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Investire sulla ricerca per arrivare alla decarbonizzazione

Si tende a parlare di decarbonizzazione solo in termini di elettrificazione degli usi finali. Ma come ha sottolineato anche il World Energy Outlook 2018 (WEO2018), senza l’adozione di misure aggiuntive, vi è il “rischio di un’elettrificazione che sposta semplicemente le emissioni di anidride carbonica da valle a monte, ossia dai settori finali alla generazione elettrica”. È d’accordo con questa visione?

Francamente, penso che quello di cui abbiamo bisogno sia non mettere in piedi una nuova “guerra di religione” sul tema “elettrificazione sì, elettrificazione no” con connesse scomuniche ed eretici.

Servono conoscenza e ricerca per fare sostenibilità vera

Il messaggio conclusivo che emerge dopo aver ascoltato le diverse e interessanti presentazioni di questa giornata è che abbiamo bisogno di serietà: nel dibattito pubblico, nella definizione degli investimenti, nell’elaborazione di efficaci politiche industriali. In questo paese, fare le cose seriamente non è sempre stato facile, come dimostrano le scelte compiute riguardo importanti tematiche energetiche.

Prevedere l’inquinamento atmosferico per migliorare la qualità dell’aria

In Italia l'inquinamento atmosferico costituisce ancora un problema, con superamenti dei limiti di legge frequenti e conseguenti rischi per la salute della popolazione esposta. L'utilizzo di modelli previsionali sulla qualità dell'aria è quindi fondamentale per informare i cittadini, aiutare gli amministratori a definire piani adeguati e permettere alla comunità scientifica di approfondire le relazioni sanitarie a breve termine. Qual è la proposta di ENEA?

Il problema dell’inquinamento, soprattutto urbano, è fra i più sfidanti per i decisori politici anche perché investe il tema della salute, le policy di trasporto pubblico, la mobilità, la viabilità, le scelte comportamenti dei singoli, gli investimenti delle amministrazioni locali e molto altro ancora. 

Intervista al Prof. Federico Testa, Presidente dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)

Negli ultimi tempi sembra che in Italia si preferisca parlare di efficienza energetica piuttosto che di energie rinnovabili. Perché?

Fino a poco tempo fa in Italia si parlava quasi esclusivamente di fonti rinnovabili e solo di recente l’efficienza energetica è entrata a pieno titolo nei temi rilevanti dello scenario energetico. Credo però che non debbano esserci contrapposizioni ma, piuttosto, che occorre valorizzare le qualità dell’efficienza, ovvero di essere energia ‘non consumata’ e di poggiare su tecnologie che a differenza di altre fonti per le quali siamo debitori verso l’estero, sono made in Italy. L’efficienza, quindi, è un potente motore di sviluppo per filiere industriali e produttive nazionali, di occupazione, reddito e benessere per il Paese.

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