MERCATO ELETTRICO | 150 ARTICOLI
Nel 2022 è proseguito il rialzo dei prezzi energetici, cominciato con la ripresa post pandemica ed esacerbato dall’invasione russa dell’Ucraina. In quell’anno, infatti, la spesa energetica annuale media riferita agli usi domestici delle famiglie italiane è aumentata di quasi 500 euro rispetto al 2021, raggiungendo i 1.915 euro (+32%).
Over the past few years Spain has become the top performer in terms of Power Purchase Agreements (PPAs). These are contracts of electricity transactions between a renewable energy provide and a consumer, generally a corporation or a public utility. According to a recent report by Pexapark for 2023, and for the fifth consecutive year, the country tops the European league PPA table, ahead of Germany and Italy, in terms of both number of deals and the volume of contracted capacity.
Negli ultimi anni, la Spagna detiene la leadership in materia di PPA, dove per PPA si intende un contratto che regola la somministrazione di energia elettrica tra un soggetto produttore e un soggetto acquirente generalmente un'azienda o un servizio pubblico. Secondo un recente rapporto di Pexapark per il 2023, e per il quinto anno consecutivo, il Paese è in testa alla classifica, davanti a Germania e Italia, sia in termini di numero di accordi che di volume di capacità contrattualizzata.
Il 2023 registra una significativa dinamicità nei volumi e nel numero di Power Purchase Agreement (PPA) conclusi: indice di un età dell’oro per i PPA. Secondo il PPA Tracker di Pexapark, l’anno scorso sono stati conclusi PPA per 16,2 GW: un aumento di oltre il 40% rispetto al valore medio registrato l’anno precedente e un CAGR del 37%.
Nel mercato elettrico italiano del giorno prima (MGP), mentre le offerte di vendita sono soggette al prezzo della zona in cui offrono, le offerte di acquisto (escluse le offerte dei pompaggi, delle zone estere e dei sistemi di accumulo qualora l’energia elettrica prelevata per il tramite del relativo punto di connessione sia unicamente destinata ad alimentare i servizi ausiliari e i sistemi di accumulo) sono soggette, indipendentemente dalla zona in cui si trovano, ad un unico prezzo orario di acquisto, denominato Prezzo Unico Nazionale (PUN).
Come spesso accade per le scelte demagogiche, anche la decisione di garantire un prezzo all’ingrosso del kWh identico per tutto il territorio nazionale (PUN) è costata cara ai consumatori italiani. In due articoli sulla Staffetta Quotidiana (Rivisitare la governance elettrica, Gli struzzi di San Filippo del Mela) ne ho quantificato il costo annuale dovuto alle molteplici opposizioni che in Sicilia hanno ritardato la realizzazione del collegamento AT Sorgente -Rizziconi con la penisola: variabile tra 400 e 600 milioni di euro, secondo l’andamento dei prezzi del kWh.
Il 2023 si chiude con una sostanziale conferma delle previsioni formulate al termine dello scorso anno. In estrema sintesi, alla fine del 2022 ci si aspettava che il nuovo anno avrebbe portato con sé un alleggerimento delle tensioni inflazionistiche nei mercati energetici, ma che le bollette sarebbero state comunque pesanti. Il rallentamento macroeconomico e condizioni climatiche favorevoli hanno alleviato le difficoltà dei consumatori europei, in un anno sconvolto dagli orrori di nuovi conflitti.
L’era digitale e gli straordinari progressi della tecnologia hanno determinato cambiamenti sostanziali nel modo di intendere pressoché ogni ambito del nostro vivere sociale, dagli scenari macroeconomici alle relazioni lavorative e interpersonali, dalla fruizione dei beni di consumo al modo di spostarsi e viaggiare per il mondo.
A chi segue con regolarità i processi di decarbonizzazione dei sistemi elettrici, il Piano Nazionale Integrato Clima ed Energia (PNIEC) non dice molto di nuovo. Sarà l’effetto di uno sguardo inevitabilmente veloce a un documento che si compone di 415 pagine articolate secondo una struttura espositiva poco lineare, ma sembra il compito diligentemente svolto da tre Ministeri per soddisfare le scadenze previste dall’Unione Europea. La prima impressione è che la sua lettura rischi di ingenerare più confusione che chiarezza sulle strategie che si intendono perseguire. E più scoramento che fiducia sulla realizzazione degli obiettivi.
Lo shock legato al tentativo di golpe, materializzatosi in Russia il 24 giugno, ha investito i mercati di energia e gas? Il gruppo paramilitare Wagner, noto per le sue efferatezze, per gli innumerevoli interessi africani (Sudan, Mali, Repubblica Centrafricana) e, al contempo, per la relativa efficacia in combattimento sul fronte ucraino, ha inaspettatamente dichiarato un’insurrezione militare contro il ministero della Difesa e lo Stato Maggiore dell’Esercito, contro i quali era ai ferri corti da mesi nel quadro di fortissime rivalità e accuse di boicottaggio circa i rifornimenti militari necessari.