali soprattutto gli obiettivi in chiave prospettica?

Carbosulcis: dalla tradizione all’innovazione

L’ultima miniera di carbone ed il piano di chiusura: il 31 dicembre 2018 si è voltato pagina dopo oltre 70 anni di storia e di lavoro

Quando si parla di miniere in Italia si pensa al Sulcis-Iglesiente e riferendosi al carbone viene spontaneo parlare del polo industriale di PortoVesme a Portoscuso (SU) e della limitrofa miniera di carbone.

Eolico offshore: perché investire in questa tecnologia

La Sardegna è circondata da immensi spazi di mare che  offrono maggiore ventosità rispetto alla già buona risorsa eolica sulla terraferma, la cui potenza installata ammonta a 1.055 MW e contribuisce per il 20% del fabbisogno elettrico dell’isola. Quindi, alla luce degli impegni per il clima sottoscritti dall’Italia, e dell’obiettivo di incrementare il contributo delle fonti rinnovabili al fabbisogno energetico, perché non sfruttare il mare della Sardegna installando turbine eoliche offshore?

Superbonus e edilizia sostenibile: ricostruire bene per ripartire meglio

Per rilanciare la ripresa economica dell’Italia dopo gli effetti della crisi pandemica, il Governo ha puntato di nuovo sul settore delle costruzioni, ma questa volta in maniera coraggiosa. Scartata l’ipotesi di un condono edilizio, che, come accaduto in passato, avrebbe restituito un’edilizia di pessima qualità, le politiche di risanamento sono state orientate verso misure più sostenibili. Se ben progettate e realizzate, i relativi interventi potrebbero determinare non solo l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio nazionale, ma un vero e proprio “rinnovamento” del settore, assicurando la qualità del processo edilizio dalla progettazione fino ad arrivare al cantiere, così come previsto nei protocolli CasaClima.

Zero emissioni nette e CCS: la transizione di Eni

In anticipo su molti competitor, Eni si è data il 2040 come scadenza per raggiungere le zero emissioni nette. Contestualmente, dal 2018 al 2050 punta a ridurre del 55% l’intensità carbonica delle proprie attività. Abbiamo chiesto all'Ing. Carmela Sarli (Subsurface and Wells R&D manager) di illustrarci la nuova strategia di transizione di Eni.

Come siete arrivati a definire i nuovi target? Quali sono gli step intermedi previsti? Quale la metodologia di cui Eni intende avvalersi per calcolare le riduzioni lungo tutto il ciclo di vita produttivo?

Si tratta di obiettivi molto ambiziosi che abbiamo definito costruendo un piano di azioni integrate volte alla riduzione dell’intensità carbonica delle nostre attività. In particolare, Eni intende aumentare l'efficienza per ridurre al minimo le emissioni dirette di CO2 nelle sue attività convenzionali; aumentare la quantità di gas naturale nel suo portafoglio; sviluppare energie rinnovabili ed imprese verdi, con un approccio circolare che massimizzi l'uso dei rifiuti come materia prima e il recupero di beni in disuso o recuperati; sviluppare nuove tecnologie volte a catturare e utilizzare in maniera più efficace le emissioni di carbonio (CCUS) e promuovere progetti di conservazione forestale.


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